TOMMY ROBREDO: “PUNTO ALLA SEMIFINALE DI UNO SLAM”

TENNIS – Ospite a RadioMARCA, lo spagnolo Robredo, n°18 del mondo, racconta la passata stagione, spiega perché gli spagnoli sono i migliori sul rosso e confessa i suoi obiettivi per il futuro.
mercoledì, 18 Dicembre 2013

Tennis. Tommy Robredo è stato recentemente il protagonista di Tie -Break, programma tennistico che va in onda ogni domenica a RadioMARCA. Il catalano afferma di essere quasi pronto fisicamente, sogna di ripetere una stagione straordinaria e continuare a raggiungere gli obiettivi prefissatisi. Ad esempio, confessa che gli piacerebbe essere al livello dei migliori giocatori del circuito e raggiungere le semifinali di uno Slam per la prima volta nella sua carriera.

“La stagione 2013 non è andata troppo male. Ce ne fossero altre così! Quando inizia la stagione non si sa come sarà. Mi sono allenato bene, ma sapevo che avrei avuto bisogno di vincere quattro o cinque partite di fila per avere fiducia in me stesso. Non è stata facile fino ad Aprile, ma una volta vinto a Casablanca le cose sono andate per il verso giusto e alla fine è stata una grande stagione,” ha detto il 31 enne che sta recuperando da una frattura dello scafoide della mano destra. “Sono al 90%. Il recupero dall’infortunio è andato molto bene ed è stato molto veloce. Sto già tirando qualche punto, quello che manca in questi dieci giorni prima di partire per l’Australia è quello di giocare il maggior numero possibile di set in allenamento per ritrovare il ritmo. Poi mi dedicherò alla Hopman Cup che sarà ottima per iniziare.”

Al Roland Garros, Robredo ha fatto segnare un record incredibile, diventando il primo giocatore nell’era Open a vincere tre partite consecutive dopo essere andato sotto di due set: “E’ stato memorabile perché significava raggiungere i quarti di finale di uno Slam ed era molto tempo che non capitava. È stato un modo per dimostrare che ero in grado di essere lì con i migliori. È un record, ma è stato anche un singolo episodio. Ogni partita è stata molto diversa. La primo è stata la più facile perché Sijsling era molto stanco, ma sia contro Monfils che contro Almagro è stato molto più difficile.”

Ma anche agli US Open Robredo ha lasciato il segno. E che segno! Ha battuto Roger Federer dopo aver perso contro lo svizzero nei loro precedenti dieci incontri: Quando si gioca contro probabilmente il miglior giocatore nella storia, è normale perdere, ma io volevo metterlo in difficoltà. Sono sceso in campo con quel desiderio e l’ho battuto in tre set nella sua seconda casa. Vincere in uno Slam è sempre speciale e quella vittoria mi ha consegnato il biglietto per i quarti di finale. Ho dimostrato ancora una volta che ero ad un buon livello.”

Il catalano non smentisce la sua predilezione, come tutti i compaesani, per l’argilla. Robredo è stato infatti il terzo giocatore, nel 2013, con più vittorie sulla terra (25) subito dietro Nadal e Fognini ): “Preferisco giocare sulla terra, perché noi spagnoli ci troviamo meglio. Siamo più adatti a questa superficie e abbiamo un vantaggio rispetto agli altri, soprattutto nelle prime settimane. Ci alleniamo da tutta la vita sulla terra e si vede. Non si tratta di fiducia, è che ci sono persone meno competitive. Sulle superfici veloci devi stare attento agli avversari già al servizio. Sulla terra ha sempre la speranza che la palla rimbalzi male, si può giocare alto. Questo costa un po’ di scambi ma alla fine puoi vincere.”

In attesa di nuovi importanti traguardi, la stagione di ‘Tommy’ prende il via con la Hopman Cup, torneo a squadre che si tiene ogni anno all’inizio di Gennaio in Australia. È un evento ITF e non dà punti per la classifica ATP ma è considerato dai più un’importante tappa di avvicinamento agli Australian Open: “La Hopman Cup è speciale perché l’ho ​​vinta due volte (2002, 2010) e ho vissuto momenti molto belli con Anabel Medina Garrigues, Maria José Martinez, Vivi Ruano, Arantxa Sanchez Vicario. È un buon modo per iniziare la stagione, perché ti garantisce tre partite di livello, inizi ad abituarti al jet-leg e ci si adegua al caldo il più velocemente possibile. Quando si gioca un torneo si vuole sempre vincere. Ovviamente non è un Grande Slam ma si gioca ad alto livello. È rilassante, perché prima gioca la ragazza, parli con lei e poi giochi. Si finisce con il doppio misto che è sempre divertente da giocare.”

Ma il pensiero dello spagnolo è sempre fisso sugli appuntamenti importanti della stagione in avvicinamento che inizierà subito con l’happy Slam di Melbourne. Il chiodo fisso di Tommy è qualcosa che non ha mai fatto nella sua carriera: Raggiungere le semifinali di uno Slam è qualcosa che ho sempre voluto fare. È complicato, ma cercherò di farcela. Escluderei Wimbledon, che credo sia l’opzione più difficile, ma negli altri tre spero di arrivare alla seconda settimana. Se il draw mi sorride e se gioco bene, posso riuscirci.” E aggiunge: “La Coppa Davis è la ricompensa per una buona stagione. Se Carlos Moya mi chiama farò di tutto per andare ma al momento voglio concentrarmi sui singoli tornei all’inizio di quest’anno. Il mio obiettivo è quello di arrivare il più in alto possibile. Spero di poter fare un anno come il 2013 e raggiungere la Top Ten, ma è molto difficile. Credo che la cosa migliore sia godere di  ogni giorno e di ogni partita.”


Nessun Commento per “TOMMY ROBREDO: “PUNTO ALLA SEMIFINALE DI UNO SLAM””


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.