US OPEN AZZURRI, FRANCIA SCHIANTA ITALIA

Italiani cancellati al secondo turno. Scontato il ko di Lorenzi contro Gasquet, non quello di Fognini con Mannarino. Fabio perde la testa, si arrende al terzo set e grida una frase che è tutta un programma...
sabato, 30 Agosto 2014

TENNIS – “Non ne ho più voglia!” L’urlo di Fabio Fognini è tutto un programma, oltre che un messaggio agghiacciante. Ne converranno i lettori, che coinvolgiamo nell’interpretazione di quel grido di dolore. Si leva nel corso del terzo set del match tra il ligure e Adrian Mannarino, 26enne numero 89 del mondo. Fognini perde 6-3, 6-4, 6-1 contro di lui. Una sorpresa, mentre era ampiamente pronosticato il ko in tre set di Paolo Lorenzi contro un Richard Gasquet versione diesel: 7-6(4), 6-3, 6-3. Francia batte Italia 2-0. Un’Italia (vista dalla prospettiva dei maschietti) che agli US Open 2014 viene annientata al secondo turno.

Sul campo numero 13, nelle prime battute è già salita per Fognini, che va subito sotto di un break in un primo gioco chiuso ai vantaggi. Poi 0-2 e ancora 2-1 Mannarino: il tutto dopo 17 minuti di guerra pura. Nel gioco successivo (combattuto anche questo), il ligure restituisce il break, salvo poi ripartire subito da zero: doppio fallo sul vantaggio del francese e secondo servizio concesso. Il terzo arriverà sul 5-3 Mannarino per la parola “Fine” sul primo set. Pazzesco il secondo, dove il numero 1 d’Italia sfiora una clamorosa rimonta per poi regalare metri fondamentali di una corsa assai pericolosa. Mannarino centra il break al sesto game e su proprio servizio si porta 5-2. Fognini serve per rimanere nel set e si esalta: annulla due set point e fa 5-3; poi 5-4 breakando a sua volta. Potrebbe raggiungere il pareggio, se non regalasse il break decisivo che vale i due set a zero per il francese. Oltretutto con l’aggravante di un bisticcio con il giudice di sedia e un penalty point per aver distrutto la racchetta.

Non solo: ci sono anche i 5 servizi ceduti in due set e una sfilza di errori alle spalle. Dev’essere per questo che al ritorno in campo il ligure abbassi la guardia, sconsolato. Ottiene, per carità, il break in apertura, facendo gridare al miracolo, ma si fa subito raggiungere. Altro break allora di Mannarino sul 3-1 ed ecco il grido: “Non ne ho più voglia!” E’ una discesa verso gli inferi: 4-1, 5-1 e il transalpino che chiude pure con un ace. E ora tenetevi forte: alla voce “errori non forzati”, l’azzurro fa registrare qualcosa come 64. Altro errore, questo assai gratuito, il fatto di non stringere la mano all’arbitro all’uscita dal campo. Mentre il buon Adrian se ne va al terzo turno dove si scontrerà con Roberto Bautista Agut.

Ancora una volta a proprio agio nell’interpretare il ruolo di Davide nell’eterno confronto contro Golia, Paolino Lorenzi vende cara la pelle sul campo numero 5. Costringe Gasquet al tie break di un lungo primo set, vinto dal francese dopo 65 minuti di battaglia e quattro set point annullati dal toscano. Eppure quest’ultimo cede il servizio in apertura e si trova subito a inseguire sotto 0-3. Il contro-break arriva al quinto gioco, Paolino tiene quanto può, fin sul 4-4 nel tie-break, ma è lì che arriva lo sprint finale di Gasquet. Le occasioni per ottenere il break nel secondo set sono un autentico miraggio in un deserto di possibilità per l’azzurro. Il francese, al contrario, mette la freccia, strapazza l’avversario nel lungo quinto game ma è nel settimo che ruba il servizio, per replicare poi sul 5-3.

Terzo set tutto cuore per Paolino, che si fa breakare sul 2-1, ma non si scompone nemmeno sul 4-1 per il francese. Il quale però alla fine passa 6-3 dopo due ore e diciotto minuti certo non da buttare, ragionando in prospettiva Lorenzi. O meglio Davide, numero 78 del mondo. Mentre il buon Richard, che è testa di serie numero 12, al terzo turno avrà il derby con Gael Monfils. Francese Mannarino, francese Gasquet, francese Monfils: sembra il 14 luglio. Al toscano “de Roma” va comunque la soddisfazione di aver passato un turno a New York. In fin dei conti non è male come trofeo da appendere sul caminetto.

Arrivederci e grazie, New York. I ragazzi italiani tolgono il disturbo.


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