TORNEO AVVENIRE, PIROS E CARLE TRIONFANO A MILANO

Non ce l'ha fatta la ligure Giulia Peoni, tra le ragazze si è imposta l'argentina Maria Lourdes Carle. Tra i ragazzi, primo trionfo per un ungherese: Zsombor Piros

TENNIS – Ci è mancato davvero tanto così. Il 51° Torneo Avvenire è sfuggito dalle mani di Giulia Peoni proprio quando sembrava pronta a esultare e a riportare l’Italia sul gradino più alto del torneo in rosa dopo 10 anni (l’ultima fu la toscana Corinna Dentoni, nel 2005). E invece Maria Lourdes Carle, che con l’Italia sta mostrando un feeling tutto particolare (finale a Biella, vittoria a Foligno e Milano), mette la bandiera argentina sull’albo d’oro vincendo un match lottatissimo, lungo oltre tre ore e chiuso per 6-7 6-4 7-5.

Compresa un’interruzione per pioggia che ha allungato ulteriormente i tempi e creato non pochi grattacapi all’organizzazione. Proprio appena prima della pioggia è arrivato il momento chiave, quello che ha fatto girare il match portandolo sui binari della sudamericana. Già, perché dopo i primi due set finiti uno per parte, la 14enne di Sarzana (ne compirà 15 tra 5 giorni) si è trovata – con merito – avanti per 3-0 nel parziale decisivo. Il tutto grazie a un gioco aggressivo, mai lontano dalla riga di fondo e con un diritto mancino sempre pronto a far male alla grintosissima Maria Lourdes (pure lei del 2000, ma di febbraio). Beh, è proprio su quel 3-0 che si può recriminare, perché il diritto che tanti punti aveva consegnato in precedenza, ha cominciato a non funzionare più. Inoltre, ci si sono messe le condizioni meteo: campo “pesante” e umidità alle stelle hanno reso ancor più semplice il piano tattico della sudamericana (impostato sulla fase difensiva) e molto più arduo quello dell’azzurra (pensato per costruire gioco e prendersi il punto). E così, in un amen la piccola Maria Lourdes ha ribaltato tutto portandosi sul 4-3.

Di lì in poi la pioggia l’ha fatta da padrone per più di mezz’ora abbondante. Al rientro, l’azzurra ha ritrovato tranquillità. Ma non abbastanza per dare la spallata finale. Che tra un urlaccio e un pugnetto, ha assestato invece l’argentina, la quinta di sempre a vincere nelle 51 edizioni dell’Avvenire. “Sono felicissima – ha detto – perché sono cresciuta molto di partita in partita durante il torneo e ora punto agli Slam junior”. Tra i maschi aria di novità, perché né Svizzera né Ungheria (le due nazioni rappresentate in finale) avevano mai vinto sui campi del Tc Ambrosiano con un ragazzo. Ce l’ha fatta l’ungherese Zsombor Piros, dopo la finale del 2014 del connazionale Valkusz, ai danni dello svizzero Jakub Paul (entrambe teste di serie, rispettivamente 11 e 7). “Non sono partito benissimo, ma poi sono stato più aggressivo, venendo a rete più spesso e facendo più vincenti e colpi al volo”.

Sì, perché Piros – come per la verità anche Paul – ha mostrato grande facilità di tennis, dando vita a un match divertente e ricco di spunti tattici: “Ho dovuto variare molto il gioco – ha detto il vincitore – perché il mio avversario stava giocando molto bene all’inizio e io dovevo fare qualcosa”. Tanto da andare in vantaggio in avvio per 3-1, prima di lasciare una striscia di 7 giochi consecutivi al magiaro. Bravo poi a contenere la ripresa dell’elvetico, chiudere e alzare il trofeo. Soddisfazione anche per l’organizzazione del Tc Ambrosiano e per il nuovo direttore dell’Avvenire Andrea Villa: “Abbiamo fatto tante cose nuove, e altre ne faremo per l’edizione n.52. Non vediamo l’ora di ricominciare”.

In foto: tutti i premiati del Torneo Avvenire 2015 (Francesco Panunzio per Ufficio Stampa Torneo Avvenire)


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