US OPEN: IMPRESA GIANNESSI, RINASCITA FOGNINI

Il tennis azzurro sorride. Alessandro Giannessi, reduce dalle qualificazioni, batte Denis Kudla e bagna con una vittoria il suo esordio assoluto a Flushing Meadows. Dopo gli ottavi di finale dello scorso anno, Fabio Fognini rimonta due set a Teymuraz Gabashvili e vince al quinto una partita da capogiro
mercoledì, 31 Agosto 2016

TENNIS – Non si ferma all’esordio la favola di Alessandro Giannessi. Lo spezzino, che all’ottavo tentativo ha superato il tabellone cadetto in un torneo dello Slam, si è sbarazzato al primo turno di Denis Kudla. Dopo una stagione piena di alti e bassi, l’azzurro ha ottenuto a New York il primo vero successo della sua carriera, chiudendo con un emblematico 0-6 6-4 6-1 1-6 6-0 la battaglia. “Gianna” ha vinto una partita piena di insidie, piena di capovolgimenti di fronte, piena di errori e di vincenti. “Gianna” non si è lasciato distrarre dopo una partenza shock, non ha mollato un punto dopo i due set vinti e, nell’ultima frazione, ha chiuso con il punteggio di 6-0. Uno storico 6-0. “Gianna” ha scritto una piccola, ma storica, pagina del tennis italiano.

La partenza, per l’azzurro, è decisamente tragica. Kudla capisce il momento, ottiene l’84% di punti con la prima palla, limita gli errori al minimo e sfrutta in maniera perfetta tutte le chance che l’azzurro concede. Con un filotto di 6 giochi a 0 porta a casa la prima frazione dopo 22 minuti mettendo già in ipoteca la partita. Gianna, però, non ci sta. Reagisce, tiene con più sicurezza lo scambio da fondo campo e alla prima occasione buona strappa il servizio all’avversario e scappa prima sul 3-1 e poi sul 4-2. L’azzurro, che perde appena sei punti in battuta nella seconda frazione, non trema e con un perentorio 6-4 si tiene a galla.

La partita cambia e l’azzurro è bravo a cavalcare l’onda. Superata la paura iniziale, inizia a macinare punti su punti, ad attaccare con sempre più convinzione e a sfruttare magnificamente il servizio. Gioca probabilmente uno dei set più belli della sua vita, collezionando 11 punti su 11 con la prima di servizio, strappando per ben tre volte il servizio all’avversario e chiudendo dopo 27 minuti, con il punteggio di 6-1, la pratica. La reazione dello statunitense, però, non tarda ad arrivare. Complice un lungo passaggio a vuoto dell’azzurro, evidentemente stanco dopo le fatiche del secondo e del terzo set, Kudla vola sul 3-0 mettendo a segno ben due break e portando la partita al quinto e decisivo set non senza qualche difficoltà. Il 6-1 finale, infatti, è bugiardo.

Il primo quinto set della carriera di Giannessi si apre alla grande. Lo spezzino mette a segno il quinto break della sua partita e, dopo un game complicato, conferma quanto di buono fatto strappando addirittura per la seconda volta nel parziale il servizio all’avversario. Ormai rinvigorito, l’azzurro non si volta più indietro e un mattoncino alla volta costruisce un successo storico, lottando ogni game e lasciando le briciole all’avversario, suggellando infine con un 6-0 la sua opera d’arte. Al prossimo turno, presumibilmente sull’Arthur Ashe, affronterà Stanislas Wawrinka.

Brutto, sporco e cattivo. Fabio Fognini inizia la sua cavalcata a Flushing Meadows a modo suo. Parte male, va sotto di due set, rischia la sconfitta in più occasioni e poi vince. Vince col cuore, con la passione, con la determinazione, con la classe. Fabio Fognini è così: o lo si ama o lo si odia. Dopo un’ottima parentesi olimpica, e una sconfitta poco dolorosa contro John Isner a Cincinnati, il numero uno d’Italia si presenta sui campi di New York con tanti dubbi per la testa e tanti punti da difendere. Teymuraz Gabashvili, sconfitto poco più di un anno fa in Coppa Davis, sfiora la vittoria e serve due volte per il match, ma nei momenti più complicati ha a che fare con la rinascita di Fabio Fognini, quello che non molla mai, quello che sa come risalire la china nei momenti più disperati. Nell’incontro chiede, ed ottiene, tanti punti dalla prima anche se è una partita con 17 break e più di 50 errori non forzati, sulla diagonale del rovescio trova le chiavi per mandare fuori giri l’avversario e, soprattutto, con il dritto fa tutto quello che c’è da fare a partire dal terzo set. Fabio è al secondo turno a New York.

