TRASFERTA SCANDINAVA

L'Italia di Coppa Davis farà visita, dal 17 al 19 settembre, alla Svezia di Robin Soderling. L'obiettivo è quello di vendicare la finale persa a Milano nel 1998 e tornare nel World Group dalla porta principale. Uno sguardo agli altri accoppiamenti.
martedì, 11 Maggio 2010

Roma, 11 Maggio 2010 – Sarà la Svezia l’avversario dell’Italia nei playoff di Coppa Davis, che si svolgeranno dal 17 al 19 settembre. L’incontro si svolgerà in terra scandinava, dato che l’ultimo precedente si è svolto in quel di Milano. Una sconfitta, quella della finale del 1998 al Forum di Assago, che è una ferita ancora aperta del nostro tennis. Quel primo match di singolare, tra Magnus Norman e Andrea Gaudenzi, terminata per ritiro dell’azzurro sul 6-6 al quinto set (serissimo infortunio ad una spalla operata solo pochi mesi prima), è ancora negli occhi degli appassionati.

Match Aperto. Nonostante la Svezia possa contare su un campione come Robin Soderling, l’incontro con gli azzurri si prospetta aperto a qualsiasi risultato. Come ha dimostrato l’Argentina, che è andata a vincere a Stoccolma pochi mesi fa, la mancanza di un numero due piuttosto competitivo è un handicap non facilmente superabile. Se è vero, infatti, che la Svezia ha tra le sue fila un top-ten come Soderling, è pur vero che il secondo giocatore in classifica Atp è Andreas Vinciguerra, che, nonostante abbia un passato da numero 33 del mondo, veleggia oggi intorno al 300 Atp. Nel match contro l’Argentina, il capitano Thomas Enqvist ha rispolverato addirittura Joachim “Pim Pim” Johansson, sconfitto però in 4 set da Leonardo Mayer. Per l’Italia non è un sorteggio semplice, ma se la squadra azzurra arriverà in forma all’appuntamento, una vittoria in Scandinavia non è fatto impossibile.
I Precedenti. Ben 19 i precedenti tra Italia e Svezia, iniziati nel lontano 1953, quando Gardini e Merlo si imposero 4-1 in quel di Torino. La nostra nazionale è in vantaggio per 11-8, anche se, come ricordato, l’ultimo precedente è quello che brucia di più. Un 4-1 targato Norman e Gustafsson in finale nel 1998. In Svezia, l’Italia ha vinto 4 dei 9 precedenti anche se, nelle due occasioni in cui gli scandinavi hanno scelto il veloce indoor (1989 e 1997), sono arrivati due sconfitte per 4-1. L’ultima vittoria azzurra risale al 1990, quando in quel di Cagliari Paolino Canè riuscì a superare sia Svensson che Wilander (oltre a vincere il doppio in coppia con Diego Nargiso), regalando ai tifosi italiani una delle più più belle favole delle Coppa Davis. Il match contro Mats è entrato negli annali della storia del tennis, con Paolino che si impose 6-4 3-6 4-6 7-5 7-5.

Federer ad Astana? Curiosità dagli altri sorteggi che hanno sancito i sette accoppiamenti settembrini. Per il sesto anno consecutivo la Svizzera è presente a questo appuntamento, con un record favorevole di 4 vittorie ed 1 sconfitta – con la Repubblica Ceca nel 2007 – grazie alla preziosa collaborazione di Roger Federer, che è solito aiutare i propri compagni in questo delicato momento, mantenendo vivo il sogno di aggiudicarsi prima o poi anche questo trofeo. L’urna costringerà però il primo giocatore al mondo ad andare fino in Kazakhstan, dove Golubev e Kukushkin proveranno a dare scacco matto al Re, coronando la rincorsa iniziata due anni fa verso il Gruppo Mondiale. Chiaramente ogni pronostico dipenderà dalla volontà dei tennisti elvetici di spostarsi fino in Asia a metà settembre: i kazaki saranno comunque pronti ad approfittare di ogni regalo in tal senso. Anche la nazione più forte presente ai play-off, stando al ranking ITF, è chiamata ad una trasferta che ha i crismi per divenire insidiosa. Gli Stati Uniti di John Isner e Sam Querrey dovranno infatti recarsi fino in Colombia, nazione che oltre a disporre, dopo diverse tempo, di due top-100, Alejandro Falla e Santiago Giraldo, si avvarrà di campi in altura che a tennisti poco abituati potrebbero causare qualche problema. Due i precedenti, entrambi risalenti agli anni 70, con vittorie delle selezioni avvantaggiate dal fattore campo.

Germania ok. Benevola è stata l’urna con la nazionale teutonica, opposta al Sud Africa, contro cui vanta una striscia aperta di cinque sfide vinte in serie, di cui l’ultima nel 2005. Non pare il Sud Africa in grado di poter impensierire i tedeschi, oltre tutto fuori casa. Proverà a sfruttare il fattore campo anche l’Australia, intenta a vendicarsi di quel Belgio che nel 2007, a Liegi, li spedì nell’inferno dei gironi secondari. Come la Svizzera, anche il Belgio è una nazione sempre presente a questi incontri, con la settima presenza collezionata negli ultimi 8 anni (record ad ora: 2-4). La Romania ospiterà invece la ripetizione di un incontro epico celebratosi sette anni fa in Ecuador, in cui la formazione allora capitana da Adrian Marcu superò i sudamericani per 3-2, al termine di cinque incontri tutti durati cinque set, e con un doppio, rivelatosi poi decisivo, vinto dalla coppia rumena Mergea/Tecau sui fratelli Lapentti per 13-11 nella frazione conclusiva. I protagonisti del match di allora saranno nuovamente in campo, con Hanescu a provare a spegnere le velleità di Nicolas e Giovanni Lapentti.

Israele e India. Le due nazioni asiatiche – anche se l’Israele è sportivamente associato all’Europa – cercheranno di confermarsi nel Gruppo Mondiale, ostacolando le chances di Austria e Brasile. Sesta edizione della sfida tra le selezioni di Hans Gildmeister e Gilbert Schaller, con gli europei ad essersi aggiudicati l’ultimo confronto nel Tirolo, nell’anno 2002 – 3-2 il computo complessivo – mentre risale a diciannovenne anni fa l’ultimo confronto tra India e Brasile, con i verdeoro usciti allora vincitori per 4-1. I sudamericani appaiono come favoriti, vista la maggiore competitività dei propri singolaristi, ma la scelta della superficie favorevole agli asiatici potrebbe scompaginare le carte in tavola.


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