US OPEN: BERDYCH E DIMITROV SUL VELLUTO, BENTORNATO GULBIS

I due Top 10 avanzano senza problemi. Gulbis torna col botto e attende il "compagno" Thiem.
giovedì, 28 Agosto 2014

Tennis. Altra giornata tranquilla nell’universo maschile di questi US Open 2014, con i “pezzi grossi” che svolgono egregiamente il loro lavoro assicurandosi il passaggio del turno senza troppi patemi: sono 10 in totale i games che Tomas Berdych e Grigor Dimitrov, rispettivamente teste di serie N.6 e N.7, lasciano agli avversari di turno Lleyton Hewitt e Ryan Harrison. Con Dimitrov che cerca di proseguire con quella che dal punto di vista dei risultati è senza dubbio la migliore della carriera, e con Berdych che cerca disperatamente di ritrovare la costanza di rendimento che lo ha fatto inserire in pianta stabile nella Top10, le due partite scivolano veloci senza troppi scossoni, con i due che si limitano a controllare gli eventuali ritorni degli avversari ed a conservare il vantaggio dato dai break ottenuti.

Molte sono state le “maratone”, ovvero i classici match da 5 combattutissimi set: se l’è vista brutta il sudafricano Kevin Anderson che, avanti un set a zero, si fa rimontare da Pablo Cuevas sul 2 a 1 prima di alzare il livello del proprio gioco per portare la contesa al quinto set, vinto poi per 7 giochi a 6 grazie ad una ritrovata efficacia nel fondamentale del servizio. Con la stessa formula, ovvero grazie ad un 7-6 al quinto, passa il portoghese Joao Sousa, capace di scongiurare il pericolosissimo ritorno del canadese Frank Dancevic, mentre è costretto al ritiro nella quinta partita il croato Ivan Dodig che, opposto allo spagnolo Feliciano Lopez, stava conducendo il match con grande bravura prima di un infortunio muscolare che ha interessato la gamba destra, costringendolo ad alzare bandiera bianca ed a cedere il passo. Vittorie in rimonta per Kudryavtsev su Donskoy e di Klizan su Darcis, con quest’ultimo che si era portato addirittura sul 6-3 6-2 prima di perdere tset consecutivi.

Poco più di una passeggiata di salute sono gli incontri di Marin Cilic, David Goffin e Dominic Thiem: al croato N.16 ATP basta vincere un set dato l’infortunio occorso al suo contendente Marcos Baghdatis, mentre per le altre dispute può bastare l’ordinaria amministrazione, con Goffin che fa suo il derby belga con Niels Desein e con Thiem che dispone facilmente di Lukas Lacko, il quale si spegne immediatamente dopo ad un buon inizio di match.

Si rivede anche uno dei personaggi più istrionici del circuito, quel Ernests Gulbis che aveva smarrito la via del successo fin da quella inaspettata semifinale raggiunta al Roland Garros, evento che gli aveva permesso di accedere anche alla Top10. Per quanto una previsione dei possibili traguardi in questa rassegna nord-americana sia estremamente prematura, il valore del gioco mostrato oggi nell’incontro che lo ha opposto al francese Kenny De Schepper pare decisamente un buon segnale in ottica delle fasi successive del torneo. Al prossimo turno Gulbis affronterà quel Dominic Thiem con cui è solito allenarsi, visto anche che i due condividono l’esperto Gunther Bresnik come allenatore:<<Non vorresti mai giocare contro qualcuno con cui ti alleni solitamente – dice Gulbis dopo la vittoria con De Schepper – ma onestamente non credo di provare emozioni particolari.  Penso sia più difficile per Dominic (Thiem, ndr). Lui non è molto contento di giocare contro di me, visto che due anni fa, mi pare a New Haven, giocammo un incontro di qualificazione; giocai malissimo ma lui non riuscì comunque a vincere solo perché si trattava di me. Fu davvero una brutta partita e spero che questa che verrà sia di qualità migliore, anche se non è una cosa che mi preoccupa particolarmente.>>.

Continua il periodo positivo del polacco Jerzy Janowicz, data anche una prima parte di 2014 da dimenticare o comunque tutt’altro che positiva: il ragazzone di Lodz ha fatto vedere cose notevoli contro il serbo Dusan Lajovic, tra gli amati dropshots e le solite cannonate da fondo campo, il tutto condito dall’immancabile servizio fulminante di cui può disporre l’ex semifinalista a Wimbledon.


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