VOLANDRI IN SEMIFINALE A KITZBUHEL

Il livornese regola con un doppio 6-4 prima lo spagnolo Albert Ramos e poi il brasiliano Rogerio Dutra Silva, centrando la seconda semifinale stagionale nel circuito maggiore. Sfuma invece il sogno di Simone Bolelli, che dal 6-1 4-2 si lascia rimontare e cede per 1-6 7-5 6-1 allo slovacco Martin Klizan
giovedì, 26 Luglio 2012

Kitzbuhel (Austria). Dopo l’exploit di inizio anno all’Atp di San Paolo, Filippo Volandri era incappato in una lunga serie di amare sconfitte, la gran parte delle quali subìte in rimonta. A tratti pareva scarico e privo di motivazioni, e invece sulla terra della bet-at-home cup di Kitzbuhel ha dimostrato di non avere ancora voglia di darsi per vinto. La pioggia ha obbligato gli organizzatori a rimandare a oggi il suo match di secondo turno, ma Filippo non ha battuto ciglio e a 31 anni ha vinto due incontri in poche ore, raggiungendo la ventiduesima semifinale in carriera nel circuito. In mattinata si è ‘aperto’ il tabellone superando con un doppio 6-4 la quarta testa di serie Albert Ramos (contro il quale ha avuto qualche difficoltà solo nelle battute finali), mentre nel pomeriggio ha regolato con il medesimo punteggio il brasiliano Rogerio Dutra Silva, mai così avanti in carriera in un torneo maggiore.

A separare il toscano dalla finale numero dieci (due le vittorie) ci sarà domani la prima testa di serie Philipp Kohlschreiber, a segno in tre set sul ceco Lukas Rosol. Il tedesco ha rischiato grosso nel corso del set decisivo (quando si è trovato in svantaggio di 2-3 e 0-40 sul proprio servizio), ma è riuscito a salvarsi e poco dopo ha piazzato l’allungo vincente. Subito dopo Kitzbuhel volerà a Londra per le Olimpiadi, ma pare abbia comunque voglia di fare sul serio. Nonostante ciò non appare un avversario fuori dalla portata del livornese, che venderà sicuramente cara la pelle. Ma anche in caso di sconfitta Filippo potrà stare tranquillo, in quanto con i 90 punti guadagnati in Austria ha immediatamente riparato al – 21 in classifica fatto registrare lunedì. Gli sono scaduti i punti della vittoria al challenger di Orbetello del 2011, e ha rischiato seriamente di uscire dai top 100, ma grazie a questa semifinale tornerà abbondantemente nei primi 80.

Chi invece ha sprecato una ghiotta occasione per recuperare terreno importante nel ranking è Simone Bolelli, che in due ore di gioco si è arreso con il punteggio di 1-6 7-5 6-1 a Martin Klizan. Un match dai due volti quello fra il bolognese e lo slovacco, con il primo che ha dominato la parte iniziale dell’incontro, e il secondo che ha fatto le stesso da metà secondo set in poi. Simone, seguito in Austria dal coach federale Gabrio Castrichella, è entrato in campo con la tranquillità tipica di chi si sente superiore, e ha immediatamente dimostrato sul campo di avere le qualità per tenere il rivale a distanza. Con una splendida partenza si è portato sul 3-0, trovando colpi vincenti da ogni parte del campo, ma non si è limitato ad amministrare. Ha continuato a colpire profondo e spingere a più non posso, facendo valere la sua maggiore pesantezza di palla e giocando in maniera autorevole nei momenti importanti.

Una volta incamerato il primo set, l’emiliano è finito sotto per 2-0 nel secondo, ma non ha tirato indietro il braccio e ha subito ribaltato la situazione. Sul 4-2 per Bolelli sembrava finita, ma un Klizan sino a quel momento nervoso e falloso è salito parecchio di livello, e da quel momento è iniziata una nuova partita. Alla progressiva crescita di Klizan è andato di pari passo un graduale spegnimento di Simone, che non è più riuscito a comandare gli scambi, subendo totalmente l’iniziativa del rivale. Con un parziale di cinque giochi a uno lo slovacco ha prima impattato sul 4-4 e poi trovato l’allungo decisivo, e nel terzo non si è più lasciato avvicinare. Ha trovato una solidità che sembrava non possedere, scappando subito sul 3-0 e siglando poi un nuovo break che gli ha permesso di chiudere l’incontro. Malgrado la tanta amarezza per essersi lasciato sfuggire per un soffio la terza semifinale Atp in carriera, Simone può comunque sorridere. Nelle ultime settimane ha ritrovato fiducia e soprattutto un pizzico di continuità, e pare pronto più che mai per tornare in alto.


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