‘MANO DE PEDRA’ È (QUASI) TORNATO

Nel torneo di Viña del Mar è tornato a giocare (e vincere) il cileno Fernando Gonzalez, numero 5 Atp nel 2007. La miglior condizione è ancora lontana, ma i problemi fisici appaiono finalmente alle spalle
venerdì, 3 Febbraio 2012

Viña del Mar (Cile). Quale appuntamento migliore, se non il torneo che ti ha dato più soddisfazioni in carriera, per rientrare nel circuito maggiore? Lo sa bene Fernando Gonzalez, che ha scelto il ‘250’ di Viña del Mar, unico torneo Atp nel suo Cile e vinto ben quattro volte in passato (2002, 2004, 2008 e 2009), per tornare a mettere piede, si spera in maniera definitiva, nel Tour. Sì, perché da quando a ottobre del 2010 si è operato all’anca (dopo una stagione che lo vide soffrire anche di tendinite a entrambe le ginocchia), lo si è visto comparire solo sporadicamente, per poi tornare ai box per lunghi periodi. Tant’è che la sua ultima apparizione ufficiale risaliva alla sfida di settembre di Coppa Davis fra Cile e Italia, quando a Santiago fu costretto a ritirarsi, per uno stiramento, durante il secondo singolare della prima giornata, che lo vedeva opposto a Fabio Fognini.

Da allora un altro lungo periodo di stop, che l’ha visto costretto a rinunciare anche gli Australian Open (dove arrivò a sorpresa in finale nel 2007), ma non al suo torneo preferito. ‘Fena’ ci teneva troppo, e, spinto probabilmente anche dal suo sponsor Vtr (la seconda compagnia telefonica del paese) che si è sobbarcata i costi per riportare il torneo nella ‘Ciudad Giardin’ (dopo un anno a Santiago), ha deciso, seppur ancora lontano dalla miglior condizione, di partecipare. Una scelta figlia indubbiamente anche del desiderio di mettere nelle gambe più match possibili prima delle Olimpiadi, un appuntamento che sente molto, e che l’ha visto protagonista in ambedue le ultime edizioni. Ad Atene vinse l’oro nel torneo di doppio in coppia con Nicolas Massu e il bronzo in singolare, mentre a Pechino ha raggiunto l’argento in singolare, cedendo all’ultimo atto a Rafael Nadal. Difficile riesca a guadagnarsi un posto a Londra 2012 per classifica, ma una wild card, visti i suoi trascorsi nel torneo a cinque cerchi, non gli verrà assolutamente negata. Da quando il tennis è stato reintrodotto ai Giochi Olimpici (Seoul 1988) è infatti proprio lui il giocatore ad aver vinto più incontri in singolare (10), seguito dagli svizzeri Roger Federer e Marc Rosset, entrambi quota 8.

Ma veniamo al presente. Sulla terra di Viña del Mar, primo torneo del 2012 sulla terra battuta e appuntamento inaugurale della ‘Gira Sudamericana’ (la consueta serie di quattro tornei di inizio stagione), ‘Mano de Pedra’ ha superato il primo turno, regolando con un doppio 6-4 lo spagnolo Pere Riba, ma è caduto al round successivo, sconfitto con il punteggio di 6-3 7-6 dal brasiliano Joao Souza. “Ecco come funziona il tennis”, ha spiegato il cileno al termine del match. “Non ci si sente mai nelle stesse condizioni per due giorni consecutivi. Martedì stavo bene e ho vinto, mentre oggi non ero a mio agio in campo, ed è andata male”. Nel secondo set, anche se a sprazzi, si è però visto un buon Gonzalez, padrone del campo con il ‘solito’ diritto (probabilmente il più veloce in circolazione) e capace di infiammare il pubblico a suon di poderose accelerazioni.

Purtroppo non è bastato, ma, per ora, è già importante essere riusciti a tornare in campo e aver vinto un match. Se ne sono accorti anche i suoi colleghi, in primis Ivan Ljubicic, che attraverso Twitter gli ha mandato, simpaticamente, i suoi auguri. “È strano vederti su un campo da tennis”, il messaggio del croato. “Hahahahah hai imparato a colpire un diritto?”, la risposta del cileno. Scherzi a parte, il torneo di Buenos Aires (per il quale ha chiesto e ricevuto una wild card), al via il 20 febbraio, fornirà indicazioni più precise sulla reale condizione dell’ex numero 5 della classifica mondiale. Per parlare di rientro definitivo si dovrà aspettare quando tornerà a giocare regolarmente e in maniera competitiva, ma almeno il ‘Bombardero de La Reina’ ha dimostrato, come già più volte aveva ripetuto, di avere ancora tanta voglia di mettersi in gioco. E questo è già un buonissimo punto di partenza.

Insieme a lui mancava dal circuito anche un diritto come il suo, in grado di fare letteralmente i buchi per terra. Questa risposta vincente a 189 km/h, sparata al Foro Italico nel 2009, ne è la chiara dimostrazione:


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