La partita si apre con quattro break in cinque giochi. Fognini, che non riesce mai a prendere il largo, si ritrova sul 3-3 con poche certezze e tanti dubbi. Gaba, che si salva annullando un’altra palla break nell’ottavo gioco, impatta sul 4-4 e poi concede di tutto. Non trova la forza opporre resistenza in risposta e in battuta perde tre punti di fila. L’azzurro, ancora una volta, si perde e basta: spreca il primo set point dopo aver avuto lo scambio in mano e sulla seconda palla set manda fuori di almeno 10 centimetri la risposta. Si arriva al tie e Fognini commette un sanguinosissimo doppio fallo sul 3-5, regalando di fatto la possibilità a Gabashvili di servire per la frazione. Il russo, però, si incarta con il dritto e tiene solo uno dei due servizi, sciupando poi il set point con una risposta di dritto fuori di qualche centimetro. L’azzurro ha un altro set point sul 7-6 mentre Gabashvili ce l’ha sull’8-7. Fabio, che si salva con un ace, con un rovescio vincente si procura la quarta palla set della sua frazione, ma questa volta l’ace arriva dalla sponda russa. Gaba non trema più e dal 9-9 piazza un break di 2-0 che gli consente di portare a casa la prima frazione.

La reazione di Fabio, nella seconda frazione, non arriva. Il russo prende in mano le redini dello scambio e ottiene dal servizio e dal dritto il 90% dei suoi punti. L’azzurro continua ad innervosirsi, a rifiutare gli scambi lunghi, a sbagliare tanto e a perdere campo, finendo per cedere la battuta nel sesto gioco. Gabashvili, dal canto suo, si limita a rimettere la palla dall’altra parte e dopo poco più di 100 minuti intasca anche la seconda frazione.  Sulla falsariga del primo set, Fognini non conferma per ben due volte un break di vantaggio e, dal 3-1 30-0, subisce un parziale di 1-4. Il russo, chiamato a servire per il match, trema. Il ligure ne approfitta e gioca il miglior game di risposta della sua partita, rimanendo in partita un po’ per merito ed un po’ per il rotto della cuffia, riuscendo poi ad aggrapparsi al servizio per volare 6-5. Si va ancora una volta al tie break e ancora una volta Fognini non parte bene. commette un brutto errore in apertura e si ritrova ad inseguire.

Ma con il match quasi in tasca, il russo trema di nuovo. Commette due doppi falli consecutivi e dall’1-0 si ritrova sotto 1-4, mettendo l’azzurro in una posizione assai favorevole. Fabio, dal 5-3, prima si fa recuperare il mini break e poi chiude 7-5, collezionando due punti da fondo campo e prolungando la partita al quarto set. Nel momento di massima difficoltà, e di massima tensione, l’azzurro prova con tranquillità e umiltà a tirare su un muro, difendendosi con convinzione e contenendo con più pazienza le bordate da fondo campo dell’avversario. Nel terzo game approfitta di tre doppi falli (non consecutivi) per ottenere il sesto break della sua partita, ma in quello successivo si distrae di nuovo e di nuovo non conferma il vantaggio. La partita diventa un romanzo, la partita diventa quella di Fabio Fognini. Il ligure butta letteralmente il game di battuta e regala a Gabashvili un’altra chance per chiudere. Con le spalle al muro, però, trova la forza per non arrendersi, per recuperare dal 2-5 e per ottenere in maniera quasi miracolosa il break del 4-5.

Fabio continua a cavalcare l’onda, ad essere aggressivo, ad intensificare il gioco di gambe negli scambi prolungati. Riesce a rispondere con più continuità e si procura la possibilità di andare addirittura a servire per la frazione. Spreca la prima chance e spreca anche la seconda, ma quando si propone la terza possibilità stampa una splendida risposta in lungo linea e con cattiveria mette la testa avanti, tenendo poi ai vantaggi il suo turno di battuta e portando miracolosamente la partita al quinto.

L’azzurro sta meglio, è più fresco, ha l’inerzia dalla sua e infatti ne approfitta. Strappa il servizio all’avversario anche in apertura di quinto set e fino al 4-3 non ha problemi, poi ci pensa e ha una piccola pausa. In uno dei turni di battuta più importanti, il ligure inizia ad incartarsi con il dritto e a pagare la stanchezza, in uscita dal servizio non riesce ad essere profondo e il russo lo capisce, si procura tre palle break e alla fine riesce a pareggiare i conti. Nell’ottavo game, come da copione, succede di tutto: Fabio si procura lo 0-30 con un passante millimetrico, sbaglia due facili conclusioni, approfitta di un errore grossolano di Gabashvili e la palla break non ha nemmeno bisogno di giocarla. Il doppio fallo del russo vale una partita intera, perché Fognini superata la paura tiene ai vantaggi e libera tutta la gioia, la frustrazione e la delusione. Vincere, delle volte, conta più di qualsiasi altra cosa.


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