US OPEN, LORENZI DOMINA BERLOCQ: ORA SIMON

Lorenzi concede sette game a Berlocq. Vince la sua terza partita in carriera in uno Slam. Affronterà Gilles Simon che ha superato facilmente Stepanek.

Tennis – Three is the magic number. Riscatto doveva essere, e riscatto è stato. Paolo Lorenzi ha battuto Carlos Berlocq per la terza volta in carriera e festeggia il terzo successo in uno Slam. Al Roland Garros, nell’unica sconfitta contro l’argentino, aveva raccolto appena cinque game. A Flushing Meadows gusta una vendetta fredda: l’argentino cede 64 62 61.

C’è partita solo nel primo set, con l’argentino che riaggancia e cancella l’iniziale vantaggio di Paolino, da 4-1 a 4-4. Ma l’illusione ha uno spazio breve, dura il tempo di un controbreak al decimo game. Da qui prticamente la partita non esiste più. Lorenzi, diventato a Kitzbuhel il terzo più anziano vincitore di un torneo ATP nel 2016 dietro behind Ivo Karlovic (Newport; 37 anni, 4 mesi) e Estrella Burgos (Quito; 35 anni, 6 mesi), non molla. Dimentica la parentesi con Fratangelo a Winston Salem, che aveva interrotto un filotto di undici vittorie di fila dopo aver vinto il primo set.

Il secondo è ancora più netto. Lorenzi salva tre palle break nei primi due turni di battuta poi strappa due volte il servizio a Berlocq, che in 22 partite ha completato una sola rimonta da sotto di due set, contro Marchenko al Roland Garros dell’anno scorso. La partita però non è mai in discussione. Il terzo set è di fatto una formalità. Lorenzi chiude con l’88% di punti con la prima e il 62% con la seconda: quest’anno non ha mai perso con una resa sopra l’80% con la prima e il 60% con la seconda nello stesso match.

Il 61 finale segue di poco la vittoria di Fognini. Uniti in questa estate italiana, Lorenzi e Fognini, quarta coppia italiana a regalare un doppio trionfo ATP nella stessa settimana. Lorenzi ha iniziato un nuovo viaggio a Kitzbuhel. Nella terra della Streif, la discesa più bella e temuta del mondo, Lorenzi è salito fin dove osano le aquile, al best ranking e allo status di numero 1 d’Italia. Primo giocatore ad aver abbinato almeno un titolo ATP e un Challenger (Canberra e Caltanissetta) quest’anno, non ha ancora smesso di sognare.

Certo, ha abbandonato l’idea di imitare i suoi due idoli di ragazzino, Becker e Edberg, e di vincere uno Slam. Nei major gli basta passare qualche turno. Non sarà affatto facile, però, il compito che ora attende Lorenzi. Il romano tifoso della Fiorentina, inserito nella parte bassa del tabellone, troverà Gilles Simon, che l’ha battuto due volte su due (da ultima all’Australian Open 2013), per un eventuale terzo contro Andy Murray (0-2 gli head to head, sarebbe la prima sfida dal primo turno di Adelaide 2006).

Il nizzardo (chissà come prenderà l’arrivo all’Allianz Riviera, nella casa delle Aquile, di Balotelli) ha dominato un Radek Stepanek ormai incapace di reggere il ritmo dei top player in singolare. Ha chiuso 63 61 64, senza nessuna vera difficoltà. Anche per lui, comunque, non sembra così facile il compito di eguagliare la migliore prestazione a New York, il quarto turno del 2011 e del 2014.

 

 


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