TROPPO FORTE

New York (Usa) 13 settembre 2009 – Il giallo, meglio se associato al nero, in natura è il colore che indica pericolo. Lo sa bene lo sponsor tecnico di Nadal e del Potro, che per gli Us Open ha voluto vestire i due tennisti proprio con quest’abbinamento cromatico. A indicare, nelle intenzioni, uno scontro fra […]
domenica, 13 Settembre 2009

New York (Usa) 13 settembre 2009 – Il giallo, meglio se associato al nero, in natura è il colore che indica pericolo. Lo sa bene lo sponsor tecnico di Nadal e del Potro, che per gli Us Open ha voluto vestire i due tennisti proprio con quest’abbinamento cromatico. A indicare, nelle intenzioni, uno scontro fra due potenti predatori, che si contendevano sul “Louis Armostrong” l’accesso alla finale dell’ultimo Slam di stagione.

Con Rafa voglioso di ritrovare un ruolo da protagonista del circuito dopo lo stop forzato, e con “Delpo” in forma smagliante, le premesse per un incontro di altissimo livello c’erano tutte. In realtà più che uno scontro fra “T-Rex”, il match ha assunto punto dopo punto i connotati di un inseguimento, con l’argentino nei panni dell’affamato segugio e lo spagnolo in quelli della lepre.

Nadal ha cercato di non farsi “azzannare”, sopperendo a una condizione fisica ancora precaria con grinta e umiltà. Ma Juan Martin oggi, come del resto da due settimane a questa parte, ha mostrato gli artigli, troppo grandi e affilati per l’impotente Rafa.

Dopo i quarti di finale di Montreal dunque, anche nella “semi”dell’ultimo Slam dell’anno Del Potro ha surclassato il manacorino, dominando sempre lo scambio da fondo, inanellando 6 aces (e il 79% di punti con la prima) e collezionando un infinità di palle break (convertendone 6 su 16). Dall’altra parte un Nadal ancora lontano dall’essere quell’extraterrestre che ha dominato la scena nel 2008, troppo passivo nei confronti del suo avversario e soprattutto mai capace di portare a casa i punti cruciali del match.

Ma dove finiscono i limiti di un pur combattivo “Rafa”cominciano i meriti di un Del Potro devastante, di sicuro il migliore mai ammirato finora. La crescita del gigante di Tandil in questo scorcio di stagione è stata inesorabile. Vittoria a Washington, finale a Montreal e ora finale agli Us Open, migliore risultato della sua carriera. Con questo exploit l’Argentina porta un suo giocatore nella finale del Major statunitense 22 anni dopo la vittoria di Guillermo Vilas contro Jimmy Connors.

Ecco il tabellone maschile


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