US OPEN: CENTRALE COPERTO E NUOVO GRANDSTAND GIÀ NEL 2016

Si continua a lavorare sui campi di Flushing Meadows, con il Centrale che dal 2016 sarà dotato di una copertura totale. In costruzione anche un Grandstand capace di ospitare 8000 spettatori, nel 2018 si inizierà la costruzione del nuovo Louis Armstrong.
venerdì, 12 Giugno 2015

Nella giornata di mercoledì, a Flushing Meadows, hanno ripreso il via i lavori che portreanno l’Artur Ashe ad avere una copertura totale e il torneo, in generale, ad assumere una dimensione del tutto diversa. Il tetto sarà pronto per l’edizione 2016. Ci saranno quattro maxischermi, uno per ogni lato dello stadio, e luci artificiali incorporate nella struttura.

Per il secondo anno consecutivo si vedrà una location un po’ “modificata”, anche se per apprezzare tutti gli sforzi si dovrà ancora aspettare. Il direttore esecutivo dell’U.S. Tennis Association, Gordon Smith, si è detto fiducioso riguardo il prosieguo dell’opera: “I fan e i giocatori non noteranno troppa differenza rispetto all’anno scorso”. Il progretto da $500 milioni, finanziato dall’USTA, si tradurrà nel tetto rettrattile più grande mai costruito su un campo da tennis, con l’aggiunta di un nuovo Grandstand da 8000 posti (posto nella parte Sud-Ovest, dietro il campo 4) anch’esso già in costruzione,  che insieme ai nuovi campi secondari porterà la capacità del torneo a più di 60.000 spettatori al giorno.

Nel 2018 prenderà il via anche il progretto di creazione del “campo numero 2”, il Louis Armstrong , che rimarrà localizzato nella stessa posizione, ma offrirà ben 14.000 posti a sedere e sarà in grado di reggere il tetto. Nonostante la neve caduta durante l’inverno a New York e tutti i problemi legati al meteo, Smith ha confermato che i lavori stanno rispettando le giuste tempistiche, chiarendo come siano semplicemente stati introdotti più mezzi e più lavoratori per accelerare ancora di più la pratica. Incredibile, e allo stesso tempo curioso, il numero degli attrezzi e dei materiali utilizzati utilizzati per la costruzione delle nuove strutture: 5.000 tonnellate d’acciaio, 1.700 travi strutturali e ben 115.000 bulloni.

La straordinarietà del lavoro che sta per essere portato a termine nasce soprattutto dalla poca propensione del terreno ospitante a lasciarsi modellare. Infatti, nei primi del ‘900 il parco di Flushing Meadows era poco più di una discarica per i rifiuti di Brooklyn, “una valle di ceneri” come scisse Francis Scott Fitzgerald nel Grande Gatsby. Il merito del lavoro iniziale va dato all’architetto newyorchese Robert Moses che fu in grado di costruirci sopra un parco che ospitò l’Esposizone Universale del 1939, ma anche e soprattutto a quello che oggi sta realizzando il “nuovo” Us Open: Matt Rossetti.

Gordon Smith ha poi detto che il tetto impiegherà tra i 5 e i 7 minuti per aprirsi e chiudersi completamente, aggiungendo che sarà rivestito da un particolare materiale che impedirà alle ombre irregolari di dare fastidio ai giocatori. Inoltre ci saranno pià “zone d’ombra” per gli spettatori.

Anche se gli organizzatori hanno espresso la loro preferenza nei confronti di uno stadio “all’aperto”, le modifiche erano necessarie per preservare il regolare svolgimento del torneo e per rimanere al passo degli altri tre Major, due già dotati di coperture. Da poco è stato dato il via libera per l’espansione e la copertura del Roland Garros, il che porterà ad avere tutti e quattro i principali tornei dell’anno ad avere una sessione giornaliera e serale garantita, almeno sui campi principali.


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