US OPEN. FRITZ E GALFI. VITTORIA E PASSAGGIO TRA I PRO

Chi sono e da dove vengono i giovani tennisti che hanno alzato al cielo la corona di campioni degli Us Open juniores?
martedì, 15 Settembre 2015

Tennis – Ci sono anche loro. Abbiamo celebrato Flavia Pennetta. Abbiamo assistito al decimo trionfo in un major di Novak Djokovic. Ma non possiamo dimenticare chi ha vinto gli Us Open categoria juniores. Perché, anche se a livello giovanile, si tratta pur sempre di un torneo del Grande Slam. Saranno pienamente d’accordo Dalma Galfi e Taylor Fritz, campioni anche lor a Flushing Meadows. Vediamo di conoscere meglio queste due promesse del tennis, talenti che presto potrebbero dire la propria nel circus professionistico.

Lei è nata in Ungheria il 13 agosto 1998. Si chiama Dalma Galfi ed è giunta a New York accreditata della seconda testa di serie. Il suo torneo è iniziato con il fiato sospeso. Al primo turno si è trovata sotto 5-3 al terzo contro Alexandra Sanford, ma da quel momento tutto è andato nella corretta direzione e sotto i suoi colpi sono cadute la Arbuthnott, la Thandi, Sofia Zhuk, peraltro vincitrice di Wimbledon, Francesca Di Lorenzo e, in finale, Sofia Kenin.

Così la giovane ungherese non solo è diventata la prima magiara a vincere gli Us Open junior, ma si è issata fino alla prima posizione del ranking. Il suo regno dovrebbe durare poco perché per lei, nel 2016, potrebbero aprirsi le porte del professionismo, ambito nel quale ha già ottenuto soddisfazioni vincendo due volte a Heraklion e una a Solarino, mettendo in bacheca due titoli in doppio e ottenendo anche altri piazzamenti di prestigio. Tali risultati le hanno permesso di spingersi fino alla piazza numero 465 del ranking Wta.

Risultati che parlano chiaro. La ragazza ha più volte dimostrato di avere talento e i presupposti per vederla spesso nei main draw dei tornei pro ci sono tutti. La mentalità sembra già molto solida, come dimostrato sia al primo turno degli Us Open sia nella finale, momenti in cui ha saputo giocare bene nei momenti importanti e ha sfruttato al meglio le occasioni. Dalma Galfi ha iniziato a giocare a tennis a 4 anni, sulla scia del padre associato di un circolo di tennis. I primi successi li ha portati a casa a 7 anni, vincendo i campionati nazionali nel proprio paese sia a 12 che a 14 anni.

Poi sono arrivati i successi a livello europeo, che l’hanno portata al n.2 in ambito continentale e a vincere anche le i Championships under 14. Ancora migliore il passaggio in Itf under 18, categoria nella quale la nativa di Veszprem, città a nord del lago Balaton, ha conquistato nel 2015 la semifinale a Melbourne e la vittoria nel torneo di doppio di Wimbledon in coppia con la connazionale e amica Fanni Stollar.

Il suo allenatore, dopo anni di collaborazione con Csaba Babos, è adesso Andrea Temesvari. Il suo compito è quello di raffinare il gioco della giovane magiara, che può contare già su un servizio sicuro, sulla capacità di attaccare da fondo da entrambi i lati del campo e sulla ricerca costante dell’aggressività. Probabilmente, con il passaggio al professionismo, queste armi andranno affilate e sarà necessario per Dalma fare un salto di qualità anche a livello tattico per poter competere ad alti livelli. Di sicuro in Ungheria, paese al momento bersaglio delle dure critiche dell’opinione pubblica europea per la vicenda del muro al confine con la Serbia e per le restrizioni in materia di circolazione delle persone, sembrano credere molto nelle capacità della Galfi e la scelta di un ex top ten come Temersvari è indicativa del fatto che la federazione magiara ha intenzione di investire seriamente sul suo talento. La gloria conquistata a New York rappresenta quindi una ferrea certezza per il presente e un ottimo auspicio per il futuro. Un futuro in cui Dalma Galfi vorrà competere al massimo in ambito professionistico.

E poi c’è Taylor Fritz, una delle belle speranze di un tennis, quello statunitense, alla ricerca spasmodica di una stella dopo i fasti dell’era Sampras-Agassi. Anche lui ha vinto sul cemento di New York e lo ha fatto da numero 1 del mondo junior. E anche per lui, nel 2016, si prevede il passaggio al professionismo, ambito in cui ha già uno score di due vittorie (nelle qualificazioni del Master 1000 di Indian Wells 6-3 6-0 su Dudi Sela e nel main draw di Nottingham 6-1, 6-4 su Pablo Carreno Busta).

Durante il torneo ha eliminato in sequenza Stefanos Tsitsipas, il connazionale Alex Rybakov ed il coreano Yunseong Chung prima di approdare all’ultimo atto contro l’altro americano Tommy Paul. In questa occasione il ragazzo proveniente dalla west coast è stato fortemente penalizzato dall’interruzione per pioggia che ha causato anche il ritardo della finale tra Novak Djokovic e Roger Federer. Taylor, che aveva dominato la prima parte del match, ha subito il ritorno dell’avversario nel secondo parziale, ma con grande forza mentale è rimasto attaccato al suo avversario, ribattendo colpo su colpo e trovando il jolly in un terzo set conclusosi con il punteggio di 6 giochi a 2.

Vincere uno slam significa anche attirare molta attenzione. E sono in molti sia a Rancho Santa Fe sia nei palazzi della Usta a chiedersi a quali traguardi possa ambire il giovane tennista nato nel 1997. Lui tenta di mantenere i piedi per terra e vorrebbe chiudere la stagione  – e anche la carriera juniores – al numero 1 del mondo: “Non so dire dove sarò il prossimo anno né se sarò in grado di competere agli Us Open, anche se sicuramente tornare qui è uno dei miei sogni. So cosa mi aspetta ma devo capire come reagire agli ostacoli e ai nuovi stimoli che troverò lungo la mia strada” ha dichiarato immediatamente dopo la vittoria a New York. Parole che dimostrano saggezza. Parole che sembrano evidenziare un approccio umile al passaggio al professionismo. Parole che candidano Taylor Fritz al ruolo di concreta speranza per il tennis a stelle e strisce e che, tuttavia, gli regalano anche un fardello che per molti dei suoi colleghi connazionali è stato troppo pesante da portare.

Foto: Dalma Galfi bacia il trofeo degli Us Open juniores (www.zimbio.com)


Nessun Commento per “US OPEN. FRITZ E GALFI. VITTORIA E PASSAGGIO TRA I PRO”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.