TONI NADAL: “RAFA E’ QUASI AL TOP DELLA CONDIZIONE”

Lo zio ed allenatore dell'ex numero uno del mondo è soddisfatto della pre-season del suo pupillo.
giovedì, 14 Gennaio 2016

TENNIS – “Sono un po’stanco di parlare della scorsa stagione”, ha confessato qualche giorno fa un tonico Rafael Nadal a Doha dove, peraltro, ha conquistato la sua prima finale del 2016 perdendo (anche in maniera piuttosto fragorosa) dal cannibale Djokovic.

Il buon inizio di stagione in queste prime settimane dell’anno per il maiorchino, fa tornare inevitabilmente alla mente quanto di cattivo si era visto in campo soltanto 12 mesi fa quando, l’ex numero uno del mondo, sembrava lontano parente di quel giocatore capace di scardinare a suon di colpi sensazionali gli avversari. Gli ultimi mesi del 2015, però, nonostante la scarsa attitudine nel volerne parlare da parte dello spagnolo, sono stati più che soddisfacenti con un Parigi-Bercy giocato molto bene e le Finals all’O2 Arena di Londra da grande protagonista tanto da consentirgli di terminare la stagione al numero cinque del mondo, quasi un’utopia soltanto pochi mesi addietro.

A tal proposito ecco le parole dello zio Toni che, c’è da dirlo, è sempre stato al fianco del ragazzo anche quando le critiche attorno alle deludenti prestazioni dell’iberico stavano diventando insostenibili per il tennista.

Come giudica la pre-season di Rafa?

“La preseason è andata molto bene,” inizia Toni Nadal, zio e allenatore di Rafa. “Abbiamo intensificato il lavoro anche e soprattutto a livello aerobico non trascurando di lavorare sopra ritmo, in modo da consentire a Rafael di entrare fin da subito in clima partita. Già dalla fine della scorsa stagione si potevano intravedere dei risultati e devio dire che la finale conquistata a Doha è l’ennesimo mattone su cui porre la base della definitiva risalita. Rispetto a dodici mesi fa, nello stesso periodo dell’anno, posso affermare che la condizione fisica e psicologica del ragazzo è diametralmente opposta”.

C’è chi parla anche dei benefici avuti da Rafa nell’allenarsi per tanto tempo a Manacor, lontano da pressioni spesso inutili e nefaste e, anche in questo caso, Toni annuisce: “Il caldo di Manacor ha aiutato tanto Rafa. Per molto tempo abbiamo dovuto gestire i suoi allenamenti e per chi conosce anche solo un po’ il ragazzo sa bene quanto sia stato difficile per lui non sprigionare appieno tutte le sue qualità fisiche che, peraltro, lo hanno contraddistinto in tutti questi anni. Adesso Rafa è molto più aggressivo, non ha paura di tirare ancor più forte, di giocare sulla linea di fondo senza arretrare mai, insomma di lottare ad armi pari con tutti”.

Essere più aggressivi insomma senza perdere, però, alcune ed importanti peculiarità ed attitudini, è questo il sunto del Nadal 2.0 che si appresta a tuffarsi in quel di Melbourne con la speranza di bissare il successo ottenuto proprio nella terra dei canguri nel “lontano” 2009, unico Australian Open in bacheca.


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