TOMIC: “L’ARRESTO? COLPA MIA”

Bernard Tomic pare essersi pentito dopo lo spiacevole episodio di Miami "E' stata colpa mia adesso ho imparato la lezione".
domenica, 19 Luglio 2015

TENNIS – Bernard Tomic, arrestato e successivamente rilasciato sotto il pagamento di una cauzione nei giorni scorsi a Miami, pare essersi pentito dell’accaduto ed ha spiegato, ad una Tv americana, la sua versione dei fatti. Il tennista, da sempre avvezzo a ‘colpi di testa’ sui generis è al centro di mille polemiche, non ultima quella con la sua Federazione che, causa un diverbio piuttosto acceso con Pat Rafter, l’ha estromesso dai quarti Davis che si stanno giocando proprio in queste ore. Il suo arresto è stato, ovviamente, l’ultimo punto di non ritorno per il bizzoso Bernard.

Numerosi ospiti dell’Hotel South Beach a Miami lamentavano schiamazzi fuori dal comune alle 5 del mattino, la musica era alta, forse una festa, in quella camera numero 15. Due guardie della sicurezza hanno così raggiunto il punto e fatto presente a Tomic che avrebbe dovuto seguirli sino alla hall. Ma viste le resistenze dell’atleta solo e soltanto dopo il mandato d’arresto il gigante australiano si è convinto nell’abbandonare la stanza. Coloro che in quei momenti erano al fianco di Tomic non hanno mai pensato di lasciare la stanza, convinti forse dall’onnipotenza che un giocatore professionista di tennis possa avere.

Poi la retromarcia dell’attuale numero 25 del ranking Atp nato a Stoccarda: “E ‘stata colpa mia”, ha detto Tomic dopo il rilascio. “Stavo dormendo quando ho sentito i primi colpi battere sulla porta della mia stanza. Mi scuso con la polizia e con tutti coloro che non hanno potuto godere appieno del soggiorno causa musica alta”. Il giocatore ha poi spiegato nel dettaglio la discussione nata proprio sulla porta tra lo stesso e gli agenti: “La prima volta che sono arrivato davanti la mia camera ho ribadito il concetto che la musica non fosse poi così alta invitandoli, poi, a regolare a loro piacimento il livello dello stereo. Non sono apparsi decisamente soddisfatti dopo questa mia risposta e dopo qualche minuto sono tornati. E’ stata una delusione vedere la polizia nella mia camera per ben tre volte”, ha concluso.

Sulle accuse del non essersi messo a disposizione della polizia circa l’abbandono repentino della sua camera, Tomic ha dichiarato che gli stessi agenti non gli hanno dato il tempo nemmeno di raccogliere i suoi effetti personali. Non è la prima volta che il talento australiano ha seri problemi con la giustizia. Per anni è stato arrestato per guida spericolata mentre quest’anno è stato caratterizzato dall’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. “Se ho commeso degli errori jn passato è perchè, essendo troppo giovane, ho peccato d’ingenuità. Devo dire che adesso ho imparato la lezione, anche se sull’episodio di Miami sono tornato a cadere nei vecchi difetti”.


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