VAJDA: “I TENNISTI MI CHIEDONO COME SI BATTE DJOKOVIC”

Marian Vajda, allenatore di lungo corso di Novak Djokovic, riflette sulla forza del serbo: "sta giocando il suo miglior tennis, ma può ancora migliorare"
martedì, 20 Ottobre 2015

Non la smette di vincere, Novak Djokovic. In una stagione straordinariamente ricca di successi, anche il cemento asiatico ha portato le sue belle soddisfazioni con le vittorie di Pechino e Shanghai. Il tennista serbo ha letteralmente monopolizzato la scena mondiale in questo 2015, con tredici finali giocate e 9 titoli portati a casa (cinque dei quali Masters 1000), quattro finali e 3 titoli Slam. Numeri da far impallidire anche quel perfetto 2011, anno della consacrazione e delle prime vere gioie di livello mondiale.

“Nelle ultime due settimane ha mostrato un incredibile predominio. Sembra più rilassato che mai e questa è la conseguenza dell’aver vinto il titolo agli US Open. Ora, nonostante abbia fatto il pieno, riesce comunque a rimanere estremamente concentrato”, ha spiegato il suo allenatore di lunga data Marian Vajda a ‘Vesti’. “Bernard Tomic è venuto a  parlarmi dopo la sconfitta di venerdì scorso e mi ha chiesto: ‘Come posso batterlo? Dimmelo, io non so nemmeno come si gioca contro di lui, è troppo difficile’. Solo i suoi avversari possono rendersi conto di certe difficoltà”.

Evidentemente una risposta alla domanda non esiste, ma di certo non dipende soltanto da un colpo, dalla difesa o dalla determinazione. “I suoi avversari rischiano troppo, credono di dover provare qualcosa che possa aiutar loro a neutralizzarlo, ma i colpi non ti fanno trovare il ritmo giusto. Un buon esempio lo abbiamo visto nel match contro Andy Murray, in semifinale, la miglior partita di Novak nel Masters di Shanghai”, spiega Vajda. Ma quanto conta l’allenatore? E come si lavora di fianco al migliore giocatore del mondo? “Quando il motore funziona e il serbatoio è pieno è bene avere anche un allenatore”, spiega sorridendo ai colleghi di ‘Vesti’. “Scherzi a parte, il mio ruolo è quello di restare sempre molto concentrato al fine di preparare per lui il migliore allenamento possibile”.

È un po’ difficile immaginare l’allenamento di uno come Djokovic, al top della sua carriera e impossibile da battere. Ma il segreto è proprio quello di continuare a migliorarsi, sempre e con costanza, una brama che il 28enne continua ad avere. Al momento Novak sta giocando il suo miglior tennis, ma si può ancora migliorare in tutti gli ambiti”, spiega Vajda. “Lui vuole fare progressi, lavoriamo ogni giorno sui dettagli. È necessario essere creativi, anche a questo livello. Novak chiede molto a se stesso, è estremamente esigente, riguarda i video dei suoi match per capire dove e come migliorare il servizio ad esempio. È incredibile!”


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