US OPEN: PICCOLI BRIVIDI PER AGA RADWANSKA. NEW YORK PIANGE VENUS

TENNIS - Dopo un primo set senza storia Agnieszka Radwanska soffre per tutta la seconda manche ma batte la Torro-Flor 6-0 7-5. Na Li si sbarazza della Arvidsson con un doppio 6-2. Venus Williams si inchina alla Zheng dopo una maratona di 3 ore e 5 minuti. Tutto semplice per Sloane Stephens. Accedono al terzo round pure Laura Robson e Jamie Hampton.
mercoledì, 28 Agosto 2013

Tennis. New York. US Open. In questa giornata dedicata al secondo turno per quanto concerne la parte alta del tabellone femminile, il primo match in programma sull’“Arthur Ashe Stadium” ha visto affrontarsi la numero sei del mondo Na Li  e la svedese Sofia Arvidsson, che attualmente occupa la centesima posizione del ranking WTA. Se i due precedenti, avvenuti ai quarti di Anversa nel 2008 ed al primo turno degli Australian Open nel 2011, parlavano entrambi cinese; la tendenza si è riconfermata in quanto Na Li si è imposta con un doppio 6-2 in un’ora e sessantaquattro minuti. Parallelamente sul “Louis Armstrong Stadium” si sono sfidate per la prima volta in carriera la terza forza dello Slam Newyorkese, Agnieszka Radwanska e la numero 103 della classifica mondiale, la spagnola Maria-Teresa Torro-Flor. Ancora ferma a zero per quanto riguarda i titoli WTA, nel 2012 la ventunenne di Villena, ha conquistato ben sette tornei ITF tra cui i 100.000$ di Bucarest e Olomouc, a cui si aggiungono ad altri quattro vinti in precedenza.  Una giocatrice la Torro-Flor, indubbiamente di belle speranze e tutt’altro che attendista ma che quest’oggi in avvio di match, ha pagato non solo l’indubbia disparità di classifica ma anche un po’ di emozione. Dopo un primo set volato in appena ventuno minuti nelle casse di Agnieszka Radwanska; nella seconda frazione la spagnola è riuscita a creare non poco disordine nelle precise geometrie con cui la polacca è solita disegnare il campo. Ottenuto un break in apertura di ripresa, la Torro-Flor non ha sfruttato un’opportunità per allungare sul 2-0 e subito è stata punita dalla polacca che recuperato il break di svantaggio ha poi svoltato campo sul 2-1 in proprio favore. Le sbracciate di diritto dell’ispanica hanno comunque continuato a dare i loro frutti e, dopo il quinto game è Maria-Teresa ad andare alla battuta sul 3-2. La ventiquattrenne di Cracovia però non ne vuole sapere e, riprese in mano le redini del gioco, irretisce l’impaziente avversaria ed incamera quattro game consecutivi. Eppure non è finita: la Torro-Flor rischia il tutto per tutto e, tenuto il proprio turno di servizio, annulla con coraggio un match point e si affianca sul 5-5. La polacca sembra avvertire il fiato sul collo della spagnola e, tenuto a quindici il servizio, è risoluta nel negarle il miraggio di un tie-break per chiudere 7-5.

Vittoria piuttosto agevole per la russa Anastasia Pavlyuchenkova che ha superato la diciassettenne di Ipswich, Ashleigh Barty. Dopo essersi portata in vantaggio 4-3 la promessa australiana, che due anni or sono ha raggiunto la finale a Wimbledon juniores, lì si è arenata; mentre la russa ha messo a segno ben nove game consecutivi chiudendo la disputa per 6-4 6-0. Approda al terzo round anche Carla Suarez Navarro: la spagnola ha avuto ragione della statunitense Coco Vandeweghe per 6-3 6-4. Match tra “quasi coetanee” quello che ha proposto il primo “head to head” tra la britannica, classe 1994, Laura Robson, e la transalpina, classe 1993, Caroline Garcia. Se il primo set si è risulto con un break, messo a segno dall’inglese al decimo game del primo set. La seconda manche è invece stata scandita da due “break con contro break”: nel primo e nel secondo game quando era stata la Robson ad avvantaggiarsi per essere subito ripresa; e nell’undicesimo e nel dodicesimo game, quando ad andare a servire per il set era stata Caroline Garcia prima di essere costretta al tie-break. L’incontro si decide in un tie-break che vede Laura Robson fuggire sul 6-2, subire l’approssimarsi della francese sul 6-5 e concludere 7-5. Sarà un derby trapromesse a stelle e strisce” la disputa che vedrà protagoniste la ventenne di Plantation, Sloane Stephens, e la ventitreenne nata a Francoforte ma “americanissima”, Jamie Hampton. Se quest’ultima ha regolato di misura la francese Kristina Mladenovic, Sloane ha inflitto un severissimo 6-1 6-1 ad Urszula Radwanska.

Finiscono invece al secondo turno gli US Open della sette volte campionessa Slam, due delle quali a Flushing Meadows, Venus Williams. A esporre il cartellino rosso alla Venere Nera è la cinese Jie Zheng seppure nell’ombra aleggia la malattia di cui soffre la statunitense, quella Sindrome di Sjogren che da ormai tre anni la debilita, provocandole cali di forza improvvisi durante gli sforzi fisici prolungati. New York ha forse iniziato ad amare Venus troppo tardi ma da quando la maggiore delle sorelle Williams è entrata nel cuore dei suoi connazionali è nata una grande complicità. Lo testimonia il “Louis Armstrong” gremito, tenace nell’attendere che la pioggia si plachi, pronto a sostenere Venus Williams nell’arco di tre ore di gioco che hanno conosciuto un epilogo amaro. 6-3 2-6 7-6 lo score a favore di Jie Zheng. Un tie-break, quello del set decisivo, in cui Venus si esibisce in una delle sue tenaci e orgogliosissime rimonte, da 1-4 a 5-5. Poi la fine del sogno. Ma Venus Williams ha garantito che non è finita qui.

 

US Open. Singolare Femminile. Secondo Turno:

Agnieszka Radwanska (Pol) [3] def. Maria-Teresa Torro-Flor (Esp) 6-0 7-5

Na Li (Chn) [5] def. Sofia Arvidsson (Swe) 6-2 6-2

Sloane Stephens (Usa) [15] def. Urszula Radwanska (Pol) 6-1 6-1

Carla Suarez Navarro (Esp) [18] def. Coco Vandeweghe (Usa) 6-3 6-4

Jamie Hampton (Usa) [23] def. Kristina Mladenovic (Fra) 7-5 6-4

Laura Robson (Gbr) [30] def. Caroline Garcia (Fra) 6-4 7-6

Anastasia Pavlyuchenkova (Rus) [32] def. Ashleigh Barty (Aus) 6-4 6-0

Jie Zheng (Chn)  def. Venus Williams (Usa) 6-3 2-6 7-6


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