UMAG, NASO E VOLANDRI FUORI GIOCO. FERRERO OK

Troppo falloso il siciliano per infastidire un concentrato Albert Ramos, che vola per la prima volta in carriera nei quarti di un torneo Atp (61 63 lo score finale). Fuori anche Filippo, domato da Dolgopolov (61 62). Il campione uscente spagnolo butta fuori l'idolo di casa Ljubicic. Robredo si ritira, avanti Berlocq
mercoledì, 27 Luglio 2011

Umag (Croazia) – Termina agli ottavi di finale l’avventura di Gianluca Naso. Dopo tre turni di qualificazione superati e la vittoria al primo round del main draw contro la wild card croata Mate Delic, il siciliano si è arreso a Albert Ramos, attuale n.82 del ranking. E’ durata 68′ la partita fra l’azzurro e lo spagnolo, vincente con lo score di 61 63 che lascia poco scampo ad attenuanti.

Chance bruciata. Per entrambi quello di oggi era un match importante. Nè Naso nè Ramos avevano mai raggiunto i quarti in una prova del circuito maggiore, e sullo Stella Maris di Umag i due si sono sfidati per sfatare questo tabù. Il divario in classifica fra il catalano e il trapanese (circa 180 posizioni) poteva essere levigato dall’unico precedente giocato, che aveva sorriso a Naso (Rimini 2009). Troppo tempo però pare essere passato da quel match, perché Ramos, già visto in ottima forma contro Ivan Dodig, n.8 del seeding domato nel primo round, oggi ha confermato di essere giocatore in fiducia e tecnicamente completo.

Partenza da dimenticare per Giallo. Il match è partito subito in salita per Gianluca che ha prima perso a “zero” il primo game dell’incontro, e poi ha dovuto contrastare ben sei palle break nel gioco successivo. Albert da fondo non ha sbagliato un colpo e rallies ha sempre comandato. L’aternativa tattica di Naso doveva essere quella di giocare sull'”uno-due”, prendendo subito il ritmo del palleggio per poi chiudere con i suoi potenti fondamentali da fondocampo. Ma la palla del siciliano oggi non viaggiava alla velocità consueta, e tanti (troppi) erano gli errori che l’italiano concedeva allo spagnolo. Il quale, senza fare nulla di trascendentale, si è portato avanti fino al 5-0, prima di perdere il primo (ma ininfluente) game del set. Sul 4 a 0 Giallo ha anche avuto la prima chance per accorciare le distanze, ma il suo dritto è terminato fuori di un paio di centimetri.

Secondo set, qualche miglioramento. Archiviato con troppa fretta il primo parziale, Gianluca ha cercato di mettere in pratica tutto quello che non era riuscito a fare fino all’inizio del secondo set. Con più costanza è entrato con i piedi nel campo, dando pressione all’avversario. Ma nel terzo game i tanti errori con il rovescio sono costati caro al n.260 del mondo (guadagnerà comunque tante posizioni con i 20 punti racimolati nel torneo), che ha perso il servizio rovinando così quel che di buono aveva fatto nei primi scampoli di set. Nei turni seguenti alla battuta Ramos ha gestito la situazione con autorità, regalando davvero poco. Nel nono gioco poi il 23enne di Barcellona ha conquistato il primo set point, annullato da Naso con un ace. Ma sul secondo Ginaluca ha spedito a rete il rovescio, mettendo la parola fine sulla sua avventura croata. Non sappiamo quanto valga veramente questo mancino spagnolo (ripetiamo, tanti errori da parte del nostro), ma nel palleggio Ramos ci è sembrato centrato, e dal punto di vista atletico molto reattivo.

