WILLIAMS E SHARAPOVA, A VOI LA FINALE

Saranno le prime due teste di serie a contendersi il titolo di Melbourne. In semifinale, Sharapova lascia cinque game alla Makarova, mentre Serena deve sudare molto nel primo set per avere la meglio di un'ottima Madison Keys

Melbourne (Australia). L’Australian Open 2015 avrà la finale che tutti volevano tra la testa di serie numero uno e la numero due. Saranno infatti Serena Williams e Maria Sharapova a contendersi sabato il titolo di regina di Melbourne. Le prime due giocatrici del mondo rispettano il pronostico della vigilia e si impongono sulle rispettive avversarie, Madison Keys ed Ekaterina Makarova. Masha non fatica più di tanto per somministrare alla connazionale lo stesso 6-3 6-2, che aveva riservato ai quarti ad Eugenie Bouchard,  mentre Serena deve sudare non poco, soprattutto nel primo set, per piegare la strenua resistenza di un’indomita Keys, che alza bandiera bianca per 7-6(5) 6-2 ed esce dal campo a testa altissima.

Ottima Keys, ma Serena può giocare la sesta. La numero uno del mondo si qualifica per la sesta finale a Melbourne della carriera, la 23esima complessiva a livello di grande slam. Non è sufficiente nemmeno una eccellente Madison Keys, capace di generare più vincenti (27 a 19) della sua più anziana avversaria (14 anni di differenza tra le due semifinaliste), ma tradita dai 39 errori non forzati commessi (più del doppio di Serena che ne ha messi a referto 16). Il match inizia benissimo per la 19enne dell’Illinois, che strappa il servizio alla Williams in apertura, grazie ad una tattica decisamente offensiva, che le consente successivamente di mantenere il vantaggio fino al 3-1. Purtroppo per la Keys, fanno la loro comparsa alcuni errori di troppo, che regalano due palle break a Serena, abile a sfruttare la seconda con una prepotente discesa a rete sulla quale Madison non riesce ad organizzare il passante. Da quel momento il punteggio del set segue senza sussulti l’ordine dei turni di battuta e la soluzione del parziale viene rimandata al tiebreak. Un unico minibreak decide il gioco di spareggio: lo mette a segno Serena, che nel terzo punto trova una buona risposta aggressiva, che lascia indifesa la Keys. Nella seconda partita la giovane americana accusa un calo vistoso, ma tutto sommato fisiologico, vista la qualità del primo set. Serena così si porta avanti di un break e successivamente è brava a sopravvivere ad un leggero passaggio a vuoto, quando nel secondo gioco annulla due palle del contro break, una delle quali con l’ottavo ace del suo match (su 13 complessivi, contro i 12 della Keys). Sostanzialmente il match finisce in questo momento, con la Keys che prova a rimanere agganciata, ma nel quinto game cede ancora la battuta alla terza palla break e dopo un’ora e 24 minuti, concede strada alla numero uno del mondo, che torna in finale a Melbourne cinque anni dopo l’ultima volta, diventando la finalista più anziana della storia nell’era open. Per la Keys invece, siamo convinti che l’appuntamento con una finale così importante sia soltanto rimandato.

Masha veleggia in finale. Tutto molto più facile per Maria Sharapova, che supera per la sesta volta in altrettanti incontri la connazionale Ekaterina Makarova, imponendole lo stesso identico punteggio che aveva riservato a Genie Bouchard nella partita precedente. A dispetto del punteggio molto più netto rispetto all’altra semifinale, quella giocata dalle due russe dura tre minuti in più, a dimostrazione di come il match, per quanto sempre in mano alla numero due del mondo, sia stato comunque molto più equilibrato di quanto si possa evincere dalla sola lettura dello score. Pronti via infatti, la Sharapova viene subito impegnata per 12 punti e deve annullare una palla break per ottenere il primo game della sua partita. Successivamente, un nuovo combattutissimo gioco le permette di salire avanti di un break. I game sono tutti molto combattuti, la Makarova recupera lo strappo nel settimo gioco, ma perde nuovamente il servizio poco dopo, consegnando il parziale a Maria, che chiude 6-3. Il secondo set scivola via molto più facilmente per la Sharapova, che sale subito 4-0, dominando tutti i turni di battuta, nei quali l’altra russa non riesce mai a conquistare più di due punti. Una volta avanti nel punteggio la siberiana può giocare rilassata e, senza forzare eccessivamente, condurre in porto la partita, limitandosi a mantenere i propri turni di battuta. Sabato Masha disputerà la quarta finale a Melbourne (bilancio 1-2), la decima complessiva a livello di grande slam (5-4). Non partirà sicuramente favorita contro Serena, che l’ha battuta 16 volte su 18, vincendo gli ultimi 15 confronti diretti. Una vittoria della russa contro l’attuale numero uno del mondo non si registra addirittura dal 2004. Ma Tomas Berdych l’altro giorno ci ha insegnato come questi numeri possano valere relativamente.

Nella foto l’esultanza di Maria Sharapova (www.australianopen.com)


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