TONI NADAL: “IL MIO ADDIO E’ VICINO”

In una lunga intervista rilasciata ai microfoni dei colleghi spagnoli di PlanetaTenis.es, Toni Nadal si apre ai media e racconta del 'miracolo' Rafael Nadal ma non solo. In un futuro (non troppo lontano) lo zio più famoso del tennis mondiale lascerà il talento maiorchino?

Toni Nadal (Manacor 21 febbraio 1961) non ha certo bisogno di presentazioni. Il famoso zio-allenatore di Rafael Nadal da sempre elegante, tranquillo e accogliente ha rilasciato una lunga intervista al portale spagnolo PlanetaTenis.es spaziando a 360° sia su ciò che lo stesso ha dato a Rafa Nadal sia circa i suoi progetti futuri non necessariamente legati al mancino più famoso del circuito tennistico. Intervista dove viene fuori anche tutto il rapporto tra i due basato sostanzialmente sull’amore e sul rispetto per il professionista.

Toni era e resta per gli spagnoli ‘il Tiet’. Allenatore del miglior giocatore spagnolo di tutti i tempi, parla (anche in maniera pacatamente delusa) del rapporto che hanno molti giocatori con i loro allenatori. “Hanno perso il rispetto per l’autorità”, confessa preoccupato. Parla dei suoi sogni e non nasconde il desiderio (un giorno) di poter vedere i suoi figli giocatori di tennis.

Come è cambiato il tuo rapporto con Rafael nel corso degli anni?

Cambia proprio come evolve il rapporto tra un padre ed il figlio che nel corso degli anni cresce. Le relazioni tra le persone cambiano. Soprattutto quando si hanno grandi differenze d’età. Anche con Rafael il rapporto è cambiato. Certo all’inizio il grosso l’ho dovuto fare io ma ho sempre trovato di fronte un ragazzo dalle spalle larghissime, molto responsabile ed il mio compito è sempre stato piuttosto facile in questo senso.

Hai mai giocato a tennis?

Attualmente gioco praticamente mai. Ho giocato a tennis quando ero giovane, ma ora decisamente meno. Quando lo faccio è  perché abbiamo bisogno di uno sparring partner per Rafael, ed in quel caso mi presto. Ma anche in quel caso non riesco ad essere all’altezza visti i miei continui problemi alla schiena.

Leggi i giornali?

Quasi mai. In primo luogo perché non ho alcun interesse nei media sportivi. Sfoglio qualcosa solo quando Rafael vince qualcosa di importante. Per essere informato, sì, leggo ma non la stampa sportiva.

Utilizza social network?

No. Anche se penso che ci sia qualcuno che abbia rubato la mia identità su Facebook. Ma io sono di un’altra generazione. Ho poco interesse nello spiegare la mia vita. Non credo che chiunque sia interessato a ciò che quotidianamente uno o nello specifico me possa fare durante la giornata.

Qual è la prima cosa che fai quando ti alzi?

Mi alzo molto presto ogni mattina. Io di solito mi alzo prima dell’alba. La mia casa è vicinissima al mare e la prima cosa che faccio è guardare il panorama, leggere qualche notizia su internet e spesso gioco a scacchi. A volte, quando mi alzo e la gente a casa ancora non si è svegliata, mi collego ad internet e mi diverto sul web con qualche gioco.

Questo agosto è stato diverso per te. Invece di essere negli Stati Uniti con Rafael, sei rimasto a casa. Qual è stato il cambiamento?

Ovviamente molto è cambiato per quanto riguarda le ultime stagioni. Ci aspettavamo di essere in tour americano, ma alla fine non siamo potuti esserci. E’ davvero frustrante non far parte a quei tornei, soprattutto quando si tratta di tornei importanti come quelli che Rafael è stato costretto a saltare questa estate. Nella vita, devi accettare le cose come vengono. Uno è pronto a fare il suo lavoro. Nel mondo dello sport ci sono momenti in cui gli infortuni t’impediscono di fare quello che per cui ti sei preparato per mesi, ma alla fine devi soltanto accettarli. Ci sono sempre motivi per cui essere felice.

