UFFICIALIZZATA LA RIFORMA DEL CALENDARIO ATP

È stata ufficializzata la riforma del calendario ATP
venerdì, 10 Giugno 2022

Tennis. Il presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi ha incontrato la stampa per analizzare la riforma del calendario, che allungherà la durata del torneo di Roma sin dal 2023.

“Volevo manifestare soddisfazione per il raggiungimento di un traguardo importante come la promozione di questo piano di riforma del calendario.

Al nostro arrivo, due anni e mezzo fa, abbiamo passato una serie di complessità: gli incendi in Australia, il Covid, la guerra in Ucraina e altro… Siamo stati impegnati nel far sopravvivere il tennis in generale.

Il fatto di essere riusciti a far passare un piano così ambizioso ci rende orgogliosi. Speriamo che questo possa essere il primo passo per un grande futuro.

Ma dopo due anni e mezzo di negoziazioni e di lotta ci meritiamo forse una pacca sulla spalla. Mi piacere in particolare l’upgrade del Masters 1000 di Roma, da italiano” – ha dichiarato Gaudenzi.

Andrea è poi tornato sulla decisione dell’ATP nei confronti di Wimbledon: “Il motivo per cui abbiamo tolto i punti a Wimbledon è ben noto; è un tema di equità e discriminazione in risposta a una decisione unilaterale del torneo che non riteniamo giusta.

Una decisione simile, semmai, avrebbe dovuto essere presa a livello collegiale tra tutte le sette componenti del tennis. Questa storia ci fa ribadire che serve una governance unica nel tennis.

Detto questo, saremmo ben contenti di rimettere i punti a Wimbledon se fosse abolito il ban nei confronti di russi e bielorussi, che si sono detti disponibili a rilasciare dichiarazioni scritte perché nessuno di loro è a favore della guerra.

Dal punto di vista della classifica, vogliamo avere un ranking nel 2022 in cui ogni giocatore ha avuto accesso allo stesso numero di punti.

Questo è l’unico modo per avere un ranking equo a fine anno. Se dessimo protezione a chi ha giocato bene a Wimbledon nel 2021 sarebbe ancora più ingiusto nei confronti di chi gioca bene nel 2022, perché i punti scadrebbero comunque dopo 52 settimane come succede sempre.

Non possiamo proteggere sette-otto giocatori creando un danno ancora maggiore a tutti gli altri.

Purtroppo mancheranno i  punti di Wimbledon nel ranking di fine anno, ma dal nostro punto di vista è la scelta più equa e la pensa così anche la WTA”.


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