RADWANSKA PRATICA, NA LI SOLIDA. OTTIME PROVE DI MAKAROVA E JANKOVIC

TENNIS - Agnieszka Radwanska respinge gli assalti della Pavlychenkova e si impone per 6-4 7-6. Ottima prova di Na Li che prevale 6-2 7-5 su Laura Robson. La russa Ekaterina Makarova elimina la Lisicki, mentre Jelena Jankovic interrompe la corsa di Kurumi Nara .
venerdì, 30 Agosto 2013

Tennis. US Open. A Flushing Meadows vanno di scena i match di terzo turno nella parte alta del tabellone femminile. Il primo incontro in programma sull’“Arthur Ashe Stadium” ha proposto la rivincita tra la numero 6 del mondo Na Li e la 32ª del ranking WTA Laura Robson: il solo precedente tra le due è infatti avvenuto agli US Open di anno scorso, sempre ai sedicesimi. Con il senno di poi, possiamo dire che la trentunenne di Wuhan si è vendicata infliggendo alla diciannovenne britannica un meritato 6-2 7-5 in un’ora e venti minuti di gioco. Calibratissima in fase di risposta, autoritaria al servizio, Na Li ha dettato legge durante la prima mezzora, mettendo a segno nove vincenti, cinque ace e ottimizzando una percentuale del 100% di punti vinti sulle prime di servizio. Chiuso 6-2 il primo set la cinese ha avuto un attimo di sbandamento durante il secondo game della ripresa tanto che la Robson ha potuto librarsi sul 3-0. Ben presto però Na Li si “riassesta” e, recuperato il break al quinto game, le due procedono a braccetto fino al 5-5. Dopo aver dominato in ogni settore del campo, rete compresa dove si prende nove punti su nove incursioni, Na Li preme sull’acceleratore e, agguantato il break, sigla il 7-5 con un ace di seconda. Ventitré i vincenti messi a segno dalla cinese contro i sette di Laura Robson, undici gli ace, ma soprattutto un’eccezionale compattezza nel gioco espresso, hanno proiettato Na Li agli ottavi di finale dove affronterà l’ex numero uno del mondo Jelena Jankovic. La serba ha interrotto la corsa della nipponica Kurumi Nara che, dopo esser sopravvissuta alle qualificazioni, aveva “giustiziato” Sorana Cirstea. Messo in valigia il primo set 6-4, Jelena Jankovic non è riuscita a smorzare il furore agonistico della Nara, la quale nella ripresa si è impennata sul 5-2. La ventottenne di Belgrado ha dovuto far ricorso a tutta la sua classe ed esperienza per portare a termine una rimonta densa di ostacoli, con tanto di un set point annullato sul 4-5. E’ un 7-5 al tie-break a porre fine a una battaglia che ha sfiorato le due ore di gioco, il cui epilogo consiste in un diritto in rete di Kurumi, seguito dalle braccia al cielo di Jelena.

Parallelamente sul “Louis Armstrong Stadium si sono affrontate la terza forza del seeding, la polacca Agnieszka Radwanska e la numero 33 del ranking WTA, la russa Anastasia Pavlyuchenkova. “Head to head” in perfetta parità prima del match odierno con la ventiquattrenne di Cracovia che si è aggiudicata il primo confronto sull’erba di Wimbeldon nel 2008, mentre la ventiduenne moscovita ha avuto la meglio sul cemento di Indian Wells nel 2009. Quattro anni senza mai sfidarsi, dunque. Sin da inizio match la russa tenta di scarabocchiare le geometrie di Aga Radwanska, abbreviando gli scambi a patto di incorrere in qualche errore di troppo, nonché cercando la rete dove, quando non si fa tentare da soluzioni di fino, trova punti preziosi. La numero quattro del mondo dal canto suo, tesse la sua tela senza scomporsi più di tanto, ricorrendo a tutto il suo acume in fase di costruzione dello scambio allo scopo di mandare “fuori giri” la Pavlyuchenkova. L’andamento dei servizi è spezzato al sesto game quando la Radwanska ottiene il break, per poi subire l’immediato ritorno della sua avversaria che da lì a poco la aggancia sul 4-4. Mentre Anastasia si fa sempre più spregiudicata e sciupona, Aga fa salire l’attenzione a mille. Sul 5-4 Radwnaska, la moscovita commette un doppio fallo sul 30-30, che combacia con un primo set point per la sua avversaria. La russa lo annulla con uno schiaffo di rovescio al volo, al che però rovina tutto affossando in rete un diritto e sparacchiando in corridoio un rovescio. Ed è il 6-4 per la numero quattro del mondo. Ad ogni modo, Anastasia Pavlyuchenkova non sembra accusare il colpo e, in avvio di seconda manche si proietta sul 1-0 con la battuta a disposizione. Per quanto la moscovita si ostini a commettere errori insulsi, conditi in alcuni casi da un pizzico di ingenuità, la polacca attinge a tutto il suo pragmatismo e, seppur senza brillare, affiancatasi sul 1-1, da quel frangente costringe la sua rivale ad inseguirla. E’ Anastasia ad imporre il gioco pur dando la paradossale impressione di subirlo, è lei a dover “chiudere il punto due volte” prima che il tabellone le riconosca l’agognato 15, è lei a essere debole pur essendo quella che “tira forte”. Eppure la russa riesce a mantenere il punteggio in equilibrio. Almeno fino al tie-break. Perché qui la Radwasnka prende in largo ponendo fine all’incontro per 7 punti ad 1.

Agli ottavi la polacca dovrà vedersela con la russa Ekaterina Makarova autrice dell’eliminazione della sedicesima testa di serie del tabellone, la tedesca Sabine Lisicki. Fuggita in poco più di venti minuti sul 5-1, come spesso le accade, Ekaterina Makarova si smarrisce mentre di pari passo Sabine Lisicki sembra ricordarsi tutto ad un tratto la tattica adottata quando a luglio ha agguantato la finale di Wimbledon: sparare tutto, sempre e comunque. La rimonta della tedesca riesce fino a un certo punto, ossia fino al 5-4 per la moscovita quando, andata a servire per la seconda volta per il set, tiene la battuta a 15 e mette in valigia la frazione 6-4. Il secondo set si dispiega senza scossoni fino al 3-2 Lisicki quando la moscovita recupera un game da 0-40 affidandosi al servizio e a due strepitose sventagliate di diritto mancino. Sul 3-3 potrebbe essere Ekaterina ad allungare ma questa volta è il coraggio di Sabine ad insinuarsi tra lei ed il break. Il distacco arriva all’undicesimo game, non alla prima opportunità, respinta da un diritto lungolinea della germanica che si spalma sulla riga, ma alla seconda, dove è la Makarova a prendere in mano le redini dello scambio per non mollarle più. Il 7-5 per la russa si trasfigura invece dopo tanti tremori ed altrettanti azzardi presi ad occhi chiusi da ambo le parti. Nulla da recriminare per Sabine, ha vinto la migliore in campo.

 

US Open. Singolare Femminile. Terzo Turno:

Agnieszka Radwanska (Pol) [3] def. Anastasia Pavlyuchenkova (Rus) [32] 6-4 7-6

Na Li (Chn) [5] def. Laura Robson (Gbr) [30] 6-2 7-5

Jelena Jankovic (Srb) [9] def. Kurumi Nara (Jpn) 6-4 7-6

Sloane Stephens (Usa) [15] def. Jamie Hampton (Usa) [23] 6-1 6-3

Ekaterina Makarova (Rus) [24] Sabine Lisicki (Ger) [16] 6-4 7-5



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