VIETATO SBAGLIARE

Orbetello. Un super Matteo Viola e un Alessio di Mauro bravo e fortunato approdano alle semifinali e oggi se la vedranno con Dusan Lajovic e Roberto Bautista-Agut.
sabato, 28 Luglio 2012

E se c’è una dea giustizia, stavolta ha baciato il nostro Alessio Di Mauro. Dopo la maratona che lo aveva visto giocarsi in più di tre ore l’accesso ai quarti contro il connazionale Trusendi, il destino ha deciso di graziarlo. A farne le spese il povero Evgeny Korolev, gigante kazako dai colpi devastanti che non è riuscito a far rientrare un infortunio alla fascia addominale che lo ha messo fuori causa dopo appena sette giochi. Alessio Di Mauro era lì, pronto ad approfittarne, e determinato a raggiungere questa semifinale anche in condizioni normali: «Sono molto contento di aver raggiunto la semifinale – dice Alessio dopo l’incontro – anche se vincere in questo modo non è mai bello. Ho iniziato molto bene, ma sapevo che il mio avversario aveva dei problemi fisici, e queste sono situazioni in cui devi cercare di mantenere alta la concentrazione, non devi perdere di vista il tuo obiettivo e devi cercare di capire quanto grave è l’infortunio del tuo avversario».

In questo caso però tutto lasciava presagire che la bandiera della fortuna avrebbe sventolato dalla nostra parte, e così è stato. Alessio, prima semifinale ad Orbetello, una wild card sfruttata al massimo, ma anche e soprattutto una carriera da fare invidia a molti. «Sono molto felice di aver raggiunto questo risultato qui ad Orbetello e oggi darò tutto per cercare di portare a casa una finale che sarebbe per me molto importante». Lui, Alessio, che ha battuto in un recente passato Andy Murray (attuale numero 4 del ranking, ndr), David Ferrer, Coria e altri mostri sacri del tennis mondiale. Lui, Alessio, che a Roma ha stretto la mano ad Andrè Agassi dopo essere stato battuto in uno di quei giorni che non dimenticherai mai. Lui, Alessio, che oggi si giocherà una semifinale che non sarà come calpestare il cemento di New York o come togliersi dalle scarpe la terra del Roland Garros, ma sarà per lui, e per noi, comunque una grande emozione. «Il fatto che Bautista-Agut sia la testa di serie numero uno ne fa il giocatore di sicuro più pericoloso del tabellone.

Il suo tennis anomalo, non propriamente «spagnolo», con un rovescio piatto, un top poco accentuato e una bassissima percentuale di errori lo rendono un avversario difficile da affrontare». Naso lo sa bene. Ieri sera Gianluca non si è espresso al meglio, pagando forse oltremodo una partenza incerta che lo ha lasciato al palo, sotto i colpi dello spagnolo. Peccato. Il primo set si è chiuso male, qualche colpo «strappa-applausi» e poi tanti, troppi errori contro uno che, come lo spagnolo, non perdona. Quello è il vero rimorso: perché i colpi Gianluca li possiede e ieri sera l’ha dimostrato, anche se troppo, veramente troppo sporadicamente. La seconda partita, in una serata-no come quella di ieri, si è quasi trasformata in una formalità da sbrigare. Recuperare, rimontare uno che se lo guardi negli occhi gli ci vedi la pallina dentro, in quei casi, diventa quasi impossibile. Fortuna che comunque, dopo il successo di Viola, la possibilità di poter (ri)vedere una finale tutta italiana è concreta. Certo, Di Mauro dovrà battere il favorito dei favoriti, mentre almeno sulla carta pare che la semifinale di Viola possa essere più agevole. Dopo lo spavento iniziale con Angelinos, cui aveva concesso il primo set, il tennista veneto ieri è tornato a mostrare i muscoli contro Pedro Sousa. Al portoghese, molto nervoso, sono rimaste solo le briciole. In tornei di questo livello servono a ben poco. In compenso, tanto nervosismo.

Il conto alla rovescia verso il fantastico epilogo di domenica, e sottolineamo l’aggettivo riferendoci al clima che si respira prima, durante e subito dopo la partita, in occasione della premiazione, è appena iniziato. Oggi nessun trasferimento: posti fissi sul Centrale «Enzo Bastogi» a partire dalle 16. Semifinali I primi a scendere in campo sono Matteo Viola e Dusan Lajovic. Alle 18:00 invece Roberto Bautista-Agut troverà sulla strada per la finale il «terribile» Alessio Di Mauro. E non è finita, perché alle 21:15 sarà il momento della finale di doppio, che si annuncia imprevedibile perché a scontrarsi saranno le prime due teste di serie del tabellone delle coppie, gli «specialisti» Di Mauro e Vagnozzi da una parte della rete e dall’altra il tandem delle meraviglie composto da Ianni e Propoggia. Adesso non si gioca più per vincere e basta. Si gioca per vincere tutto.

Foto di Yuri Bianchi


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