TRUCCO’ LA PARTITA D’ADDIO: ARRESTATO

Nick Lindahl è stato poi rilasciato su cauzione. Il 12 marzo l'udienza in tribunale. Avrebbe creato anche un piccolo sistema
venerdì, 20 Febbraio 2015

TENNIS – La lunga corsa verso il basso di Nick Lindahl sta per giungere al suo mesto traguardo. Il prossimo 12 marzo, Lindahl comparirà dinanzi a un giudice e allora verrà scritta la parola “Fine” su un caso che ha messo in imbarazzo il tennis australiano. Secondo quanto riportano i media del suo Paese, il 26enne ex giocatore e allenatore australiano di origini svedesi è stato arrestato ieri nella sua abitazione di Sydney. E’ accusato di una serie di reati riconducibili all’alterazione dell’esito di diverse partite per trarne profitto attraverso le scommesse. E tra questi match, lo ricorderete, c’è anche quello con cui ha dato l’addio al tennis giocato: era il 9 settembre 2013 e il protagonista di questa triste vicenda perse 6-2, 6-3 contro un giocatore proveniente dalle qualificazioni, il connazionale Andrew Corbitt, al primo turno del Futures di Toowoomba. Match che comportò un flusso a dir poco anomalo di scommesse, decisivo ad attirare l’attenzione delle autorità. A lanciare l’allarme fu un’agenzia, colpita per l’appunto dall’esagerato ammontare delle puntate su un incontro di poco interesse.

Rilasciato su cauzione, Lindahl ora attende l’udienza del mese prossimo. Sempre secondo quanto riferiscono i giornali australiani, legati al caso sarebbero altri due giovani di 24 anni. Uno è accusato di aver fornito false generalità agli inquirenti nel corso di una perquisizione, l’altro di avere corrotto per ottenere informazioni utili per scommettere. Il primo, come Lindahl, dovrà comparire in tribunale il 12 marzo; l’altro l’8 aprile.

Nick Lindahl passerà alla storia per le sue vicende giudiziarie, non certo per la sua carriera sportiva: numero 187 di top ranking raggiunto nel 2010; una vittoria e otto sconfitte nel circuito Atp. Tra singolare e doppio, 217.220 dollari vinti in carriera. Ma sono ben altri gli introiti al vaglio degli investigatori. Al momento si parla genericamente di “migliaia di dollari”, senza specificare l’ammontare esatto.

Figlio di padre svedese e madre indonesiana, Lindahl si mise in luce nel 2006, quando raggiunse la finale del tabellone giovanile agli Australian Open. Passato professionista, centrò l’impresa l’anno successivo, quando, numero 308 del mondo, superò il numero 59 Sam Querrey al primo turno del torneo di Bangkok. Sconfisse lo statunitense con il punteggio di 2-6, 6-4, 6-3.

Quanto al match del settembre 2013, l’ex giocatore ha sempre ammesso le proprie colpe. Tra le accuse che gli vengono mosse, anche quella di aver tirato in ballo un altro australiano, Adam Feeney, sconfitto a sorpresa in un Challenger da un giapponese distante 600 posizioni da lui nel ranking. Era il 28 ottobre 2013 e Feeney giocava l’ultima partita della sua carriera. L’ultima, come nel caso di Nick.


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