US OPEN AZZURRO: L’AVVENTURA DELLE ITALIANE A NEW YORK

Risultati soddisfacenti e non per il tennis italiano femminile: a Flushing Meadows Errani e Pennetta arrivano ai quarti; la Vinci raggiunge il terzo turno; mentre Giorgi, Schiavone e Knapp non vanno oltre il primo. In doppio invece arriva in finale metà Italia: la brindisina la conquista insieme a Martina Hingis.

Tennis. E’ stat l’Italia l’unica nazione rappresentata da ben due giocatrici ai quarti di finale degli Us Open: Sara Errani e Flavia Pennetta ci hanno fatto sognare oltre la prima settimana dello slam. Un’altra invece ha raggiunto il terzo turno, ed è la tarantina Roberta Vinci che si è arresa alla cinese Peng arrivata poi in semifinale. Ad abbandonare subito la compagnia sono state: Camila Giorgi che ha deluso le aspettative, Karin Knapp e Francesca Schiavone che hanno chiuso la stagione negli slam sulla scia negativa. Dunque un bilancio agrodolce, e se vogliamo più dolce che agro, ma anche con prospettive interessanti per il futuro.

Un’avventura durata fino ai quarti. Due percorsi diversi, collocate in parti completamente opposte del tabellone: Sara Errani e Flavia Pennetta sono le due portabandiera a New York. Due primi turni non semplici per entrambe: la romagnola affronta e supera in due set la belga Kirsten Flipkens; mentre la brindisina si impone in tre set sulla tedesca Julia Goerges.

L’obbiettivo ad inizio torneo per la Errani era quello di confermare almeno il secondo turno dell’anno precedente, la Pennetta invece doveva arrivare in semifinale per eguagliare il risultato ottenuto nella scorsa edizione. La pressione c’era per entrambe: la 27enne di Massa Lombarda aveva voglia di fare bene magari per mettere da parte una stagione sul cemento non ottima, o almeno non paragonabile ai due anni precedenti; dall’altra parte la brindisina, che ha sempre fatto buoni risultati a Flushing Meadows, aveva tantissimi punti da difendere, pena la discesa in classifica e il titolo di numero 1 d’Italia. Proprio quest’ultimo titolo era quello conteso dalle due azzurre che sono a poche posizioni del ranking l’una dall’altra: si presentavano agli Us Open rispettivamente come numero 12 (Flavia) e 14 (Sara).

Al secondo turno la Errani ha sfiorato il derby con Camila Giorgi e affrontato Anastasia Rodionova; la Pennetta invece non si è fatta impaurire da una delle giovani promesse, la statunitense Shelby Rogers. Al terzo turno è stata  un’altra storia: Sara, data per spacciata già in partenza contro Venus Williams, realizza l’impresa. L’indomani si è parla di “Impresa Errani” praticamente ovunque: la romagnola è riuscita infatti a sfatare quel tabù che la vedeva sempre sconfitta contro la statunitense vincendo la partita al tiebreak del terzo set. Uno dei migliori match giocati dalla Errani che sembrava volesse veramente smentire ogni aspettativa… “6-2 6-2 eh? Questo video mi ha motivata oggi” il tweet-frecciatina di Sara a Gilbert e Cahill di “Pro tennis coach” che la davano per sconfitta contro Venus. Un terzo turno più tranquillo invece per la Pennetta che se la vedeva con Nicole Gibbs, superata in due set. Agli ottavi, vittoria in tre parziali per Sara contro Marjana Lucic-Baroni; mentre vittoria in due per Flavia contro Casey Dellacqua.

Ai quarti la fine della corsa. Due punteggi netti per le azzurre: la romagnola non ha avuto speranze (6-0, 6-1) contro una Caroline Wozniacki veramente in forma, pronta non solo per la maratona, ma anche per dare una lezione di resistenza fisica all’italiana. Dall’altra parte la brindisina si è arresa 6-3, 6-2 alla numero 1 del mondo Serena Williams. Un buon match giocato dall’azzurra che alla fine è uscita dal campo amareggiata per l’obiettivo mancato. Virtualmente un passaggio di scettro per la numero 1 d’Italia: la Errani ha guadagnato punti, mentre la Pennetta ha perso qualcosa; a confermarlo manca soltanto la classifica.

Un buon terzo turno. Roberta Vinci ha fatto il suo a Flushing Meadows; dopo una stagione più di bassi che di alti è riuscita a spingersi oltre la riva del primo turno. Anche lei difendeva tanti punti: l’anno precedente aveva raggiunto i quarti, ma l’obbiettivo principale era intanto superare il primo turno in una stagione decisamente sotto tono per la tarantina. Il tabellone ha deciso di farla scontrare subito con l’argentina Paula Ormaechea che ha superato facilmente in due set; al secondo sembrava si dovesse arrestare la sua corsa, opposta a Irina Camelia Begu, ma un improvviso recupero al secondo parziale l’ha riportata in gara. Al terzo turno si è arresa ad una semifinalista del torneo, la cinese Shuai Peng; ma non prima di aver mostrato tutte le sue doti a rete.

Uno stop precoce al primo turno. Una scia negativa che continua in questa stagione negli slam per Camila Giorgi, ma in particolare per Karin Knapp e Francesca Schiavone. Tre tenniste completamente diverse: la giovane Camila a New York ha deluso le aspettative date dagli ultimi risultati ottenuti sul cemento (vedi la semifinale raggiunta a New Haven pochi giorni prima degli Us Open); ma anche quelle dei fan che desideravano il derby italiano al secondo turno con Sara Errani. Ancora alti e bassi della Giorgi che si è resa spesso protagonista di imprese contro giocatrici top 10 e di disfatte inaspettate contro tenniste di minor livello.

Altra storia è quella di Karin Knapp che ha continuato una stagione non positiva: una serie di eliminazioni ai primi turni e una sola semifinale raggiunta a Norimberga. Karin ha sempre dimostrato un buon feeling con il cemento, ma non si è mai spinta oltre il terzo turno a New York. Quest’anno si è arresa subito in due set alla bulgara Pironkova.

Per Francesca Schiavone solo la partecipazione le è valso un posto nella storia: è stata la 57esima presenza consecutiva ad uno slam. La 34enne milanese ha lottato e si guadagnata i migliori applausi del pubblico grazie al suo tennis spettacolo, ma si è dovuta arrendere al terzo set alla statunitense Vania King. Ha lasciato New York come sempre a modo suo, pubblicando una foto sul suo profilo Facebook che la vede saltare davanti all’Unisfera di Flushing Meadows. Francesca, dopo il match, ha dichiarato di voler continuare a giocare per se stessa, anche se le sconfitte sono maggiori rispetto alle vittorie.

 


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