WIMBLEDON, LA “BREXIT” IMPONE UN AUMENTO DEL MONTEPREMI

La perdita di valore della sterlina dovuta dall'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea dovrebbe indurre l'AELTC ad accrescere i premi in denaro riservati ai giocatori
mercoledì, 3 Maggio 2017

TENNIS – Mancano ancora due mesi all’inizio del torneo di Wimbledon, ma l’attesa e la curiosità sono già alle stelle, soprattutto perché quella del 2017 sarà la prima edizione dello Slam londinese che terrà realmente conto degli effetti della Brexit. Lo scorso anno infatti il referendum si era tenuto proprio alla vigilia dell’inizio del torneo, e quest’anno, in base alla situazione economica attuale, con ogni probabilità ci sarà un ulteriore aumento del montepremi, perché l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha causato una perdita di valore della sterlina che gli organizzatori non possono non tenere in considerazione.

Lo scorso anno Andy Murray e Serena Williams, campioni dei tornei di singolare maschile e femminile, si assicurarono una somma pari a due milioni di sterline a testa, su un montepremi complessivo che ammontava a 28 milioni, ma nel 2017, secondo alcune indiscrezioni riportate dal “Times”,  la cifra potrebbe crescere ancora, e se già nel 2016 c’era stato un aumento complessivo dei premi pari al 6,3 per cento, quest’anno l’incremento dovrebbe essere ancora più marcato (si parla infatti di 2,25 milioni di sterline in più) in modo da mantenere lo stesso valore economico di dodici mesi fa.

Del resto quando, Andy Murray sollevò al cielo il trofeo di Wimbledon il 10 giugno del 2016, una sterlina valeva 1,29 dollari, mentre il 23 giugno, giorno del referendum per la Brexit, una sterlina corrispondeva a 1,48 dollari, a testimonianza del fatto che in sole due settimane il premio riservato al vincitore aveva “perso” ben 380.000 dollari. E siccome un anno fa sarebbe stato impossibile modificare le cifre del montepremi vista la vicinanza del referendum all’inizio del torneo, quest’anno l’AELTC vorrà fare in modo da non “scontentare” i giocatori, anche perché oltre tutto, gli Australian Open e il Roland Garros per le edizioni del 2017 hanno già previsto un aumento rispettivamente del 14 per cento e del 12 per cento riguardo ai proprio montepremi, un dato del quale gli organizzatori londinesi terranno sicuramente conto.

Se dovessero essere mantenute le stesse cifre dello scorso anno infatti, Wimbledon scenderebbe al terzo posto tra i quattro tornei del Grande Slam quanto a “prize money”, e c’è da scommettere che a Londra non vorranno accettare una situazione del genere per lo Slam più antico e prestigioso del mondo. Nonostante la Brexit quindi, Wimbledon non vorrà certamente perdere il suo grande appeal nei confronti del mondo del tennis, e oltre a puntare sul fascino e sulla storia dell’erba più famosa del pianeta, lo farà anche a suon di sterline.

(Nella foto Andy Murray – www.zimbio.com)


Nessun Commento per “WIMBLEDON, LA "BREXIT" IMPONE UN AUMENTO DEL MONTEPREMI”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.