UFFICIALE, ARRIVA IL PASSAPORTO BIOLOGICO

TENNIS – Nella riunione dell’Antidoping Programme Working Group del cinque marzo, è stato finalmente dato il via libera ufficiale all’utilizzo del passaporto biologico per contrastare il doping anche nel tennis. Da mesi tutti i più grandi giocatori si erano detti favorevoli a questa novità
giovedì, 7 Marzo 2013

Tennis. Tanto tuonò, che alla fine piovve. Dopo i tanti annunci e i tanti appelli di tutti i top player, dal 2013 anche il tennis utilizzerà il passaporto biologico per combattere la dura lotta contro il doping. La decisione è stata presa nella riunione annuale dell’Antidoping Programme Working Group, un comitato composto da rappresentanti della ITF, dell’Atp, della WTA e dei quattro tornei dello Slam, che si riunisce ogni anno per discutere eventuali variazioni nel programma di contrasto alle frodi sportive perpetrate tramite l’utilizzo di farmaci dopanti. Al termine della riunione è stato espresso il pieno sostegno nei confronti del passaporto biologico, che entrerà in azione entro il 2013.

Il passaporto biologico, sostanzialmente, è un documento elettronico individuale per ogni atleta, dove vengono raccolti i valori biologici risultanti dai test antidoping per un lungo periodo di tempo. In questo modo, è possibile controllare la presenza di variazioni anomale dei valori, che potrebbero essere un segnale dell’utilizzo di sostanze dopanti.

L’introduzione di questa nuova arma di contrasto alle frodi, necessiterà inevitabilmente di un aumento dei controlli antidoping annuali sugli atleti, per avere un numero di rilevazioni indicativo per poter scoprire eventuali anomalie. In particolar modo, dal comitato hanno fatto sapere, che sarà importantissimo implementare il numero di test fuori dalla competizione. A questo scopo sarà necessaria l’istituzione di un fondo ulteriore per la lotta al doping, che verrà finanziato da tutti gli organi di governo del tennis e verrà gestito dalla ITF. Una decisione che si sposa con le frequenti richieste di tutti i top player (Federer, Djokovic, Murray, etc), i quali ormai da mesi chiedono l’introduzione del passaporto biologico, l’aumento del numero di controlli, nonché fondi aggiuntivi per la lotta alle frodi.

Tutti i partecipanti alla riunione decisiva si sono detti entusiasti della decisione, rivendicando il loro ruolo. “I tornei dello Slam hanno sempre avuto un ruolo attivo nella lotta al doping, sin dall’inizio del programma di prevenzione” ha dichiarato Bill Babcock, rappresentante dei tornei del Grande Slam. “Siamo felici che la lotta alle frodi rimanga una priorità e siamo molto orgogliosi di lavorare con gli altri organi di governo, con l’obbiettivo di far rimanere il tennis uno sport pulito”. Anche Stacy Allister, Presidente della Wta, ha dichiarato tutta la sua soddisfazione per l’importante deliberazione: “La Wta è orgogliosa dei numerosi sforzi fatti e ritiene di grande importanza sia l’introduzione del passaporto biologico, che l’aumento dei controlli, dentro e fuori dalle competizioni”.

Brad Drewett, Presidente Atp, ha riconosciuto l’importanza avuta dai giocatori nella decisione: “I tennisti hanno espresso chiaramente il loro appoggio ad un incremento dei controlli e allo sviluppo delle tecniche di contrasto al doping. Questo è il modo più efficace per dimostrare che il tennis è uno sport pulito”. Infine Francesco Ricci Bitti, presidente della Federazione Internazionale, invoca anche l’aiuto delle agenzie antidoping nazionali: “Quello di oggi è un passo avanti importantissimo nella lotta al doping, in quanto ci fornisce una nuova arma per contrastare efficacemente le frodi. Ora speriamo di ricevere anche l’aiuto delle agenzie antidoping nazionali, che devono fare necessariamente la loro parte, se vogliamo vincere questa dura battaglia. I nostri ringraziamenti vanno ai tornei dello Slam, all’Atp e alla Wta, che hanno riconosciuto l’importanza dell’aumento di fondi per i controlli, soprattutto quelli sanguinei.”

Proclami a parte però, ora bisognerà vedere quanto tempo occorrerà affinché il passaporto biologico diventi effettivamente operativo anche nel tennis. Considerando che moltissimi giocatori hanno denunciato la scarsità dei controlli antidoping ai quali sono stati sottoposti fino ad ora, è facile ipotizzare che il cammino verso la piena applicazione del passaporto biologico, sarà lungo e pieno di insidie.


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