VIOLA DI CLASSE

Orbetello. Matteo Viola batte agevolmente Pedro Sousa e oggi affronterà il qualificato Lajovic: Contro di lui tre vittorie e zero sconfitte.
sabato, 28 Luglio 2012

E’ uno dei portabandiera preferiti dal pubblico. Forse perché nella scorsa edizione si è guadagnato la finale, pur fermandosi di fronte a Volandri. Forse perché ha qualche responsabilità in più degli altri nel mantenere vive le speranze di vedere un italiano campione nel Challenger di Orbetello per il secondo anno consecutivo.

E comunque, dopo Bautista-Agut, la carta (o meglio le credenziali sulle quali si fonda il tabellone, vale a dire il seeding) dice Matteo Viola. Ieri non ha vinto, piuttosto ha convinto contro il portoghese Pedro Sousa, cui ha fatto perdere la testa grazie anche al suo bel rovescio.

Prima di tutto, complimenti vivissimi per questa vittoria. Determinato fino in fondo nel voler arrivare in finale come l’anno scorso. Come ti senti adesso che hai raggiunto la semifinale?

Viola: Son soddisfatto, con Sousa è stata più facile del previsto, magari anche per una brutta giornata del mio avversario, ma io sono stato molto solido ed è andato tutto liscio, specialmente rispetto a giovedì, contro Angelinos. Contro di lui è stata per me una partita molto più dura, sia dal punto di vista fisico che mentale.

Ti ha sorpreso il greco in questo senso?

Viola: Io sono partito molto male, le condizioni non erano ideali. Comunque il greco è molto più forte di quello che sembra. Serve molto bene ed è un giocatore pesante. Un commento sulla partita. Il tuo avversario dei quarti, Sousa, è parso invece molto nervoso. Possiamo dire che è stata anche colpa tua?

Viola: Sicuramente, ma anche colpa sua, forse aveva qualche problema personale. Scherzi a parte, lui è sempre così. É un giocatore molto aggressivo che vuol fare tutti i punti. Io mi sono difeso molto bene e sono riuscito a giocare come volevo.

Nelle semifinali ti aspetta Lajovic. Come vedi il tuo avversario, vi siete già affrontati?

Viola: Ci ho giocato tre volte e tutte e tre le volte ho vinto io. In Australia, alle qualificazioni per gli Open, stavo perdendo cinque a zero e stavo sotto 0-40, ma sono riuscito a vincere. Nelle altre due partite invece è finita 64 62 e 75 61. Diciamo che è un giocatore giovane che migliora di torneo in torneo.

Visti i precedenti, puoi dirci che tipo di giocatore è, ma soprattutto saprai su quale suo colpo devi stare più attento. Posso dire sicuramente che il suo dritto incrociato è molto pesante. Se dovessi vincere, chi vorresti in finale?

Viola: Diciamo che se un altro italiano arriva in finale è sempre bello, ma il favorito credo sia Bautista-Agut. Mi auguro proprio che Alessio riesca a dimostrare il contrario.

Di Mauro: una wild card in semifinale che ha sorpreso un po’ tutti. Da collega, che impressione ti ha fatto in questo torneo?

Viola: Alessio è un grande e lo sta dimostrando da tempo. È una vita che gioca e ha maturato un’esperienza pazzesca. Oramai riesce a gestire tutte le partite nel modo migliore. Ha 35 anni ed ancora passione da vendere. Vederlo contento quando finisce la partita, anche dopo una vita nel tennis, è sempre bello.


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