UN NADAL INCEROTTATO SI PREPARA PER “LA PARTITA”

Il maiorchino è in attesa di giocare la semifinale dell'Australian Open. Non è stato brillantissimo nelle ultime apparizioni a causa di un’estesa vescica sulla mano sinistra. Ma dall’altro lato della rete ci sarà Roger Federer. E Rafa sa di avere un altro appuntamento con la storia.
giovedì, 23 Gennaio 2014

Tennis. Melbourne (Australia). Il giorno sta per arrivare. Il giorno della semifinale – una finale anticipata per i più – tra Roger Federer e Rafael Nadal è probabilmente quello più atteso a Melbourne Park. E non potrebbe essere altrimenti se in campo ci sono 30 titoli del grande slam, 47 masters 1000 e tanti altri riconoscimenti che portano questa a essere “la Partita”. E sarebbe così anche se il match si giocasse al primo turno di un qualsiasi torneo challenger. Ma siamo a Melbourne e questo è il primo slam della stagione. Peccato solo, diranno gli esperti, che questa non sia la finale. I tifosi, invece, probabilmente non ci penseranno nemmeno perché in campo ci sono Federer e Nadal e non importa dove e quando, ma la partita rimane pur sempre “la Partita”.

Vediamo però come uno dei protagonisti, Rafael Nadal, giunge a questo grande appuntamento, un match che ogni volta ha il sapore e l’appeal – direbbero gli anglosassoni – di un vero appuntamento con la storia.

Dunque, il maiorchino non ha giocato certamente il suo miglior torneo di sempre. È vero, fino al quarto di finale giocato contro Grigor Dimitrov, Nadal non aveva perso nemmeno un set, ma le sensazioni di un disagio, di qualche problema erano state chiare durante il match a livello di ottavi  di finale contro Kei Nishikori. Si potrebbe dire che in fondo il maiorchino ha vinto in tre set senza rischiare mai di andare sotto nel punteggio. Ma è pur vero che da Rafa non ci si aspetta che vinca, contro il numero 16 del mondo, con due tie break e un set con il punteggio di 7-5. Ci sia aspetta che con la sua rinomata profondità e pesantezza dei colpi Rafa vinca in maniera certamente più netta. Invece ne è uscita una partita quasi normale in cui il numero uno del mondo ha capitalizzato al massimo i momenti difficili del suo avversario, passando il turno senza infamia e senza lode.

Stesso discorso per il quarto di finale giocato contro Grigor Dimitrov. Il primo set perso ha mostrato un Nadal quasi spento, incapace di trovare la profondità e di giocare, per così dire, da Nadal. Uguale sorte per gli altri parziali, in cui è stato il bulgaro numero 22 del mondo a, per usare una proposizione calcistica, fare la partita. Dimitrov ha dilapidato un importante set point nel tie break del terzo set consegnando, di fatto, la partita al mancino di Manacor. E Nadal, dal canto suo, è stato bravo ad approfittarne mostrando il cosiddetto killer instict e accedendo alla semifinale.

In sostanza, Rafa non è stato all’altezza di tale nome nell’unica partita che presentava per lui delle insidie. I test precedenti non erano stati probanti. Il primo turno praticamente non giocato contro Bernard Tomic, che pure doveva essere un avversario tosto, ha consentito a Nadal di approdare al turno successivo, dove la blanda opposizione del padrone di casa Thanasi Kokkinakis (numero 570 del mondo) non è stata certo convincente.

Nel terzo turno, l’impegno contro Gael Monfils poteva essere duro, se non altro dal punto di vista fisico. Invece, il francese, pur mostrando colpi eccellenti a livello di tecnica e potenza, non ha saputo offrire un’adeguata resistenza alla pesantezza di palla di un Nadal che sembrava in formato slam.

E poi è arrivato il match contro Kei Nishikori, in cui si sono evidenziati dei limiti di gioco ma non di mentalità. Il maiorchino ha portato a casa la partita con il minimo sforzo, innestando però il dubbio nelle mente dei suoi tifosi su un presunto non eccellente stato di forma. Dubbio che, infine, ha trovato conferma nella poco brillante prestazione contro Grigor Dimitrov.

A parziale giustificazione del gioco non esaltante espresso nelle ultime apparizioni da Rafa Nadal c’è, però, la condizione della sua mano sinistra. L’incerottamento in stile mummia mostrato sin dai primi turni non aveva destato sospetti all’inizio del torneo. Gli appassionati sono abituati a vedere il maiorchino portare a termine i suoi riti prepartita e anche in questo caso si era pensato a un esorcismo tipicamente nadaliano. Gli esperti, invece, hanno potuto pensare a un espediente per migliorare il grip sulla racchetta al fine di imprimere alla palla la consueta, vertiginosa rotazione. Invece, l’ingresso in campo del medico durante la partita contro Nishikori e le foto venute fuori dopo quella giocata contro Dimitrov hanno mostrato una condizione della mano del maiorchino non certo ottimale con un’estesa vescica proprio sulla parte del palmo della mano che insiste sul manico della racchetta nel movimento del servizio e in quello del diritto.  Lo stesso Nadal, alla fine del match contro il bulgaro, aveva posto l’attenzione sulla scarsa sensibilità sulla racchetta causatagli dalla medicazione: “Ho paura di perdere la racchetta. Mi scappa di mano. Ho questa sensazione ed è terribile”. Il maiorchino, che certamente non fa del servizio il suo punto forte, aveva anche lamentato difficoltà nella battuta: “Il servizio di solito mi dà diversi punti gratis. Ma quando la battuta non funziona anche il resto ne risente e se non c’è fiducia in un colpo importante, neanche gli altri si riescono ad eseguire con tranquillità”. La questione è stata poi chiusa con un lapidario “Cercherò di risolvere la questione e di migliorare. Se non ci riesco, non avrò la possibilità di andare in finale” che si commenta da solo.

Adesso, nulla esclude una quantomeno parziale guarigione per il numero uno del mondo. Nulla esclude che Nadal porti a casa la semifinale e vada in finale con ampie possibilità di vittoria. Tuttavia, tutti sanno l’avversario di Rafa nel penultimo atto di questo Australian Open è uno dei migliori tennisti della storia, che sinora ha giocato il suo solito bel tennis sbarazzandosi di Tsonga e Murray negli ultimi due turni. A Nadal, vesciche o no, importa una sola cosa. L’avversario dall’altro lato della rete si chiama Roger Federer. E il maiorchino non vorrà mancare a questo ennesimo appuntamento con la storia.


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