A FOGNINI IL DERBY. CILIC AFFONDA SEPPI

Sul Grandstand di Umag Fabio vince in tre set la sfida con Potito, finalista qui lo scorso anno. Sul Centrale adiacente Cilic si sbarazza di un opaco Andreas per 61 63. Domani semifinale Fognini-Cilic. Nella parte bassa Dolgopolov affronterà Ferrero
venerdì, 29 Luglio 2011

Umag (Croazia) – Terminano praticamente in contemporanea i due quarti di finale dello Studena Croatia Open che interessavano i tennisti azzurri. Sul Grandstand dello Stella Maris Fabio Fognini (n.6 del draw) ha sconfitto Potito Starace con lo score di 36 63 61. Qualche secondo prima del match point di Fabio, sul Centrale Marin Cilic (n.4) batteva Andreas Seppi (n.7) con il punteggio di 61 63.

Come molti derby…, anche quello che ha coinvolto Fognini e Starace non è stato un gran bel match. Tanti gli errori gratuiti dei due tennisti azzurri, che si incontravano per la terza volta in carriera (1 a 1 i precedenti) ma non si erano mai sfidati in una kermesse del circuito maggiore. Arrivavano in condizioni fisiche molto differenti, il ligure e il campano. Mentre infatti “Fogna” non aveva sudato tanto negli ottavi contro Rochus (64 61), “Poto” aveva dovuto fare gli straordinari per eliminare dal torneo il numero 1 del tabellone Juan Ignacio Chela.

Una partita tirata era proprio quello che Starace non si augurava. E, almeno per i primi 40′ di gioco, il derby non lo è stata. Dopo u tre turni di servizio tenuti con autorità, nel quarto gioco durato 14 punti l’allievo di Rianna riusciva a centrare il break. Il vantaggio accumulato ha permesso a Potito di giocare rilassato, e le variazioni tattiche messe in mostra ne sono state una conferma. Certo, a dargli una mano a chiudere il parziale per 63 c’è stato anche un Fognini molto falloso, in tendenza con le due precedenti prestazioni qui a Umag (contro Machado e il già ricordato Rochus).

Il secondo parziale si è giocato esattamente nello stesso modo (tanti errori e poca cattiveria agonistica), ma con i protagonisti che si sono invertiti i ruoli. stavolta è stato l’allievo di Martin a firmare il vantaggio nel quarto game, rimpinguato poi con il secondo scippo in concomitanza del sesto gioco. Potito ha avuto un sussulto nel settimo gioco, accorciando fino al 5-3, ma nulla ha potuto nell’ultimo turno di battuta di Fognini.

Nel parziale decisivo i due hanno regalato qualche punto spettacolare ai gremiti spalti del Grandstand di Umag, a dire la verità non proprio esaltati dallo spettacolo offerto. La guerra fratricida aveva poi impedito ai tanti italiani di schierarsi apertamente a favore di un loro connazionale, come invece avevano fatto nei giorni precedenti. Il torpore generale è stato smosso da alcuni tocchi di fioretto che entrambi hanno esibito nei pressi della rete. Questa è stata l’unica nota di rilievo in un set nel quale Poto ha palesato la stanchezza accumulata nella battaglia con Chela, e nel quale Fabio ha conquistato l’early break (era il terzo game), poi confermato nel quinto gioco, prima di chiudere con il punteggio di 36 63 61 in 1h e 46′ di gioco.

Cilic troppo in palla per Seppi. In semifinale Fognini se la vedrà con Marin Cilic, unico croato rimasto in gara nel torneo della città istriana. Il numero 4 del tabellone si è sbarazzato di Andreas Seppi in appena 1h e 11′ di tennis. Match a senso unico, il sesto fra l’ex numero 9 e il vincitore di Eastbourne. Pensare che l’ultima volta che si erano affrontati (Shanghai 2010) Andreas aveva massacrato Cilic, rifilandogli un perentorio 62 62. Memore di quella batosta (l’aveva detto ieri in conferenza stampa), il croato ha reso pan per focaccia al nostro che non ha mai avuto un turno al servizio tranquillo, ha sempre giocato corto (come sua stessa ammissione nel post gara) e non ha mai mosso lateralmente l’avversario. Solo a inizio secondo set l’azzurro ha tentato di rimanere in scia ma, subìto il break nel quarto game, per Andreas è calata la notte.

Dolgo rapido di braccio. Ferrero di mente. La semifinale “bassa” del torneo di Umag vedrà opposti Alexandr Dolgopolov, n.2 del seeding, e Juan Carlos Ferrero, campione in carica. L’ucraino ha fatto suo il match con Albert Ramos, sconfitto con lo score di 63 75. Incontro mai in discussione quello fra il numero 26 del ranking e il carnefice di Gianluca Naso. Dolgo ha sempre comandato nel punteggio e negli scambi, esibendo un tennis nervoso ed atletico. Ramos, bravo da fondocampo ma con poche altre varianti tattiche, ha provato a rimanere nel match, ma non ha mai trovato la zampata decisiva.

Non fosse stato per la pioggia che ha sospeso il match a inizio secondo set, Juan Carlos Ferrero avrebbe terminato molto prima il suo impegno con Carlos Berlocq. Il contrattempo meteorologico non ha però impedito all’ex numero 1 del mondo di imporsi con autorità sull’argentino che, dopo aver lasciato andare senza lottare il primo parziale, ha contrastato con più veemenza il tennis di Mosquito, il quale ha conquistato il pass per il penultimo round con il punteggio di 61 76(5). Ferrero e Dolgopolov si troveranno di fronte esattamente dopo un anno, quando nei quarti della passata edizione del torneo di Umag il 31enne di Onteniente annichilì l’ucraino per 61 62.


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