AGLI ITALIANI NON PIACCIONO GLI SLAM: WIMBLEDON ALTRO FLOP TRICOLORE

Wimbledon come Roland Garros, dopo la prima settimana nessun italiano in tabellone: un breve bilancio sulle prestazioni dei nostri tennisti.
lunedì, 4 Luglio 2016

Ancora un grande slam amaro per il tricolore italiano: conclusa la prima settimana sui campi in erba londinesi, non è rimasto più nessun rappresentante italiano, come miglior risultato abbiamo solo un terzo turno, raggiunto da Roberta Vinci; è innegabile la presenza della sfortuna in alcuni sorteggi (Andreas Seppi, Camila Giorgi) ma non può e non deve essere una giustificazione ad un calo ormai abbastanza visibile delle prestazioni dei nostri atleti in questo 2016: indizi lampanti sono, tra i tanti, la retrocessione della nazionale femminile in Fed Cup, o i pochissimi turni superati dai nostri connazionali nei Grandi Slam disputati quest’anno.

 

Singolare maschile: Seppi in miglioramento ma sfortunato, Fognini: il problema è l’atteggiamento.

L’andamento dei nostri rappresentanti nel singolare maschile è un esatto mix tra sfortuna e delusione; sfortunato Andreas Seppi nel sorteggio, preso a pallate 7-6(5) 6-4 6-2 al secondo turno da “Mister Ace” Raonic dopo la brillante vittoria 62- 6-4 6-0 contro lo spagnolo Guillermo Garcia-Lopez: eloquente il commento dell’altoatesino post partita, frustrato dall’ingiocabilità al servizio del canadese: “Se tutti giocassero come Milos mi ritirerei, quando serve l’unica cosa che posso fare è lanciarmi da un lato e sperare”. Un miglioramento nel gioco di Andreas c’è stato, soprattutto rispetto al Roland Garros dove ha perso quasi senza lottare contro il lettone Gulbis, ma il livello di gioco di quest’anno dell’altoatesino fa pensare che l’età inizia a farsi sentire: la sua vera sfortuna è che non sembra esserci dietro di lui un cambio generazionale all’altezza.

Fabio Fognini invece è, ancora una volta, il rimpianto azzurro più grande: la delusione dopo il Grande Slam francese, torneo dove ci si aspetta di più dal suo grande talento, era tanta e nessuno obiettivamente prevedeva una grande cavalcata sull’erba, superficie a lui storicamente non favorevole; ancora una volta però,è l’atteggiamento a lasciare il più grande amaro in bocca: infatti dopo una solida e convincente vittoria al primo turno con Delbonis, sono usciti nuovamente tutti i suoi limiti caratteriali nel match di secondo turno contro l’esperto spagnolo Feliciano Lopez: avanti Fabio 2 set a 0, al primo break concesso il ligure si è innervosito con arbitro ed avversario, non riuscendo più a riprendere la concentrazione; da quel momento in poi non c’è più stata partita: triplo 6-3 per Feliciano Lopez e vittoria al quinto set, con annesso omaggio finale, ovvero una lite furiosa tra i due tennisti che nulla ha a che fare con il tennis che piace a tutti gli appassionati.

Stesso discorso vale anche per Paolo Lorenzi: l’erba non è una superficie favorevole per lui, ed infatti è uscito al primo turno con lo slovacco Lucas Lacko in 4 set, ma la sensazione di poter fare qualcosa di più in questi mesi è rimasta, ricordando la disastrosa eliminazione al Roland Garros dove Berlocq gli ha lasciato solo 5 game, soprattutto se si paragonano le sue prestazioni nei due grandi slam rispetto al tennis di ottimo livello che ci ha fatto vedere nei primi mesi di questo 2016.

Una citazione va fatta a Simone Bolelli e al grande dispiacere di non averlo visto competere sugli storici campi londinesi quest’anno: proprio oggi è il giorno dell’operazione al ginocchio sinistro, un augurio di pronta guarigione con la speranza di vederlo gareggiare al 100% il più presto possibile.

