USA TODAY ATTACCA SARA ERRANI SUL DOPING

“Il suo caso e altri hanno sollevato preoccupazioni dentro e fuori lo sport, ci si chiede se si faccia abbastanza contro il doping affinchè non si insabbi tutto”. Vigliaccamente il quotidiano sparge veleno cercando di rendere Sara Errani un emblema negativo
venerdì, 19 Ottobre 2012

Tennis – New York. Usa Today, il maggiore quotidiano statunitense, tira una bordata ad alzo zero contro Sara Errani, rendendola un emblema negativo: “Il suo caso e altri hanno sollevato preoccupazioni dentro e fuori lo sport se si faccia abbastanza affinché non finisca come negli altri scandali dove tutto è stato insabbiato”. Il teorema si basa sul fatto che nel passato Sara Errani ha avuto rapporti con il dottor doping, al secolo Luis Garcia del Moral, ovvero il medico sportivo radiato a vita perché ritenuto colpevole della somministrazione del doping alla squadra ciclistica US Postal di Lance Armstrong.

Si tratta di un attacco pericoloso e strisciante perché, come si usa nel becero giornalismo scandalistico, unisce dati di fatto, veri e incontrovertibili, con illazioni belle e buone. Il risultato sperato è quello di instillare il dubbio, accostare un alone negativo alla nostra tennista, rea di aver vinto molto. Evidentemente troppo per Usa Today.

Di vero c’è che Sara Errani è stata visitata dal dottor doping, ma per una consulto cardiologico, come ha detto chiaramente il fratello Davide: “Gli unici rapporti con Luis Garcia del Moral risalgono a due anni fa. A Sara occorreva un esame cardiaco, il suo medico era in ferie e ci fu indicato Del Moral. Ma lui non è mai stato il suo medico”.

La stessa Sara Errani, intervistata dall’Indipendent durante gli ultimi US Open sul fatto se avesse consultato Luis Garcia del Moral nel corso del 2012, aveva dichiarato: “Mi fa strano sentire che si sia occupato di queste cose. Ho parlato con la ITF e non mi hanno detto che non posso più andare da lui, ma che posso andarci se voglio. Naturalmente non mi interessa lavorare con una persona che si occupa di queste cose. Certamente non avrò più rapporti con lui”. Per chiarezza bisogna precisare che il giorno dopo l’intervista l’ITF ha squalificato a vita il Dottor Luis Garcia del Moral per violazioni della legge antidoping.

Usa Today inizia il suo articolo appellando Sara Errani con il nomignolo dispregiativo di “la donzella”, per poi ricordare che dallo scorso luglio è perseguitata dalle domande per i suoi collegamenti con il “sudicio dottore” (linking her to dirty doctor). Segue una sequela di illazioni che tentano di mettere in cattiva luce i suoi risultati eccezionali, senza però aver il coraggio di lanciare accuse. Una vera vigliaccheria e il trucco sta nel ragionamento che sottintende all’articolo, mai esplicitato e sempre sottinteso. Il resto lo fanno le tecniche del fango: per prima cosa si associa Sara al dottor doping, poi si parla diffusamente di quanto sia difficile individuare i dopati, quindi si citano dati e nomi di tennisti presi con l’osso in bocca, infine ci si rioccupa della Errani per richiamarla alla memoria essendo certi così di averla associata alle negatività ed il gioco è fatto.

Viene citato un dato incontrovertibile: per Sara il 2012 è stato meraviglioso, iniziato al 54.mo posto della classifica Wta e culminato con un meritatissimo 10.mo posto nel ranking. In mezzo ci sono stati, ma l’anno non è ancora terminato, la finale del Roland Garros e 2 Slam in doppio con Roberta Vinci. Si è trattato di un fiore che sboccia, non certo di una tennista dopata.

A denti stretti Usa Today deve però ammettere che Sara Errani non è mai stata trovata positiva ad uno dei molti controlli anti doping, come verificabile personalmente da ogni lettore sul sito dell’Itf. Poi, però, fa un bel collage di dichiarazioni scoraggianti sulla validità dei test, dando spazio ad opinioni e non ai fatti.

Inizia James Blake: “Nel tennis sono sicuro che ci sono ragazzi che si dopano, sanno come farla franca e sanno in anticipo quando ci saranno i test. Io sono realistico, con tutti quei soldi in ballo, 1,9 milioni dollari per il vincitore degli US Open, la gente cerca di trovare ogni modo possibile per truffare I controlli”.

Per alzare il livello e rafforzare i dubbi non poteva quindi mancare Yannick Noah, ex stella del tennis francese, che poch giorni fa ha attaccato frontalmente una intera nazione. la Spagna: “Guarda quello che è successo nel ciclismo con Lance Armstrong. … Ci sono voluti 10 anni per trovare qualcosa che tutti sapevano già da tempo. Questo è molto triste”.

