TROICKI: “CAMBIO ALLENATORE PER TORNARE NELLA TOP 20”

Viktor Troicki vuole dimenticare il suo orribile 2012. Cambia coach e, pieno di speranze, ricomincia da zero. Dal suo ritiro in Serbia ha condiviso con la rivista serba ‘Novosti’ le sue speranze ed i suoi progetti per la nuova stagione tennistica.
lunedì, 10 Dicembre 2012

Tennis. Viktor Troicki riparte da zero, lasciandosi alle spalle un deludente 2012. Il primo passo dopo la sciagurata stagione è un grande, ma annunciato, rinnovamento nel suo team. Dopo essere rimasto senza allenatore da Settembre, il numero 38 del mondo ha assunto l’australiano Jack Reader come suo nuovo coach. Reader non è nuovo tra i professionisti. Ha lavorato con Alexandr Dolgopolov fino allo scorso Ottobre, aiutando la crescita dell’ucraino e la sua incredibile scalata di 300 posti, fino a fargli raggiungere la top 20. Troicki ha lavorato con Jan de Witt per sette anni, ma i due si sono divisi in autunno dopo la stagione non proprio entusiasmante del serbo.

Parlando alla rivista serba ‘Novosti’, Reader ha scherzato sul fatto che è valsa la pena fare un viaggio in Serbia fuori stagione per Troicki, lasciando la sua soleggiata Australia per il freddo: “Sono molto felice di aver iniziato a lavorare con Viktor. Gli ho detto che spero farà il bravo e mi ascolti durante gli allenamenti!”

Anche se i due si conoscono da tempo, la partnership è iniziata su raccomandazione del manager di Troicki. E Viktor non potrebbe essere più felice di avere qualcuno della competenza di Reader nella sua squadra: “Jack è interessante, divertente, conosce tutti i giocatori e gli allenatori in tour, fa bene il suo lavoro e mi è stato intorno per alcuni anni. Secondo me, la gente lo rispetta e lo ama. E’ diverso dall’allenatore che ho avuto fino a poco tempo perché Jan era molto più diretto e tutto si basava su alcune rigorose regole. Reader è più rilassato e credo che mi possa aiutare meglio in questo momento.”

La coppia ha già lavorato su alcuni aspetti critici delle partite di Troicki e continuerà ad allenarsi insieme in Serbia fino al 20 Dicembre. Una breve pausa per le vacanze natalizie e poi si incontrerà di nuovo il mese prossimo per iniziare a preparare il primo Slam dell’anno, gli Australian Open. “Abbiamo già iniziato a sistemare alcune cose e lavorato su altre, che devono essere corrette. Ci saranno tante altri aspetti sui quali lavorare, perché posso migliorare ancora molto in varie fasi del mio gioco. Spero di trovare subito il ritmo e tornare nella top 20. Questo è il mio obiettivo.

Più significativo di tutto il resto è il fatto che Victor vuole dimenticare velocemente la “tragica” stagione 2012, che lo ha visto per la prima volta dal 2008, non raggiungere alcuna finale in un torneo ATP. “E ‘importante per me dimenticare la stagione appena trascorsa il più rapidamente possibile, dato che è una delle peggiori che abbia mai avuto. Non ho registrato risultati buoni a causa di un abbassamento del mio livello di gioco. Inoltre, ho perso la fiducia e messo tutto insieme, le cose non sono andate bene. Sto cercando di uscire da questa crisi il più presto possibile.” confida il serbo. “ Ho avuto un’esperienza simile tre o quattro anni fa, quando ero nei pressi del numero 20 al mondo e sono caduto fino al 40esimo posto del ranking. Poi ho ricominciato con buoni risultati e ho raggiunto il numero 12. Mi auguro che arriverà per me un’altra ondata di buone prestazioni che possano aiutarmi a raggiungere una migliore posizione nel ranking.”

Troicki è sempre stato un giocatore ‘hot-and-cold’, infiammato durante una partita e passivo in quella dopo. È anche capitato che mostrasse entrambe queste personalità in un singolo match. Caso vuole che dopo aver perso il primo set per 6-0 contro Andy Roddick a Washington, pochi anni fa, Troicki è tornato in campo mostrando il suo tennis più splendente, vincendo così gli altri due set per 6-2, 6-4, mettendo a tacere l’intera arena.

Risultati non proprio scontati come questi sono ciò che fanno di lui un giocatore divertente ma anche abbastanza sconcertante da guardare. La sua apparente turbolenza mentale in campo, quando urla contro la sua racchetta e insulta la platea rumorosa, può scoraggiare uno spettatore, ma è anche ciò che dà respiro al suo gioco. A volte dubita di se stesso, urla, si impettisce e si mostra auto-ironico, ma quello che in fondo spera è che migliori di tutto ciò siano alla fine i suoi risultati. Ultimamente, però, non è andata come auspicava: al diminuire delle sue vittorie è calato il suo spirito indomito e il suo selvaggio fascino in campo. Forse ha ragione, l’aver iniziato una collaborazione con un allenatore pacato e rilassato gli farà bene.


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