 

Singolare femminile: Prestazioni migliori rispetto al Roland Garros, ma non basta

Le cose vanno leggermente meglio nel tabellone femminile, ma non c’è comunque da stare allegri; il crollo qualitativo nel tennis femminile è ancora più in risalto poichè ci si aspettava molto di più rispetto al tennis maschile: è difficile non avere negli occhi le immagini della finale tutta italiana dello US Open 2015, sembra passato un secolo ed invece tutto è accaduto solo 10 mesi fa; poi se si aprono e si richiudono gli occhi vengono in mente le immagini delle giocatrici italiane al Roland Garros 2016: tutte fuori al primo turno a parte Knapp e Giorgi, che hanno raggiunto l'”arduo” traguardo del secondo turno. Se paragonati ai risultati del torneo parigino, a Wimbledon è andata meglio, ma sinceramente era difficile fare peggio.

Roberta Vinci si conferma l’italiana più “competitiva”, raggiungendo il terzo turno (l’unica ad arrivarci) dello slam londinese, dove viene sconfitta da 6-4 6-3 dall’americana Coco Vandeweghe, ma dalla tennista salentina ci si aspettava di più, vista anche la sua attitudine a giocare meglio sui campi veloci; dopo un finale 2015 da favola con la finale all’Arthur Ashe Stadium di New York a giocarsi il titolo da campionessa dello US Open con la conterranea Flavia Pennetta, il calo è stato netto ed evidente: si spera sia solo un calo fisiologico nella carriera di una tennista che ha dato tanto e che tanto può ancora dare al tennis italiano e mondiale.

Per Sara Errani il discorso invece è diametralmente opposto:è stata la più grande delusione del Roland Garros, ci si aspettava tanto da lei ed invece è uscita, malissimo, al primo turno contro la bulgara Pironkova; a Wimbledon esce sconfitta da un bel match contro la francese Alizè Cornet col punteggio di 7-6(4) 7-5: incontro non facile ma dalle sorti avverse per la 29enne, dopo una bella vittoria al primo turno con un doppio 6-4 contro la rumena Monica Tig. Tutto sommato a Wimbledon, campo storicamente ostico per la Errani, le sue prestazioni sono state all’altezza, dispiace perchè con un po’ di fortuna Sara poteva, forse, prendersi qualche soddisfazione in più nel torneo londinese.

Si conferma un 2016 da dimenticare per Karin Knapp, paradossalmente il secondo turno al Roland Garros è stato uno dei suoi migliori tornei stagionali: scesa alla posizione n°90 del ranking WTA, anche in questo Wimbledon non riesce ancora a tornare al livello delle sue migliori prestazioni, perdendo in due set veloci contro la croata Ana Konjuh, 6-3 6-3. Ovviamente bisogna ricordare che la sua discesa di prestazioni e di classifica è data dal grave infortunio al ginocchio destro che l’ha tenuta ferma per più di 6 mesi a cavallo tra il 2015 e il 2016: tutti i tifosi italiani si augurano che possa tornare ai suoi più che discreti livelli il più presto possibile.

La sfortuna, tra Roland Garros e Wimbledon, ha avuto un particolare trattamento di favore per Francesca Schiavone: uscita al primo turno del torneo parigino per mano di Kiki Mladenovic, la 36enne Milanese a Wimbledon supera in scioltezza il primo turno contro Anastasija Sevastova ma trova al secondo turno la rumena Simona Halep, n°5 del seeding, che si rivela un ostacolo troppo grande da sormontare: 6-1 6-1 il punteggio, partita a senso unico. La “leonessa” non ha nulla da rimproverarsi, gioca sempre con grande grinta, anche quest’anno ha lottato per la Fed Cup e ha stupito tutti vincendo il torneo WTA di Rio De Janeiro: intramontabile.

Sfortunata anche l’ormai eterna promessa Camila Giorgi, che al primo turno si trova davanti la fresca campionessa del Roland Garros Garbine Muguruza: confronto dalla quale esce sconfitta ma con una prestazione di alto livello, portando la spagnola ad un equilibrato terzo set; rimane il rammarico che se riuscisse ad esprimere questo livello di gioco con più continuità, Camila potrebbe benissimo avere una posizione nel ranking WTA molto più alta e non sarebbe costretta ad incontrare un avversario monstre al primo turno di un torneo così importante.


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