Troppo Dolgo per Volandri. Saluta lo Studena Croatia Open anche Filippo Volandri, sconfitto sotto la fastidiosa pioggia di Umag dal fastidisiosissimo (in senso sportivo) Alexandr Dolgopolov, n.2 del tabellone. Il livornese, giunto su questi campi in finale nel 2003 (sconfitto da Moya) e nel 2004 (da Canas) si è dovuto arrendere al tennis dell’ucraino con lo score di 61 62 in 53 minuti di match. Filo ha giocato alla pari solo i primi scampoli di match, nei quali tra l’altro ha spolverato più volte le linee con il suo ottimo rovescio. Ma Dolgo è salito presto in cattedra, aiutato da una buona percentuale di servizi, da un gioco da fondo solido e da una condizione atletica brillante. Fattori con i quali il numero 26 del ranking aveva entusiasmato nella prima parte della stagione prima di perdersi un po’ per strada.

Primo set senza storia, nel secondo Filo tenta la rimonta. Nel secondo scontro stagionale fra i due (anche a Nizza si era imposto l’ucraino) ad un inziale equilibrio si è passati subito ad un monologo di Dolgopolov, che ha breakkato nel quarto e nel sesto game l’italiano. Il quale nei turni al servizio si è infastidito non poco per la pioggia che gli cadeva in fronte sul lancio di palla, facendo notare più di una volta il disagio al giudice di sedia. Le condizioni climatiche però non erano sufficientemente impervie per bloccare il match, e così il set è filato via liscio per Dolgopolov, a proprio agio nel chiudere da fondocampo la maggior parte degli scambi prolungati. Nel secondo set Alexandr ha tracciato subito un solco importante, togliendo per la terza volta il servizio a Volandri che però, nel gioco seguente, ha avuto 3 palle per ristabilire l’equilibrio, senza riuscire a sfruttarle. Nel settimo game l’ucraino ha strappato ancora una volta il servizio a Volandri, mettendo nel gioco seguente il punto escamativo sul sul match.

Un momento del match fra Alexandr Dolgopolov (n.2) e Filippo Volandri, finalista a Umag nel 2003 e nel 2004

Ferrero e le buone abitudini. Non bastano mesi di inattività a causa di un doppio infortunio al polso e al ginocchio. E nè servono più di una manciata di incontri per riprendere il vecchio smalto. Il campione in carica del torneo di Umag Juan Carlos Ferrero, giunto al suo 13esimo incontro stagionale e dopo aver vinto un paio di settimane fa il suo 16esimo titolo Atp della carriera (a Stoccarda), gioca da ex numero 1 del mondo quale è e sbatte fuori dal torneo Ivan Ljubicic, n.3 del tabellone. Match dai due volti il sesto fra Mosquito e Ljubo. Nel primo set il croato, giunto alla sua 12esima apparizione nel torneo, fa il diavolo a quattro, centra due break e chiude il parziale per 61. Registrati colpi e tenuta atletica, Ferrero risale la china fino ad imporsi nella seconda partita per 63. Il terzo set è giocato molto bene da entrambi i protagonisti. Sotto una pioggia via via più insistente i due vanno testa a testa fino al nono game, quando lo spagnolo trova tre risposte giuste e si porta sullo 0-40. Ivan annulla il primo break point con un servizio vincente, ma si arrende nel punto seguente. Il decimo gioco diventa una formalità per il campione in carica, che chiude con il punteggio di 16 63 64 dopo 1h e 54′ di gioco.

Berlocq nei quarti senza giocare. Secondo il programma di giornata, dopo l’incontro di Naso si sarebbero dovuti affrontare sul Grandstand Tommy Robredo, n.5 del seeding, e Carlos Berlocq. I due però non sono neanche scesi in campo dato che lo spagnolo ha dato forfait a causa di un infortunio rimediato al polpaccio. Dopo aver vinto la maratona con Kavcic (quasi 4 ore di match) e il riposo di oggi, l’argentino vincitore del challenger di Torino (proprio contro Albert Ramos) guadagna così i quarti di finale dove incontrerà Juan Carlos Ferrero.

Doppi in chiaroscuro. Nel primo turno del torneo di doppio oggi erano impegnate la coppi Seppi-Vagnozzi e Bracciali, in team con Gonzalez. L’altoatesino e l’ascolano hanno perso con il duo Brown-Kohlmann per 16 75 10-7, mentre Daniele e Santiago (n.2) hanno vinto contro Junqueira e Ramos con il punteggio di 60 64.


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