TONI NADAL: “MAI FACILITARE LE COSE AI BAMBINI”

Toni Nadal parla della sua accademia e dell'educazione sportiva da impartire ai bambini
venerdì, 15 Dicembre 2017

Tennis. Toni Nadal ha ormai abbandonato il ruolo di coach storico di Rafa, per impegnarsi totalmente nell’Accademia di Maiorca. “È più semplice allenare persone che vogliono migliorare, qualunque sia la loro condizione. È imprescindibile fargli capire l’impegno che dovrà assumere, anche se poi questo cambia da persona a persona. Con Rafa fu molto semplice perché fin dal principio questo concetto gli fu chiaro. Oltre alla sua condizione fisica, la sua forza mentale è enorme”.

L’eduzione dei più piccoli è al centro della formazione: “Dipende da come ti hanno preparato alla vita. Proteggere troppo i bambini è dannoso, perché li si abitua ad essere motivati solo per quello che piace loro. In Accademia vediamo molti casi come questo e ti rendi conto che l’età è un fattore poco importante. Puoi avere un bambino di 12 anni completamente impegnato ed un altro di 18 anni a cui costa tanto fare dei sacrifici”.

Sul Rafa bambino, questo il suo ricordo: “La verità è che a lui piaceva molto di più il calcio ma ciò che ha fatto pendere l’ago della bilancia è stato che già da molto piccolo iniziava a vincere nel tennis. Con la stessa normalità con cui si educa un qualunque bambino, però adeguata all’obiettivo che ti poni. È ciò che succede quando non ottieni un buon voto. Se vuoi ottenere qualcosa nella vita devi sforzarti”.

Il ruolo dei genitori, dell’educazione, i capisaldi: Io parto dal fatto che l’educazione è il pilastro principale. Se hai una società educata, avrai meno problemi in ogni ambito. È importante potenziare e valorizzare il lavoro degli educatori ed appoggiarsi a loro per migliorare il sistema. Commettiamo l’errore di permettere a dirigenti lontani dalle reali problematiche del settore di prendere le decisioni quando invece dovremmo prima ascoltare quelli che lavorano sul campo. L’educazione richiede un consenso che sia capace di stabilire  delle norme che non cambino con il colore del governo. Questo è fondamentale”.

Criticare, essere duri, anche urlare. Anche così secondo Toni si aiutano i più piccoli: “Prima di tutto è fondamentale che i genitori facciano autocritica; secondo, rispettare i ruoli. Quando io ero piccolo era impensabile che il posto migliore a tavola fosse per i bambini, adesso è tutto al contrario ed è un errore perché devono guadagnarselo. Terzo, evitare di pensare che la priorità siano sempre i figli e quindi concedergli tutto ciò che chiedono; quarto, insegnarli a fare non solo quello che piace a loro, ma far si che gli piaccia ciò che fanno e quinto, tornare alla formula classica, educare con l’esempio. Bisogna che i bambini capiscano che devono sforzarsi per ottenere ciò che vogliono. È una cosa che andrebbe applicata a tutti i livelli della società“.


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