AUGURI, FRAGILE TOMMY

Compie 34 annni Tommy Haas, campione tormentato da infortuni
martedì, 3 Aprile 2012

L’arco della carriera di Tommy Haas ruota intorno a due parole chiave. La prima è “rimpianto” per una carriera che avrebbe potuto portare molte più soddisfazioni, la seconda è “infortunio”, o meglio il suo plurale, la lunga serie di problemi che ha limitato il tedesco, che oggi compie 34 anni regalandoci un’occasione per ripercorrere la sua sfortunata storia.

Tre operazioni alla spalla destra, entrambe le anche operate sia in gioventù che negli ultimi travagliati anni, un calvario che ha ostacolato in ogni modo la carriera di Tommy, uscito definitivamente dai primi 10 del mondo nell’autunno del 2007, ed escluso anche dai primi cento posti da quasi due anni.

E dire che la classifica aveva sorriso benigna al nostro eroe, regalandogli alcune settimane al secondo posto del ranking tra Maggio ed Ottobre di un lontanissimo 2002 pur senza acuti straordinari nei tornei dello Slam. Quello che sembrava un auspicio di gloria, si è trasformato in un beffardo simbolo di una carriera che non c’è mai stata, almeno ai livelli che Haas e i suoi supporters potevano sognare.

12 titoli ATP, con un Masters Series a Stoccarda nel 2001 e l’argento olimpico di Sydney come principali trofei, sono un bottino appena accettabile per un tennista che sembrava destinato a coniugare un tennis classico ed efficace con un fisico prestante, antesignano del moderno tennista/atleta. Ma proprio in quel fisico apparentemente solido si nascondeva uno dei peggiori nemici di Tommy, gli infortuni.

Il primo, e migliore, segmento della carriera di Tommy Haas va dall’esordio al 2002. Abbiamo accennato a come il ragazzo di Amburgo si fosse arrampicato fino alla seconda posizione mondiale, pronto a fare l’ultimo passo per raggiungere un titolo dello slam e magari la prima posizione mondiale. Ma il destino aveva in serbo una tragedia, un incidente automobilistico che ha portato via entrambi i genitori. Prima di spegnersi, il padre Peter è rimasto in coma a lungo, e Tommy ha lasciato momentaneamente l’attività per rimanergli a fianco.

A rendere sempre più difficile la vita di Haas arrivarono nuovi infortuni, che spezzarono la sua carriera, ripresa di fatto solo nel 2004. Da lì inizia una seconda carriera, in cui il peso delle sofferenze si fa sentire, Tommy è spesso nervoso in campo e butta via partite già vinte, come un quarto di finale nello US Open del 2006, torneo giocato magistralmente fino ad un vantaggio di due set a zero contro Nikolay Davydenko.

O come quando, tre anni dopo, lasciò strada a Roger Federer negli ottavi di finale del Roland Garros 2009, di nuovo sprecando due set di vantaggio ed aprendo la strada all’unico successo dell’elvetico al Parco dei Principi. Proprio il 2009 è stato il teatro dell’ultima fiammata di Tommy, risalito fino al numero 17 del mondo prima di tornare vittima degli infortuni.

Dopo l’ennesimo calvario, Haas è tornato recentemente fino al numero 138 del mondo mostrando qualche seno di recupero. Ad esempio, dopo avere superato Jarkko Nieminen a Indian Wells,  nel challenger di Dallas il neo-americano ha superato in due set Andreas Seppi, Nicolas Mahut e Gilles Muller prima di ritirarsi in semifinale. Segnali di ripresa, che lasciano ben sperare per l’ultimo scorcio di una carriera. Tommy ha dichiarato che continuerà a giocare fino a che la figlia, nata a Novembre del 2010, potrà vederlo giocare. Oggi Valentina può festeggiare il compleanno di papà, chissà che non possa ammirare anche un successo del padre.

Per salutare Haas, scegliamo un filmato del suo recente successo su Andreas Seppi a Dallas, sperando che faccia da auspicio a nuovi più prestigiosi trionfi


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