Hai sfruttato il tempo libero per giocare a golf con Rafael?

Sì, abbiamo giocato a golf, ma io gioco decisamente peggio di mio nipote.

Si è parlato molto dell’abilità proprio nel golf da parte di Rafael. C’è chi dice che dopo il tennis possa essere qualcosa in più di un semplice passatempo…

No. Mai. Sarebbe illogico.

Esclude la possibilità di allenare un giorno un qualsiasi altro giocatore professionista?

Sarebbe piuttosto difficile considerando anche il fatto che sono stato tanti anni con Rafael ed insieme abbiamo avuto la fortuna di alzare al cielo molti trofei prestigiosi. Durante il rapporto non ho sentito mai del disagio. L’attuale situazione dei giovani è difficile rispetto a quanto si vedeva in passato. Adesso, la stragrande maggioranza non è disposta ad accettare consigli. Mi piace molto di più un ragazzo che pensi sia  la formazione iniziale un passo decisivo per poter avviare la propria carriera nel migliore dei modi. Come in tutte le cose e in tutti gli ambiti fare le cose per bene e col tempo giusto porta sempre a degli ottimi risultati.

C’è stato un momento nella tua carriera in cui hai pensato che sarebbe stato giusto lasciare la guida di Rafa?

No. Ovviamente nel corso degli anni, come è logico in qualsiasi rapporto, ci sono attriti. Ma non ha mai pensato di lasciare la situazione. Io ero un allenatore piuttosto duro, soprattutto nella fase formativa, ma ora Rafael ha 28 anni e le cose sono cambiate molto.

Perchè Rafael è un giocatore diverso?

Una delle sue caratteristiche è la passione che mette in tutto quello che fa e l’intensità. Quando Rafael era poco più che un bambino ho puntato molto sull’intensità in ogni allenamento e ogni partita. Questa intensità è la caratteristica distintiva di Rafael. Mi piace avere un atteggiamento appassionato e intenso nel gioco. E ‘quello per cui e su cui ci alleniamo. Naturalmente, quando ha subito nel corso degli anni diversi infortuni  ha dovuto fermarsi un po’ e abbiamo di conseguenza calato l’asticella. In caso contrario, abbiamo sempre spinto al massimo proprio per ritrovare questa peculiarità anche nei match.

Quale sogni ha ancora un uomo come Toni Nadal nel mondo del tennis?

Molti. La prima è che i miei figli diventino buoni giocatori di tennis. Senza dubbio sarebbe un grande sogno. Ma per me ogni giorno è pregno di obiettivi e soddisfazioni. Andare a  New York e cercare di vincere, mi dà grande soddisfazione. A breve saremo a Parigi Bercy e al Masters di Londra, dove andremo con la speranza di vincere. Apprezzo le cose e cerco di essere grato per tutto quello che è successo a noi. Abbiamo fatto molto bene e la verità è che avendo avuto delle difficoltà nel passato, ogni piccolo successo, adesso, è ancor più apprezzato. Per me vincere qualsiasi torneo è quasi un sogno.

 

 


Nessun Commento per “TONI NADAL: "IL MIO ADDIO E' VICINO"”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Ottobre 2019

  • Sinner scatenato. Partito dalle qualificazioni, il 17enne altoatesino ha infuocato gli Internazionali d'Italia! Scoprite la sua storia nell'ultimo numero di Tennis Oggi.
  • Che caratteraccio Daniil! Medvedev ha un temperamento a volte iroso che lo rende poco simpatico, ma il suo tennis imprevedibile che non piace agli avversari piace molto al pubblico...
  • Il grande talento di Bianca. La Andreescu è la prima tennista nata nel Terzo Millennio capace di conquistare un titolo Slam. Ci è riuscita agli US Open sulla pericolosissima beniamina di casa Serena Williams.
  • Un secolo di gloria. Lo storico Circolo Canottieri Roma ha compiuto 100 anni e ha festeggiato con una favolosa festa alla quale sono intervenuti 500 soci ed ospiti illustri del mondo sportivo, artistico e culturale. A concludere la serata dei sontuosi fuochi d'artificio.