WIMBLEDON, DJOKOVIC: “IL POSTO MIGLIORE PER LA RINASCITA”

Nole solleva il trofeo di Wimbledon per la quarta volta, dopo i tre trionfi nel 2011, 2014 e 2015: "L'incitamento di mio figlio l'emozione più grande".

TENNIS – Dopo il 2011, il 2014 e il 2015, per Novak Djokovic è arrivata la vittoria numero quattro nel torneo del singolare maschile di Wimbledon. La corona del 2018 arriva contro uno stremato Kevin Anderson, che cede in tre set dopo una battaglia eroica contro Isner in semifinale. Anche Nole, dal canto suo, ha faticato, ma la semifinale contro Nadal si è fermata sul 10-8 del quinto set, ben prima del 26-24 del sudafricano.

La gioia del tennista di Belgrado è palpabile, non solo per il prestigio del poker all’All England Club ma anche per il ritorno ad un successo di grande livello dopo un periodo a dir poco travagliato, che l’ha visto partecipare allo Slam britannico in qualità di testa di serie numero 21: “Non c’è posto migliore in cui tornare a vincere – dice Djokovic – per due anni sono stato letteralmente costretto a credere di poter tornare ai livelli precedenti all’operazione: fino alla fine, però, il mio team è riuscito ad inculcarmi la mentalità e la fiducia necessarie per crederci davvero. Non ero sicuro di tornare al meglio, ma adesso ne ho acquisito consapevolezza grazie al successo a Wimbledon”.

L’attenzione, poi, si sposta sul match: “Devo fare i miei migliori complimenti ad Anderson, ha fatto un torneo straordinario e ha trascorso tantissime ore in campo prima della finale. Probabilmente ha accusato la stanchezza nei primi due set, poi è venuto fuori e ha giocato un terzo set migliore rispetto al mio. Sono stato fortunato a venirne fuori nei momenti decisivi, anche questo lo considero un segnale che mi ha permesso di risalire la china”.

Il momento più emozionante, però, non riguarda il campo. Nole ammette la sua emozione per quello che è accaduto sugli spalti: “Vedere mio figlio che urla ‘papà, papà’ dalla tribuna è stato qualcosa di incredibile, una sensazione che non posso descrivere a parole. È stato il mio sostegno per tutte queste settimane, anche prima di Wimbledon. Sono fiero che sia mio figlio, come spero che lui sia fiero di suo padre”.

Con la vittoria a Wimbledon, Djokovic torna ufficialmente in top ten, occupando la decima posizione dopo più di un anno di sofferenza senza precedenti nella sua carriera. Adesso si aprono i due mesi dell’estate, con l’obiettivo e l’asticella che vengono spostati oltreoceano: tra agosto e settembre si parte per l’assalto a Flushing Meadows.


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