US OPEN, QUANDO VINSE LA SORPRESA

Il successo di Sampras all'ultima della carriera e il ritorno della Clijsters. Gli anni magici degli US Open, quando le classifiche vennero messe da parte.
domenica, 25 Agosto 2013

TENNIS – La tournèe di preparazione si è ufficialmente conclusa con l’ATP di Winston-Salem e il WTA di New Haven. Le prossime due settimane, dunque, saranno completamente incentrate sull’ultimo slam della stagione, gli US Open. Mentre si attende lo start ufficiale del tabellone principale, è d’obbligo riprendere il filo dalle edizioni precedenti.

Il singolare maschile, complice lo strapotere dei fab four, ha sempre faticato a regalare emozioni agli outsider del seeding. Il quinquennio di Federer e l’alternanza tra Djokovic, Nadal e Murray ha tagliato fuori ogni ribaltone o vittoria a sorpresa. Il Del Potro del 2009 rientra a pieno titolo tra i vincitori annunciati, nonostante la durissima finale con un Federer in netta ripresa. E per ritrovare una vittoria inaspettata, bisogna tornare indietro di ben undici anni.

Era il 2002, un’annata che avrebbe lanciato in breve tempo i grandi campioni del terzo millennio. Sui campi di Flushing Meadows si presentano come prime teste di serie il 21enne Lleyton Hewitt e il 22enne Marat Safin, determinati a conquistare il secondo titolo dopo i rispettivi trionfi del 2001 e del 2000. Più attardati in classifica Andrè Agassi e Evgenij Kalfelnikov, comunque più esperti dei primi due dopo le battaglie degli anni ’90.

Ma c’è una testa di serie, la numero 17, che stupirà tutti e metterà in riga i giovani ambiziosi. E’ Pete Sampras, all’ultimo torneo della carriera, quello casalingo. Una cavalcata inaspettata che terminò nella finale contro il rivale di sempre, quell’Agassi che rappresentava tutto il suo opposto. Nella finale tutta americana, il pluricampione di Wimbledon vince il titolo e annuncia il ritiro, che si terrà in una maestosa cerimonia durante gli US Open dell’anno successivo.

La grande alternanza di domini brevi rende più entusiasmante il lato WTA dello Slam. Il cemento americano ha sempre avuto un occhio di riguardo per le beniamine di casa, ma negli ultimi anni non ha disdegnato una vincitrice belga. Proprio dall’Europa giunse la sorpresa del 2009: il successo di quattro anni prima l’aveva catapultata all’apice del ranking, poi il ritiro per la maternità e un ritorno glorioso.

E’ l’incredibile avventura di Kim Clijsters, che in quell’edizione ottenne la wild card a due anni dal ritiro per infortunio e nozze con Brian Lynch. Eliminando Na Li, la favoritissima Serena Williams e Caroline Wozniacki, riuscì a bissare il trionfo del 2005 nonostante l’allenamento precario e un ritmo partita ormai dimenticato. Nel torneo dell’anno successivo si impose per la terza volta, ma da n.2 del tabellone.

Domani parte l’edizione numero 133 per gli uomini e la 127 per le donne: nella stagione che ha visto il trionfo della Bartoli a Wimbledon e il sogno accarezzato da Janowicz, è possibile una nuova spallata all’olimpo del tennis mondiale. Considerata la superficie, i servizi a gran velocità e il gioco rapido degli americani potrebbero essere le componenti adatte per scardinare i vincoli di classifica: tra due settimane i verdetti definitivi.


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