USA DA STRAPAZZARE

Nel week-end arriva la Fed Cup. L’Italia disputa il primo turno contro gli USA. La presenza di Errani e Vinci ci fa partire largamente favoriti, la semifinale è l’obiettivo minimo.
mercoledì, 6 Febbraio 2013

Italia e Stati Uniti: una rivalità lunga 50 anni. Almeno in Fed Cup. Il primo incontro ravvicinato tra le due nazioni risale al 1963, anno di fondazione della competizione che proprio quest’anno festeggia mezzo secolo. Per l’Italia in campo c’erano Lea Pericoli e Silvana Lazzarino. Finì 3-0 per loro. La tendenza non sarebbe cambiata nei successivi otto incontri, disputati tra il 1965 e il 2003. Un totale di nove vittorie consecutive per le americane, una dominio assoluto. Gli ultimi anni hanno fatto registrare un deciso cambio di rotta. Gli ultimi due scontri diretti ce li siamo aggiudicati noi. E non erano primi turni ma due finali: quella del 2009, vinta per 4-0, e quella del 2010, vinta 3-1. In entrambe le occasioni non c’erano le Williams, storicamente poco interessate alla competizione per nazioni femminile. Dunque un bilancio di 9-2 in loro favore. Ma anche stavolta partiamo favoriti. Piazzare la tripletta non è affatto un miraggio. Giocheremo in casa, a Rimini, sulla terra rossa indoor del 105 Stadium.

L’ottimismo della previsione è più che giustificato guardando alla composizione delle due squadre. Partiamo con le americane. L’assenza delle Williams era sicura da tempo, ma almeno si pensava potesse giocare Sloane Stephens, astro nascente del tennis statunitense. E infatti era stata convocata e annunciata tra le presenti. Invece non ci sarà nemmeno lei. Il quartetto USA sarà formato da Varvara Lepchenko, Jamie Hampton e Melanie Oudin, alle quali si aggiunge Liezel Huber, numero 8 della classifica di doppio. Le due singolariste, a meno di sorprese, saranno la Lepchenko e la Hampton, entrambe alla prima convocazione. La prima è una mancina molto potente: 26 anni e numero 21 del mondo, nel suo curriculum può vantare la vittoria al Roland Garros 2012 su Francesca Schiavone. La Hampton è più giovane, 23 anni, e ancora indietro nel ranking, numero 64. Ma salirà rapidamente se saprà confermare i progressi mostrati nell’ultimo Australian Open quando è andata vicina alla vittoria contro la futura campionessa Victoria Azarenka. Che dire di Melanie Oudin? È esplosa molto presto, troppo presto. E poi si è persa, senza più ritrovarsi. È ancora molto giovane, 21 anni, ma non sembra sulla strada giusta. Il doppio lo giocheranno la Lepchenko e la Huber. Liezel è molto forte nella specialità e rappresenta di sicuro una minaccia. Anche se noi possiamo contare sulla coppia più forte del mondo.

E veniamo all’Italia. Assenti Francesca Schiavone, Flavia Pennetta e Camila Giorgi, le quattro convocate sono Sara Errani, Roberta Vinci, Karin Knapp (numero 122) e Nastassja Burnett (numero 155). Nasty è alla prima convocazione in Fed Cup e sia lei che la Knapp saranno spettatrici non paganti. Le singolariste sono ovviamente Errani e Vinci, rispettivamente numero 7 e 16 del ranking e in cima alla classifica di doppio. Le due affiatatissime amiche e colleghe sono una granitica certezza: stando ai numeri, non dovrebbero perdere un punto. Ma il tennis è lo sport del diavolo e la sorpresa è sempre dietro l’angolo. Per questo servirà la massima concentrazione.

L’Italia vanta una tradizione recente estremamente favorevole: oltre alle due già citate vittorie del 2009 e 2010, abbiamo alzato la Coppa anche nel 2006, mentre nel 2007 abbiamo perso in finale contro la Russia. Gli Stati Uniti sono primatisti assoluti con ben 17 affermazioni ma è dal 2000 che non fanno registrare un loro acuto, sintomo del disinteresse che le Williams hanno sempre avuto per questa competizione (avessero sempre giocato, chissà quante edizioni si sarebbero potute aggiudicare). Dovessimo vincere contro le americane, in semifinale avremmo una tra Repubblica Ceca e Australia. E lì le cose si farebbero ben più complicate. Ma il momento non è ancora arrivato, prima c’è da pensare alle statunitensi.


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