WIMBLEDON: VIETATO L’UTILIZZO DI DISPOSITIVI MOBILI, PAT CASH CONTRO LE TRADIZIONI

Il torneo di Wimbledon ha detto "no" a smartphone e tablet, creando uno scomodo precedente. Pat Cash si scaglia contro la tradizione "Antiche e non al passo coi tempi. Non fanno bene allo sport e non fanno bene a questo torneo".
domenica, 21 Giugno 2015

Tennis – Dall’alba dei tempi, il torneo di Wimbledon è riconosciuto come quello con più tradizione in tutto il mondo dello sport. Non solo per i giocatori, ma anche per gli spettatori.  Infatti a contraddistinguere i Championships, da qualche anno a questa parte, non è solo il famoso utilizzo del completino bianco per i tennisti.

Esiste una lunga lista di condizioni e regole da rispettare affinchè venga garantita la sicurezza e il divertimento di tutti quanti. Ma a quale prezzo? Si tratta di condizioni che, trasgedite, portano all’espulsione immediata dagli impianti. La novità? E’ stato vietato l’uso dei dispositivi mobili sui campi. Se vietare l’uso del “bastone per i selfie” aveva in un certo senso qualcosa di logico, vietare un tablet o uno smartphone non suona proprio bene. La giustificazione, arrivata immediatamente, recita così: “ L’uso di dispositivi, durante il match, può recare parecchio disturbo ai giocatori. Inoltre, è vietato anche il gioco d’azzardo all’interno degli stadi, così come l’utilizzo delle radio e delle cuffie”. Ora, le condizioni che hanno portato a questa soluzione sono partite dal “Match del secolo” tra Manny Pacquiao e Floyd Maywather. Infatti, grazie alla recente applicazione Periscope, molte persone presenti all’evento erano state in grado di trasmettere in diretta streaming quanto succedeva sul ring, mettendo a repentaglio il particolare sistema delle PPV, episodio che aveva costretto a bloccare l’incontro per qualche minuto costringendo gli utenti a collegarsi proprio su Periscope.

Quello che vogliono gli organizzatori di Wimbledon, è proprio evitare questo genere di situazioni. Per questo è stata bandito l’utilizzo di strumenti in grado di creare disguidi. Il tentativo, oltretutto, è quello di distogliere l’attenzione del pubblico dalle tecnologie presenti in modo da focalizzarsi al 100% sul tennis. Ma chi ci ha parlato con i paganti? Sui campi ell’All England Tennis Club, si respira un’aria completamente diversa, sembra di vivere in un mondo diverso. Wimbledon sembra essere l’unico torneo ad aver evitato, in gran parte, il consumismo sfrenato. Riuscendo a non omologarsi alle sfarzose bizzarrie introdotte negli altri tornei, tenendosi ben  ben strette tutte le tradizioni. Si vive nella perfezione, si fanno le stesse cose che si facevano negli anni ’60. Il sistema di prenotazioni dei biglietti, gli sponsor (pochi) in campo, per non parlare delle curiose storie legate ad asciugamani e gadget. Seppur l’aver costruito il tetto sul centrale “non rispettando la tradizione”, la scelta ha finito per rivelarsi azzeccatissima, visto che tra qualche tempo tutti i Major avranno almeno il centrale coperto.

Se alcune cose possono, però, risultare troppo dure altre finiscono per dare quel tocco di magia in più ad una manifestazione così spettacolare. Dello stesso parere non è  il vincitore del 1987, Pat Cash.  L’australiano, in una lunga intervista, ha parlato anche delle tradizioni del torneo, dicendo: “Antiche e non al passo coi tempi. Queste tradizioni non fanno bene allo sport e non fanno bene a questo torneo. Non sopporto questa cosa dei completini, in questo modo i bambini vedranno sempre il bianco e finiranno per scegliere altri sporto come il calcio e il basket.  E’ importante rinnovarsi ed iniziare ad essere più colorati, se no sembra di guardare di cricket”. Parole al veleno dell’ex numero sei del mondo, che ha anche parlato di quello che cambierebbe nel tennis spiegando come: “Meno tecnologie e più semplicità farebbe riprendere vigore a questo sport”. Parole, in ogni caso, che aprono le porte ad un possibile rinnovamento di un torneo che ha nelle tradizioni, nella cultura e nella storia il suo punto forte? Senza ombra di dubbio alcune regole sono troppo pesanti, altre hanno un gusto particolarmente raffinato. Come spesso accade, come spesso è realmente: la verità sta nel mezzo.  La tradizione deve essere rispettata, stravolgerla finirebbe per peggiorare tutto. Ma se è stato possibile, costruire il tetto, non è ancora chiaro a tutti da cosa derivi questa mancata collaborazione nei confronti della tecnologia e del rinnovamento. Si può migliorare senza mancare di rispetto al passato.


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