US OPEN DAY 1 – CURIOSITA’ E STATISTICHE DA FLUSHING MEADOWS

Cerimonia d'apertura extra lusso a Flushing Meadows. Gli Stati Uniti si fermano per gli Us Open! Gustose curiosità come la sfida tra Venus e la giapponese 43enne Kimiko ed il presunto senso del 'drama' da parte di Andy Murray.
martedì, 26 Agosto 2014

Tennis. La cerimonia di apertura degli US Open, si sa, è tradizionalmente una delle serate più memorabili del torneo e dell’intero panorama patinato dello showbiz a stelle e strisce. L’evento di quest’anno non ha fatto eccezione, artisti del calibro di Fitz & the Tantrums, band soul pop proveniente da Los Angeles, uniti ai fantastici effetti speciali che solo qui a New York è possibile ammirare, hanno abbagliato e per l’appunto aperto il torneo. Non sono mancate leggende del tennis come  John McEnroe e Martina Navratilova, scelti non a caso proprio per festeggiare il loro 30 ° anniversario da quel lontano 1984, anno in cui trionfarono qui agli US Open. Non potevano mancare personalità illustri del calibro di David Dinkins (ex sindaco di New York) nonché l’attuale primo cittadino di origini campane Bill De Blasio, fino ad arrivare al presidente dell’ USTA Dave Haggerty accolto dalla solita, impagabile ed emozionante folla che solo una città come New York può disporre.

Ma c’è anche il tennis qui, nonostante il glam della prima giornata. Non temete.

La partita del giorno? Speriamo (e crediamo) di non far torto a nessuno se la scelta cade su due anziché una. D’altronde siamo alla prima e ci perdonerete tutto, ne siam certi. Come non citare lo scontro tra le terribili ‘vecchiette’ del circuito. Lei, la Venere (citazione del mostro sacro Clerici) del tennis mondiale Venus Williams, trentaquattro primavere e primo US Open giocato ben diciassette anni fa contro l’immortale giapponese Kimiko Date-Krumm. Per quest’ultima il primo Slam americano è datato 1989. Sì, avete letto bene. Dopo un primo set da ‘ok non è vero ciò che stiam guardando’, il match si è rimesso su binari più congeniali al mondo reale, lontano da quei sogni belli ma che si rivelano davvero in pochi casi. Il risultato finale dice 2-6, 6-3, 6-3 per la due volte campionessa a Flushing Meadows che saluta con affetto la sua dirimpettaia e vola al secondo turno. Spettacolo.

Abbiamo detto spettacolo? Ebbene sì, è quello visto in campo (ma non per i colpi e le movenze dei due giocatori) tra lo scozzese Andy Murray e Robin Haase. Quest’ultimo siamo certi non avrà chiuso occhio nella notte americana. Perché il britannico ha prima strapazzato per due set l’olandese, salvo poi cominciarsi a toccare nell’ordine, coscia, polpaccio, bicipite, braccio, schiena. Fisioterapista? Nemmeno per scherzo (l’ha chiamato Haase quasi per provocarlo…). Morale della favola: Haase non ci ha capito più nulla e Murray avanza al secondo turno. Nel post-match l’ex campione di Wimbledon ha giustificato il suo comportamento rimandando tutto ai crampi, ma c’è da credergli ancora? Chissà.

Il personaggio del giorno? L’Australiano Nick Kyrgios non ha perso tempo nel provare al mondo che la sua splendida corsa, culminata quest’anno con il quarto di finale a Wimbledon – battendo Rafael Nadal – non fosse solo un colpo di fortuna. Nella prima partita del suo US Open, il 19 enne è apparso piuttosto provato a fine match nonostante durante la partita abbia messo in mostra tutta l’artiglieria di casa: grande servizio e dritti tirati a più non posso. Risultato finale che dice 7-5, 7-6, 2 -6, 7-6 sul russo Mikhail Youzhny, due volte semifinalista US Open. Non male, Nick!


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