WAWRINKA: “È LA VITTORIA PIÙ IMPORTANTE DELLA MIA CARRIERA”

TENNIS – Lo svizzero è al settimo cielo dopo il successo ottenuto contro Djokovic nei quarti di finale degli Australian Open: “È stata una dura battaglia, sono felicissimo”. Anche il serbo si congratula: “Ha meritato di vincere”
martedì, 21 Gennaio 2014

Tennis. Clamoroso a Melbourne. Il 4 volte campione Novak Djokovic saluta gli Australian Open, interrompendo una striscia di 25 vittorie consecutive – dai quarti di finale del 2010 a oggi – nello Slam dell’Asia e del Pacifico. Ma non è tutto. Con questo inatteso stop Nole interrompe altre due importanti strisce: le 14 semifinali Slam consecutive e le 28 vittorie di fila nel circuito.

Il serbo esce di scena per mano di quel Wawrinka che già era andato vicinissimo all’impresa un anno fa, quando perse 12-10 al quinto set. Una grande, grandissima vittoria per lo svizzero, che non batteva Djokovic dal torneo di Vienna del 2006. Un’era tennistica fa. Stan, che si è imposto col punteggio di 2-6, 6-4, 6-2, 3-6, 9-7, raggiunge così la sua prima semifinale in Australia (seconda semifinale Slam consecutiva dopo quella ottenuta a Flushing Meadows pochi mesi fa). Un traguardo più che meritato, coronamento di un anno – quello appena passato – semplicemente eccezionale.

Sono veramente felice, emozionato. L’inizio non è stato facile, ma poi ho iniziato a giocare davvero bene. Dopo aver perso per due volte contro di lui al quinto set in un torneo dello Slam, oggi sono contento di avercela fatta. È fantastico”, ha detto un emozionatissimo Wawrinka a fine mach.

“È stata una battaglia molto dura. A metà del quinto set ho cominciato ad avere i crampi, quindi ho dovuto affrontare anche questo problema. Avevo bisogno di rilassarmi un po’. Stavo rispondendo bene. Ho dovuto fare qualcosa in più al servizio. Ho cercato di variare maggiormente, rimanendo comunque aggressivo”, ha aggiunto lo svizzero, riferendosi ai momenti cruciali della partita.

Quando gli chiedono se si tratta della vittoria più significativa della sua carriera, non ha dubbi. “Sì, sicuramente. È difficilissimo battere Novak, è un grandissimo campione. Combatte sempre e riesce spesso a trovare una soluzione efficace. Nel quarto set io penso di aver giocato bene, però ha vinto lui. Le ultime volte che ci siamo affrontati è sempre riuscito a trovare la soluzione al quinto set. Stasera non ce l’ha fatta”.

“Giocare in questa epoca non è semplice. Roger, Novak, Rafa e Andy sono giocatori incredibili. Sono migliori di noi, ecco perché vincono. Però devi provare a combattere, trovare delle soluzioni e allenarti, cercando di migliorare. Non è mai facile. Ho subito molte sconfitte contro di loro. L’anno scorso però i match giocati contro Novak [in Australia e a New York, persi sempre al quinto set] mi hanno dato molta fiducia. Stasera sono entrato in campo fiducioso, consapevole del fatto che giocando il mio miglior tennis avrei avuto qualche possibilità”.

A questo punto nessun obiettivo è precluso: “Sono ancora lontano dal vincere il torneo. Ora non penso a questo. Voglio godermi questa vittoria, poi penserò al match con Berdych. Sarò pronto mentalmente, è sicuro. Sono felice di essere qui, mi sto divertendo e sto giocando un buon tennis. Tomas è un giocatore difficile da battere. È molto vicino ai primi del mondo e ha già giocato semifinali Slam. Sarà una dura battaglia”.

Il grande sconfitto, Novak Djokovic, non cerca alibi: Ho combattuto fino alla fine e ho lasciato il mio cuore là fuori. È stata una battaglia, uno di noi doveva perdere” ha detto il numero 2 del mondo al termine della partita. Ha meritato di vincere. Mi congratulo con lui. Io ho dato tutto, ho cercato di lottare fino all’ultimo punto come ho fatto l’anno scorso”.

Nessuna scusa, solo parole d’elogio per il suo avversario. “Negli ultimi 15 mesi ha ottenuto i suoi migliori risultati. Ora è stabilmente in top 10, ha vinto contro grandi giocatori nei tornei più importanti. Ha battuto anche Murray agli US Open l’anno scorso, quindi sa come si affrontano certi palcoscenici. Quando gioca in questo modo, posso solo fargli i complimenti.

Non il migliore degli esordi per Boris Becker, nuovo head coach del serbo da dicembre. “Sono soddisfatto di come abbiamo lavorato. Certo, è un peccato aver finito il torneo ai quarti di finale, ma sai, siamo solo all’inizio della stagione, vedremo cosa accadrà in futuro, ha detto Nole.

A Berdych mancava solo la semifinale in Australia. Grazie alla vittoria ottenuta contro David Ferrer per 6-1, 6-2, 2-6, 6-4, il ceco ha colmato questa lacuna, completando la collezione di semifinali Slam.

“Questo era l’obiettivo scritto sulla mia agenda, ma il mio coach [Tomas Krupa] mi ha detto che questo è l’unico campo sul quale non avevo mai vinto una partita”, ha detto Berdych riferendosi alla Rod Laver Arena.

È molto difficile dal punto di vista fisico affrontare David [Ferrer]. Dopo aver perso il terzo set ho cercato di rimanere concentrato su ogni punto”, ha aggiunto il ceco.

Idee chiare sulla semifinale: “Sto giocando bene. Ora ho bisogno di riposare. Dovrò approcciare bene la partita e credere in me stesso e nel mio gioco.


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