Usa Today per rincarare la dose afferma: “E’ impossibile sapere quanto sia esteso e prevalente l’uso di droghe in grado di migliorare le prestazioni nel tennis. Ci sono stati 37 casi negli ultimi 10 anni, compresi alcuni di atleti in carrozzina”. E’ molto intelligente l’articolista e sa che se si sbilanciasse troppo l’articolo perderebbe di efficacia, così tocca a Stuart Miller responsabile del programma antidoping dell’Itf: “Il doping nel tennis non è una cosa da ingenui, ma non abbiamo alcuna prova per supporre ragionevolmente che il doping sia divenuto endemico”.

Il quotidiano statunitense insiste subito dopo facendo notare che nel tennis l’effettuazione dei test è difficile perché durante l’anno gli atleti si allenano un po’ dove capita, si servono di voli charter e non comunicano i propri piani: “I giocatori operano come imprenditori indipendenti che si muovono in tutto il mondo a volontà e spesso lasciano la città rapidamente quando perdono un torneo”.

Per radicare il dubbio si prosegue volgendo al negativo un dato di fatto: “Per quasi 11 mesi i giocatori sono quasi costantemente in competizione, ma sono altrettanto consapevoli delle settimane e dei giorni nei quali possono essere sottoposti ai test antidoping. Inoltre, senza dubbio le partite sono sempre più fisicamente estenuanti che mai. Andy Murray ha avuto bisogno di 4 ore e 54 minuti per sconfiggere Novak Djokovic nella finale di Flushing Meadows, mentre la finale degli Australian Open con Djokovic contro Rafael Nadal è durata quasi sei ore”.

Si va avanti con considerazioni del genere e con una litania di casi positivi, per poi citare nuovamente Sara Errani, il vero obiettivo dell’articolo, non prima di aver sottolineato che (guarda caso) di solito i giocatori coinvolti sono quelli di mezza classifica (come la nostra azzurra ad inizio d’anno).

Una bella dichiarazione della Errani viene utilizzata per mettere una pietra tombale all’articolo che recita: “Naturalmente, non mi interessa … continuare a lavorare con una persona che si occupa di queste cose”, ha risposto, anche se ha sottolineato giustamente che la ITF non può costringere i giocatori a dissociarsi da qualsiasi persona”.  L’obiettivo di spargere fango viene raggiunto con la seconda parte, quella legata al dissociarsi da persone anche se negative come il dottor doping (sottinteso, ma sempre presente).

Ecco la conclusione in gloria: “Per Sara Errani le domande persistono, come anche per gli altri giocatori provenienti dalla stessa accademia spagnola che aveva contatti con Del Moral. Si tratta della ex n 1 Dinara Safina, dello spagnolo David Ferrer e del russo Igor Andreev”. A onor del vero Usa Today si dimentica di citare Maria Kirilenko e Marat Safin.

Conoscendo la limpida onestà e la perseveranza di Sara Errani, noi della redazione di Tennis.it siamo sinceramente indignati per il vile attacco alla nostra giocatrice che, siamo certi, in tema di doping può al massimo far uso di tortellini, San Giovese di Romagna e, se proprio vuol fare pazzie, di una fetta di eccellente mortadella bolognese.


3 Commenti per “USA TODAY ATTACCA SARA ERRANI SUL DOPING”


  1. John ha detto:

    Dunque, di un tratto, a 25 anni d’età, Errani comincia ad arrivare nei finali dei Grand Slam dopo non aver sconfitto neanche una giocatrice nei Top 50? E questo dopo esser andata fino alla Spagna per allenarsi in un'”accademia” per cui lavora un medico, del Moral, la cui specializzazione è il doping? Errani proprio non poteva allenarsi in Italia?

    Per altro, l’affermazione del suo fratello che Errani ha visitato Dott. del Moral soltanto per un consulto cardiologico viene contraddetta dal fatto che del Moral proprio faceva parte della squadra di Errani. Vedete quest’articolo dal Superdeporte.es http://www.superdeporte.es/tenis/2012/06/14/final-paris-celebra-tierras-valencianas/164486.html?utm_source=rss

    Con tutti i medici a cui si può rivolgersi nel mondo, perché Errani si è rivolta ad un medico che è ben noto per il doping? Per altro, la mancanza di un test positivo sinora non vuol dire più di tanto siccome sappiamo bene che gli esperti come del Moral sono abilissimi nei metodi per evitare che un risultato postivo venga fuori.

  2. Fabio ha detto:

    Trovo questo articolo molto interessante. Come avremmo reagito, noi, se la Errani fosse stata non italiana ma francese? Con un simile sdegno o con una moderata accondiscendenza? Comunque, su David Ferrer, qualche dubbio ce l’ho anch’io. A trent’anni ha preso a correre come un ventenne. Salvo il periodo estivo, con le Olimpiadi di mezzo, in cui ha collezionato eliminazioni premature fino a Cincinnati. Batterie scariche in un momento francamente un po’ sospetto! Pur non reputandomi un complottista, avere qualche sospetto è giusto e legittimo. Detto questo, non credo che la Errani sia coinvolta nel doping.

  3. Giuseppe ha detto:

    Come al solito non si capisce il vero talento e la forza di volontà. L’anno spettacolare di Sara è visto da un’occhio diverso all’estero, quindi la prima cosa a cui pensano è il doping…


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