WIMBLEDON STORIES: 2007, IL MIGLIOR GASQUET DI SEMPRE

Nel memorabile quarto di finale dell'edizione 2007, Richard Gasquet rimonta uno svantaggio di due set e di un break a Andy Roddick. Conquista così la sua prima semifinale Slam.

TENNIS – A 17 anni, al momento di passare professionista, Ansy Roddick si è dato quattro obiettivi: vincere gli Us Open, diventare numero 1 del mondo, vincere la Coppa Davis, vincere Wimbledon.

A 24 anni, nell’estate del 2007, i primi due li ha già raggiunti. Il terzo sarebbe arrivato nel giro di qualche mese, alla fine di quella stagione. Per il quarto, chiedere a Roger Federer. E sembra tutto pronto per la nuova sfida contro lo svizzero, stavolta in semifinale. Nel suo quarto, A-Rod è avanti di un set e di un break contro Richard Gasquet.

La NBC, che trasmette il torneo in America, invia una email che anticipa i temi salienti dello storico programma Breakfast at Wimbledon del giorno dopo, come ricorda un articolo di ESPN. “Dopo una settimana condizionata dalla pioggia, Andy Roddick e Roger Federer si incontreranno ancora in semifinale. Federer avanzerà ancora fino al suo quinto titolo ai Championships o finalmente Roddick riuscirà a conquistare il titolo che qui gli è sempre sfuggito?”.

A-Rod ha concesso una palla break nei primi due game di servizio, Gasquet ha iniziato con una strategia tutta votala all’attacco che tiene fino all’ottavo gioco: due gratuiti e gli attacchi di Roddick fanno il resto e portano al 6-4. Nel secondo è il francese a concedere la prima palla break, ma la salva “alla Roddick”, con una gran prima. E come nel primo set, è lui il primo a cedere: due palle corte non così impossibili faticano a raggiungere la rete e avvicinano il break dell’americano. Gasquet spera di aver salvato una seconda palla break quando il suo rovescio lungolinea viene chiamato buono, ma A-Rod chiede la verifica dell’Hawk-Eye. Ha già sbagliato due volte, ma alla terza l’Occhio di Falco gli dà ragione, anche se con un margine ristretto per questione di centimetri, o forse anche qualcosa meno. Con cinque ace, 11 servizi vincenti e nessun break subito, il doppio 64 si scrive presto.

Quando il francese si vede sotto 2-0 anche all’inizio del terzo set, in tanti sentono che la partita si avvia alla conclusione. Anche perché Roddick quando è arrivato ai quarti ai Championships, poi ha sempre raggiunto almeno la semifinale. In più, è in un periodo positivo: è reduce dal successo al Queen’s la settimana prima e nelle prime quattro partite a Church Road non ha lasciato nemmeno un set.

“Sotto di due set, ho iniziato a giocare più aggressivo, a spingere di più con il rovescio, di servire meglio, scendere a rete e lottare di più” spiegherà Gasquet in conferenza stampa. “Non avevo niente da perdere, non volevo pressione e giocavo senza pressione”. E ha offerto così la sua miglior partita in carriera.

Un doppio fallo di Roddick consegna al francese una palla del controbreak, che matura sul dritto largo dell’americano: 4-4. Si arriva così al tiebreak: A-Rod ne ha vinti 23 dei 27 che ha giocato fino a quel momento, e tutti gli ultimi 18. Ma il francese sembra voler finalmente rispondere “sì” alla domanda che lo accompagna, e per certi versi lo perseguita, da quando è finito a nove anni in copertina su Tennis Magazine: “E’ lui il campione che tutta la Francia sta aspettando?”. Al primo set point, Gasquet sigilla il 7-2. “Sapevo che il mio avversario era un po’ sotto pressione dopo aver perso il servizio nel settimo game” ha detto a fine partita, “ha sbagliato molto di più e a quel punto sapevo che sarei potuto arrivare al tiebreak. E lì tutto sarebbe potuto succedere. Con l’andar della partita, mi sentivo sempre meglio. Ero davvero molto motivato in vista del quarto set”.

La motivazione si vede, si sente, si tocca. Sul campo 1 disegna geometrie impossibili con la libertà dei giorni migliori: saranno 93 i vincenti totali e solo 29 i gratuiti (60-24 il bilancio del kid di Omaha). Roddick continua ad avvertire un po’ di tensione al servizio e concede altre due palle break, che il francese non trasforma. Roddick si illude di vedere il cartellone del traguardo, sul 6-5 30 pari, ma insegue solo una sua chimera che non tornerà. Sarà sempre Richard, come nel terzo set, a dominare il tiebreak. Prende il controllo con un dritto fulminante, con un secondo lascia Roddick senza parole. L’americano scuote la testa incredulo mentre l’avversario assomma cinque set point e chiude 7-3 con uno dei rovesci che hanno scandito le sue armonie più riuscite.

Nel quinto si procede in linea con i servizi fino al 14mo game: fanno 31 giochi consecutivi dall’ultimo break. Gasquet adesso intravede la semifinale déjà-vu contro Federer, che l’ha battuto al primo turno l’anno prima (è la sua 42ma vittoria consecutiva sull’erba, con quel successo ha migliorato il record di Bjorn Borg), e piazza un magnifico rovescio che gli vale i primi due match point. Gioca una palla piuttosto interlocutoria il francese, che è comunque uno dei soli sette giocatori capaci di battere lo svizzero nelle ultime tre stagioni, anche se ha al momento un bilancio di una vittoria e cinque sconfitte contro un numero 1 del mondo.

Anche quella palla interlocutoria basta, però. Roddick mette a rete l’ultimo colpo e si arrende alla terza rimonta in carriera da sopra due set a zero. Dopo 3 ore e 34 minuti, Gasquet chiude 46 46 76 76 86 e celebra la prima semifinale Slam in carriera. “Quando ero sotto di due set” spiegherà, “mi sono detto: non posso perdere contro di lui”. Volere, per un giorno, per un momento, diventa potere.


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