CUEVAS, GRANOLLERS E IL PEE-GATE ACCENDONO IL MANIC MONDAY

Serena minaccia di far causa al referee perché si scivola. "E' stato solo il calore di un momento" dirà. In doppio, Cuevas minaccia di farla in un tubo di palline perché non gli concedono un toilet break. E inscena un sit-in con Granollers.
martedì, 5 Luglio 2016

Tennis – Lo chiamano Manic Monday, ma stavolta gli ottavi di finale non c’entrano. Non è solo un lunedì frenetico, il lunedì del match del torneo (il 9-7 al terzo di Cibulkova su Radwanska). È un lunedì quasi bipolare, che parte con Serena Williams di nuovo furiosa quando scende qualche goccia di pioggia. Nel nono gioco, la numero 1 del mondo scivola e sul 5-5 chiede, se le fosse possibile imporrebbe, la chiusura del tetto.

Chiede alla giudice di sedia Marija Cicak di controllare di nuovo quanto sia scivolosa l’erba. “In queste condizioni, cadrò di nuovo. Non gioco così” sbotta. “Ma non possono chiudere il tetto e basta”. Poi si volta verso il referee Andrew Jarrett. “Se mi faccio male, gli faccio causa”. Ma è il calore di un momento, e la mente torna al “ti faccio ingoiare” la pallina a New York. “Non ho certo intenzione di farlo davvero, non è quel che faccio. Non è quel che sono”.

In questo Wimbledon di pioggia in cui i tennisti son tutt’altro che tranquilli, però, non è nemmeno la prima. Già Simon, contro Dimitrov, aveva minacciato di adire le vie legali contro John Blom, giudice di sedia australiano del match. “Odio giocare con la pioggia, non capisco che motivo ci sia a giocare sotto l’acqua” ha detto. Blom, ha spiegato, gli ha detto che la pioggia era leggera, che nemmeno cadeva sul campo. “E l’avrete visto che avrei voluto distruggerlo in quel momento” ha ammesso il francese. E, come avrebbe detto Corrado, non finisce qui. Perché Gillou ha tutta l’intenzione di discutere della questione nel Players Council dell’ATP.

Niente, però, racconta il Manic Monday meglio del Pee-gate (copyright Irish Independent). Cuevas e Granollers sono al quinto set contro il canadese Adil Shamasdin e Jonathan Marray, che vinse Wimbledon nel 2012 e non spese nulla del prize money continuando a girare su una vecchia Ford e a giocare con le maglie di due anni prima. La coppia latina ha servito per il match sul 5-4, ma senza chiudere. Shamasdin e Murray, diventato in quello stesso 2012 il primo suddito di Sua Maestà qualificato per il Master di doppio (Neil Broad, che ha giocato le Finals nel 1990 e 1996 e disputato la Davis per la Gran Bretagna nel 1991 era infatti cittadino sudafricano) guadagnano fiducia. Hanno battuto Horia e Tecau al primo turno, non mollano, ribattono, ripartono. Sul 9-8, Cuevas non ce la fa più: chiede un toilet break ma la giudice di sedia, la francese, Aurélie Tourte, gli dice di no. La regola, in doppio, prevede che i giocatori possano uscire per un tilet break due volte sole nel match. Cuevas minaccia di farla lì, in un tubo di palline, e un testimone dichiara di averlo visto passare dalle parole ai fatti nascosto da un asciugamano. Ma gli organizzatori del torneo rilasciano in serata una dichiarazione e confermano che “no urination was involved”, “nessuna minzione è stata coinvolta” nell’episodio.

“Io credo che, se la partita va al quinto, si dovrebbe concedere un toilet break in più” ha detto Marray. “Non so il dettaglio della regola, non so se puoi uscire solo prima del tuo turno di battuta, ma penso che l’arbitro abbia sbagliato. Eravamo pur sempre molto in là nel quinto set. Io pure sono andato in bagno un paio di volte”.

E, anche stavolta, non finisce qui. Cuevas serve per rimanere nel match, Marray e Shamasdin conducono 13-12. Inizia con due doppi falli, spara una pallata fuori dal campo e riceve l’inevitabile seconda code violation con tanto di penalty point: 0-40, match point. A quel punto, sit-in. Occupy Wimbledon.

Marray e Shamasdin devono rimanere in campo ad aspettare mentre Tourte chiama il supervisor. Ci vogliono dieci minuti di trattative per convincerli a porre fine a quella protesta silenziosa e tornare in campo. L’esito è scontato. Perdono il punto e la partita. Granollers torna verso Tourte, e non certo con intenzioni di rappacificazione. La giudice di sedia deve essere scortata fuori dal campo.

“Penso che l’arbitro non ha saputo mantenere il match sotto controllo” ha detto Shamasdin. “Ha sbagliato un po’ di chiamate, per loro e per noi. Alla fine eravamo tutti su di lei, era quasi sconvolta. Credo abbia gestito male la situazione”.

“Non è stato un bello spettacolo” ha commentato Marray. “Qualunque cosa accada in un match, devi rispettare gli arbitri. Puoi non essere d’accordo, puoi protestare, ma stanno cercando di fare il loro lavoro. Le chiamate sbagliate ci sono, le accetti e continui a giocare. Qui come in ogni altro torneo dell’anno”.

 


Nessun Commento per “CUEVAS, GRANOLLERS E IL PEE-GATE ACCENDONO IL MANIC MONDAY”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.