WIMBLEDON: RECORD ED INVENZIONI

TENNIS - Dalla prima volèe ai primati di Pete Sampras e Roger Federer, dalla scoperta dello smash alle imprese di Boris Becker passando per il mito di Martina Navrátilová. Numeri e curiosità dal torneo più antico e prestigioso al mondo.

Wimbledon (Londra) . Il terzo Slam stagionale entra nel vivo con l’approdo agli ottavi di finale. Approfittando della tradizionale Middle Sunday, capita che la mente torni a ripercorrere le gesta di campioni che in passato, hanno scritto qui pagine indelebili della storia del tennis. E noi da quel libro ultracentenario abbiamo voluto estrapolare alcuni momenti unici come è unica la natura del torneo stesso.

Fondato nel 1877, Wimbledon rappresenta da solo un record, essendo la manifestazione più antica nella storia del tennis. Appare dunque scontato che già nell’edizione inaugurale sui campi in erba dell’allora Worple Road, si inizino a tracciare le fondamenta di questo straordinario sport. Il primo atleta a conquistare l’All England fu Spencer Gore, e questo gli valse di diritto un posto nella storia. Ma il tennista inglese in cima all’albo d’oro del torneo fu anche tra i primi a variare la posizione sul terreno di gioco, collocandosi frequentemente nei pressi della rete. Lo scopo era quello di anticipare l’ avversario, colpendo la palla al volo senza attendere il rimbalzo nel proprio campo. Il colpo, inizialmente discusso, venne poi approvato ed omologato, evolvendosi negli anni fino a divenire l’attuale Volèe.

L’anno successivo, Frank Hadow nella finale contro lo stesso Spencer Gore, utilizzo più volte un innovativo pallonetto per superare il campione uscente, del quale aveva evidentemente preso le misure dopo le ripetute sortite offensive. La precisione del movimento ed il giusto dosaggio di potenza, fruttarono ad Hadow il titolo del 1878, regalando di fatto al gioco del tennis il primo Lob da imitare e perfezionare.

Nel 1881, il coraggioso John Hartley, probabilmente stanco di essere superato dalle traiettorie aeree dei pallonetti, decise di colpire la palla ancora in volo, con un gesto violento scagliato dall’alto verso il basso. L’efficacia del colpo, che lasciò stupito sia l’avversario che tutto il pubblico presente, consentì ad Hartley di aggiudicarsi agevolmente l’incontro, in soli 37 minuti, con il punteggio di 6-0 6-1 6-1, grazie a quello che gli annali ricorderanno come il primo smash della storia del tennis.

Meno nobile, ma pur sempre importante, fu invece il primato registrato nel 1887. William Renshaw, uno dei primi divi con la racchetta, fu costretto ad abbandonare il torneo a causa della più antica epicondilite di cui si abbia notizia. L’infortunio non compromise più di tanto la carriera di Renshaw, capace di chiudere nel 1889, un decennio di grandi successi firmati anche nel doppio, in coppia con il fratello Ernest.

Di William Renshow è anche un altro primato, quello dei titoli conquistati nel singolare maschile. Sette infatti furono i successi di uno dei pionieri di Wimbledon, eguagliato da Pete Sampras e Roger Federer, ma mai superato. Un record destinato a durare almeno un altro anno.

Incontrastato invece, è il primato assoluto in campo femminile, con Martina Navrátilová vera Regina d’Inghilterra, capace di imporsi per ben 9 volte in finale sul Centre Court. La tennista nata a Praga nel 1956, detiene anche il primato relativo ai match giocati sui campi verdi di Church Road, con 326 incontri. Distacco perentorio sugli inseguitori, anche in campo maschile, con il record del francese Jean Borotra, fermo a 223 presenze da oltre 80 anni.

Il 1996 è l’anno in cui cade uno dei tabù di Wimbledon. Richard Krajicek e MaliVai Washington, entrambi esclusi dalle teste di serie, approdano in finale con Krajicek campione, nonostante il ranking modesto. L’olandese infatti si era presentato ad inizio torneo come numero 19 della classifica ATP. L’impresa del tennista di Muiderberg impallidisce pochi anni dopo quando, nel 2001, Goran Ivanišević incanta tutti conquistando i Championships da 125 al mondo.

Il più giovane a trionfare agli All England rimane invece Boris Beker, dominatore nel 1985 a soli 17 anni e 227 giorni. Meglio di lui solo una donna, Lottie Dod che, nel 1887 superò in finale Blanche Bingley, alla tenera età di 15 anni e 285 giorni.

Alla storia sono passati anche molti match importanti. Uno su tutti, la sfida in finale nel 2008 tra Roger Federer e Rafael Nadal, descritta da molti come la più grande partita di tutti i tempi. Ci vogliono 4 ore e 48 minuti di gioco effettivo per incoronare lo spagnolo re di Wimbledon, in una maratona di grande tennis, iniziata alle 15 e terminata, tra gioco ed interruzioni per pioggia, alle 22.30.

Ma il 24 Giugno del 2010 ogni record di durata e games giocati nella storia del tennis, viene polverizzato dal match tra John Isner e Nicolas Mahut. Due interruzioni per mancanza di luce allungano i tempi di una sfida a tratti epica che fa registrare 59 games per parte al quinto set, con uno score pazzesco di 6-4 3-6 6-7 7-6 concluso solamente dopo 11 ore e 5 minuti, grazie al 70 a 68 imposto da uno sfinito Isner.

Superare alcuni dei record appena menzionati non sarà semplice, ma Wimbledon 2013 deve ancora entrare nella sua fase più calda, quella in cui l’asticella delle emozioni raggiungerà i livelli di guardia, dove ogni singolo punto sarà fondamentale per entrare nella storia del tennis.


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