TONI NADAL: “RAFA SA COSA FARE PER RIMANERE AL VERTICE”

TENNIS – Toni Nadal, zio e coach di Rafa, interviene ad una conferenza per allenatori di tennis. Parla del nipote e del tennista polacco Janowicz.

Tennis. Toni Nadal, zio e allenatore da molto tempo dello spagnolo Rafael Nadal, ieri è stato l’ospite illustre di una conferenza di allenatori di tennis. La Babolat, azienda che produce le racchette del nipote, ha sponsorizzato l’evento che si è svolto nella città di Katowice in quanto facente parte dei BNP Paribas Katowice Open, torneo che fa parte del circuito WTA.

“Zio Toni”, com’è noto al mondo del tennis, ha trattato svariati argomenti, dal tennis juniores, all’essere un allenatore duro per il nipote Rafa, e ha dato anche un’opinione sull’ascensione del tennista locale, il polacco Jerzy Janowicz.

Toni Nadal ha iniziato a spiegare quale età ritiene giusta perché i bambini inizino a giocare a tennis, nonostante suo nipote sia approdato sui campi da tennis giovanissimo.

L’età ottimale per iniziare gli allenamenti di tennis è di 5 o 6 anni. In questo modo il bambino ha un sacco di opzioni e di tempo per imparare il gioco”, ha sottolineato. “Ho iniziato a lavorare con Rafael quando aveva tre anni. Tuttavia, non è necessario partire così presto. Rafael era sempre pronto ad allenarsi, non ho mai dovuto costringerlo. È solo appassionato di sport. Con questo stesso desiderio, gli piaceva praticare il calcio e anche ora, quando può, e anche anche il golf”.

Gli appassionati di tennis hanno familiarità coi modi di coaching poco ortodossi dello zio Toni con suo nipote, ma quanto la durezza nei confronti di Rafa interferisce con la vita familiare?

“Sono stato duro con lui, ma non troppo”, ha dichiarato Toni. “Non importa che sono suo zio. In realtà, è anche meglio così, posso permettermi di fare certe cose che non potrei fare se non lo fossi… Ci sono stati anche momenti difficili per tutti e due. Ma la nostra stretta parentela e il fatto che sia il suo allenatore non ha mai interferito con il nostro rapporto personale. Abbiamo un ottimo rapporto.”

Il primo dei 53 titoli di Rafa, guarda il caso, è arrivato proprio nella città di Sopot, in Polonia nel 2004, e fu una rivelazione per la famiglia.

“Me lo ricordo perfettamente, perché Rafael aveva lottando a lungo contro un infortunio prima di questo torneo”, ha dichiarato Toni. “La sua vittoria è stata incredibile”.

Secondo lo zio Toni, Rafa ha iniziato a giocare i tornei per professionisti alla tenera età di 16 perché “ha dovuto competere contro giocatori che erano molto più forti, ha fatto un sacco di esperienza in campo.” Ma è all’età di 19 – 20 anni che Rafa davvero “ha cominciato a prendere le sue decisioni”, ha detto Toni. Ma nonostante questa maggiore indipendenza, Toni detta ancora numerose parti del gioco del nipote: “Ora esigo che Rafa sia molto più aggressivo di quello che era in passato.”

Ma non fatevi ingannare. “Rafa è ben consapevole di ciò che deve fare per rimanere al vertice”, ha concluso lo zio Toni.

Cambiando discorso l’intervento si è concluso con un commento all’eroe polacco del momento che attualmente si classifica al numero 24 nel mondo, Jerzy Janowicz. Lo Scorso ottobre a Parigi, il 22enne ha scioccato tutti raggiungendo la sua prima finale in un master, mentre stava ancora al numero 69 del mondo.

“Non ci sono stati cambiamenti nella parte superiore del ranking negli ultimi anni. Gli stessi giocatori arrivano in finale in tutti i grandi eventi. Ma ho visto Janowicz durante il torneo di Parigi. È un giocatore giovane e di talento. Credo che sia fra quel gruppo di giocatori che, in futuro, potrebbero diventare il numero uno al mondo.”


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