TONI NADAL, CARO NIPOTE TI SCRIVO: “ADDIO A FINE ANNO”

Lo zio più famoso nella storia del tennis lascia Nadal a fine stagione

Tennis. Il 2017 vedrà la fine di una delle collaborazioni più lunghe e chiacchierate di sempre, quella fra lo zio Toni e Rafael Nadal. E’ arrivato l’annuncio nemmeno così sorprendente dello zio più famoso al mondo in campo sportivo. Dei segnali erano giunti negli ultimi anni difficili, sportivamente parlando, per il 14 volte vincitore di un torneo dello Slam.

Difficili al punto che lo stesso Toni affermerà di meritare il licenziamento, non fossero stati familiari. E’ però anche merito di zio Toni se a fine gennaio Rafa è tornato a giocare una finale Major ad altissimi livelli, così come meriti indiscutibili ha sulla crescita e affermazione di uno dei maggiori atleti vincenti dello sport. L’arrivo di Moya alla fine dello scorso anno lasciava presagire un addio, che oggi Toni giustifica anche con la volontà di seguire a tempo pieno l’Accademia da poco inaugurata dal nipote, a Maiorca ovviamente.

“Dall’anno prossimo non seguirò più Rafael nel circuito, ma mi dedicherò esclusivamente alla nostra accademia. Voglio occuparmi della formazione di giovani talenti, il momento più delicato nella crescita di un atleta. Il rapporto con mio nipote è sempre ottimo, in tutti questi anni non abbiamo mai vissuto periodi di crisi. Però fino ai 17 anni decidevo tutto io, poi è arrivato Carlos Costa come manager, si è avvicinato il padre, ognuno con le loro opinioni. E la verità è che ogni anno io decido sempre meno, fino al punto in cui non deciderò più niente! Ho viaggiato con Rafa per tanti anni, ora voglio tornare ad occuparmi della formazione dei giovani e la nostra accademia è il luogo ideale”.

Un passaggio in particolare lascia pensare a qualche malumore tutt’altro che assente nello staff. Il potere decisionale di Toni è calato drasticamente nel corso della crescita dell’ex n.1 del mondo, al punto da arrivare a non aver quasi più nulla da dire sul suo percorso. Un qualcosa di inaccettabile per chi ha forgiato sin da neonato (Rafa a 3 anni già aveva la racchetta in mano) un tennista capace di vincere 9 volte Parigi.

L’ultimo anno, l’ultimo torneo, l’ultimo abbraccio: per la fine di un rapporto vero, duro e con tratti che sono destinati a rimanere oscuri.


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