WAWRINKA E LE ALTRE SORPRESE DELL’ERA OPEN

Il tennista di Losanna si aggiunge agli atleti che hanno vinto slam da veri outsider. La lista attraversa tutta l’era Open, da Edmondson a Ivanisevic, da Agassi a Gaudio, fino ad arrivare a Gomes. E ci sono anche tennisti che, nell’atto finale di uno slam, sono tornati umani, riportati alla realtà da sonore sconfitte.
mercoledì, 12 Febbraio 2014

Tennis – Stanislas Wawrinka ha vinto l’Australian Open, suo primo slam in carriera, superando i migliori del momento, Rafael Nadal e Novak Djokovic, ma battendo anche i pronostici che certamente non lo davano favorito assoluto del primo major della stagione. L’attuale numero 3 del mondo non era favorito nemmeno nella finale. Nonostante avesse battuto nei quarti il campione uscente Novak Djokovic, i bookmakers non consigliavano di scommettere su Stan the Man e anche i numeri erano impietosi: dodici partite e nessuna vittoria contro Rafa Nadal. Se poi si considera che in tabellone erano anche presenti nomi pesanti come quelli di Roger Federer, Andy Murray, Juan Martin Del Potro, Thomas Berdych, David Ferrer è chiaro quanto la vittoria nel primo slam della stagione del ragazzo di Losanna possa essere stata una vera sorpresa, che si è presentata a tifosi ed esperti di tutto il mondo nella grande epoca del Fab Four, nell’epoca in cui per chi sta fuori dalla top 5 ci sono solo briciole, soprattutto negli slam. La domanda sorge spontanea: è la sorpresa più grande dell’era Open?

La risposta è altrettanto spontanea. No. Il sito Oregonlive.com prova a fare una classifica delle vittorie slam più sorprendenti dell’era Open. Il quinto posto spetta alla vittoria di Wimbledon 1992 conseguita dal grande Andre Agassi. Il kid di Las Vegas fece finale al Roland Garros 1990, ma perse da Andres Gomes. Era favorito nello Us Open del 1990, ma perse in finale da Pete Sampras in uno dei primi incontri di una rivalità storica. Vinse invece all’All England Club nel 1992, in un torneo che odiava e in cui non si era nemmeno iscritto nelle precedenti quattro edizioni. Vinse un torneo dominato da chi adottava uno stile di gioco diametralmente opposto al suo. Eppure, a sorpresa, vinse.

Davanti a lui, al quarto posto, si issa Mark Edmondson, vincitore dell’Australian Open del 1976. Il suo nome rimane nell’albo d’oro di Melbourne e rimane anche negli annali della storia perché Edmondson fu l’ultimo australiano a vincere lo slam di casa e il tennista con la classifica più bassa a vincere uno slam, avendo preso parte al torneo al n° 212 del ranking mondiale. La semifinale superata contro il 41enne Ken Rosewall e la vittoria in finale contro John Newcombe furono il simbolo di Davide che batte Golia nel tennis sconvolto dall’era Open.

Il podio ci porta ancora al 1990. Perché la vittoria di Andres Gomes su Andre Agassi ha qualcosa di sorprendente. Il tennista dell’Ecuador era certamente un terraiolo, ma in uno slam non aveva mai superato i quarti di finale. Aveva trent’anni e si avvicinava inesorabilmente alla fine di una carriera comunque gloriosa, con più di venti tornei vinti soprattutto negli anni ’80 (tra questi due Internazionali di Roma nel 1982 e nel 1984). Tuttavia, riuscì a superare molti tennisti più giovani di lui, tra i quali uno dei massimi specialisti della superficie, Thomas Muster. E in finale battè il superfavorito Andre Agassi, che dovette aspettare altri due anni per vincere uno slam e nove per vincere il Roland Garros.

A un passo dal primato in questa speciale classifica c’è Gaston Gaudio, che nel 2004 stupì il mondo e i suoi stessi avversari conquistando il Roland Garros. Il tennista argentino era specialista della terra battuta e quindi la finale di Parigi era sicuramente a portata di mano. Tuttavia, le cose per lui non si erano messe bene nell’ultimo atto del secondo slam della stagione. Il suo avversario, Guillermo Coria, aveva conquistato senza troppe difficoltà i primi due set (6-0, 6-3). Ma la reazione dell’argentino fu impressionante e si concluse solo con il punto dell’8-6 nel quinto set. Primo e unico slam della carriera per l’argentino e mondo del tennis, primo tra tutti Guillermo Coria, sconvolto.

Il primo posto spetta, però, a Goran Ivanisevic e alla sua vittoria a Wimbledon nel 2001. Il tennista croato dal grande servizio inseguì per tutta la carriera il sogno di vincere lo slam londinese. Purtroppo, le sue ambizioni si scontrarono prima con il ribelle Andre Agassi (1992), poi con due delle sette meraviglie di Pete Sampras all’All Englad Club (1994 e 1998).  Nel 2001, a quasi trent’anni, con una spalla a pezzi e precipitato al numero 125 Atp, riuscì ad iscriversi al torneo grazie a una wild card, superò avversari come il campione degli Us Open 2000 Marat Safin, il due volte semifinalista a Wimbledon e padrone di casa Tim Henman e in finale il due volte vincitore a Flushing Meadows Pat Rafter.

Ci sono le sorprese. E ci sono le sorprese mancate. Giocatori che hanno stupito fino al giorno prima della finale e poi, nell’ultimo atto della loro personalissima favola, si sono sciolti come neve al sole. Željko Franulovic perse la finale del Roland Garros contro John Kodes 6-2, 6-4, 6-0. Patrick Proisy, nel 1972, resse solo un set, il primo, contro Andres Gimeno (4-6, 6-3, 6-1, 6-1). Chris Lewis non fece nessun effetto a John McEnroe che lo distrusse 6-2, 6-2, 6-2 nella finale di Wimbledon 1983. MaliVai Washington fece finale a Londra nel 1996, ma perse da Richard Krajicek 6-3, 6-4, 6-3. Infine Rainer Schuettler, che nell’Australian Open del 2003 si presentò al cospetto di Andre Agassi e ne uscì male, perdendo 6-2, 6-2, 6-1. Lo stesso Marcos Baghdatis giunse in finale a Melbourne dopo tre battaglie epiche con Andy Roddick, Invan Ljubicic e David Nalbandian. Ma in finale non ebbe scampo contro Roger Federer, riuscendo però a strappargli un set (7-5 5-7 0-6 2-6). Una sola cosa da segnalare. Lo Us Open è il torneo con meno sorprese nella storia dell’Era Open. Magari quest’anno è quello buono per regalarne una. Intanto Stan Wawrinka si starà sicuramente preparando per stupire anche al Roland Garros.

 


1 Commento per “WAWRINKA E LE ALTRE SORPRESE DELL’ERA OPEN”


  1. marcopac ha detto:

    JOHN Kodes? E chi sarebbe costui? Forse il gemello oscuro di Jan Kodes? 🙂


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