US OPEN NEL CAOS TRA IPOTESI DI BOICOTTAGGIO E CANCELLAZIONE

Circa 400 giocatori hanno partecipato alla turbolenta videoconferenza con i vertici del tennis mondiale, decisivi i prossimi giorni
giovedì, 11 Giugno 2020

TENNIS – E’ stata una riunione virtuale molto partecipata quella alla quale nella giornata di ieri, tramite la piattaforma “Zoom”, circa 400 giocatori hanno partecipato per esprimere le propri opinioni sui possibili scenari della stagione 2020. Il circuito mondiale è fermo ufficialmente fino al 31 luglio e le oltre tre ore e mezzo di incontro, al quale erano presenti anche il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi, il presidente della Wta Steve Simon e Stacey Allaster in rappresentanza della Usta, sono state piuttosto turbolente.

Sul tavolo, relativamente alle modalità di ripresa di tutte le attività, ci sono diverse ipotesi, e a quanto pare gli Us Open premono con grande determinazione affinché lo Slam newyorchese si svolga nelle date previste con le restrizioni già proposte dalla Usta (partite senza pubblico, tampone prima della partenza per New York, staff ridotti e alloggio unico senza possibilità di spostamenti). Ma sono stati tanti i giocatori contrari a queste modalità così estreme, concetto per altro già espresso nei giorni scorsi sia da Novak Djokovic che da Rafa Nadal, e a questo punto non è escluso nemmeno un boicottaggio del torneo da parte di molti giocatori, così come non si può depennare dalla lista delle possibilità una eventuale dolorosa cancellazione dell’evento se non si raggiungerà un accordo in tempi brevi. I prossimi giorni di conseguenza saranno molto caldi, dato che per il 15 giungo si attende una decisione definitiva proprio in merito agli Us Open, intanto però è stato chiarito da parte del presidente Atp Andrea Gaudenzi che la stagione non andrà oltre le date delle Atp Finals e della fase finale della Davis Cup. Niente tornei quindi a dicembre, qualsiasi siano le decisioni sui tornei da organizzare alla ripresa delle attività, di certo però la situazione attuale, come dichiarato da tanti giocatori attraverso i propri canali social, è molto delicata e prende sempre più corpo una volontà generale di riprendere la stagione sulla terra rossa in Europa per preparare come meglio è possibile l’eventuale Roland Garros di fine settembre.

(Nella foto l’Arthur Ashe Stadium)


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