LA RESA DEI CONTI

Nadal cercherà di confermarsi campione. Djokovic, che gli ha rubato il primo posto nella classifica mondiale, vorrà aggiungere la perla più preziosa alla sua collana
sabato, 2 Luglio 2011

Wimbledon (Inghilterra) – Per la 23esima volta dal 1927, a giocarsi il titolo di Wimbledon saranno le prime due teste di serie. Rafael Nadal, campione in carica, e Novak Djokovic si affronteranno nella finale della 125esima edizione dei Championships. Battendo Tsonga in semifinale, il serbo si è garantito la prima posizione mondiale a partire da lunedì prossimo, strappandola proprio all’iberico. Sarà la decima finale tra i due, con Rafa che ha vinto le prime cinque e perse le quattro disputate quest’anno.

NADAL (1)DJOKOVIC (2)

Con un mese di ritardo sulle previsioni, ecco la resa dei conti. I primi due del mondo erano attesi a derimere la supremazia in quel del Roland Garros ma nessuno aveva fatto i conti con il desiderio di riscatto del “vecchio” leone Federer, determinato a mettersi di traverso tra i due per provare a dire ancora una volta la sua. E proprio grazie alle prestazioni parigine, lo svizzero aveva visto aumentare le sue credenziali sull’erba di Wimbledon. Invece Tsonga ne ha messo a nudo l’attuale fragilità psicologica, recuperando due set e mettendo Roger in un angolo. Così, molto semplicemente, i primi favoriti hanno staccato il biglietto per la finale e l’hanno fatto al termine di un cammino molto simile. Nadal aveva provato a giocare al Queen’s, senza troppa convinzione e di certo bisognoso di riposo fisico e mentale; sconfitto da Tsonga, il ragazzo di Manacor era volato in patria per ricaricare le pile e presentarsi dentro i cancelli Doherty con la ferma intenzione di confermare i titoli conquistati nel 2008 (poi non difeso) e 2010. Se i primi turni potevano essere i più insidiosi per il defending champion, non potevano essere Russell, Sweeting e Muller a metterlo troppo in difficoltà (nonostante i due tie-break del lussemburghese). Quando poi la posta in palio ha iniziato ad alzarsi, Rafa era già nella sua dimensione, quel luogo della mente irraggiungibile da chiunque altro nel circuito. Del Potro è stato il naturale spartiacque tra le due settimane, con Nadal che si è messo dietro le spalle anche il contrattempo al piede e ha alzato progressivamente il già alto livello del suo gioco. Con Murray è poi arrivata la consacrazione, su un campo evidentemente lento che fa rimbalzare la palla quel tanto che basta da consentirgli, anche grazie alla sua straordinaria rapidità, di spostarsi sul lato del dritto e comandare spesso gli scambi. Sarebbe riduttivo però identificare il numero uno del mondo solo con il suo dritto; Nadal ha lavorato anche sul rovescio (che adesso gioca pure in back e non solo per difendersi ma anche per cambiare ritmo) e sul servizio, per non parlare del fatto che a rete non si limita a benedire attacchi già chiusi con il colpo d’approccio ma spesso trova soluzioni difficili, da autentico volleatore.

E Djokovic? Il serbo aveva due obbiettivi e il primo l’ha già raggiunto. Un primato meritato, il suo, per quel che è riuscito a fare in questo incredibile 2011. Eppure, sono certo che indossare la corona dopo aver perso la finale del torneo più importante attenuerebbe non di poco la sua gioia. Questo Nole non è lo stesso di un mese fa; meglio, lo è solo a tratti. Eppure, ha ceduto tre set (come Nadal) e non è mai stato veramente in serio pericolo di eliminazione. Con Baghdatis si è trattato di un passaggio a vuoto; Tomic l’ha un po’ sorpreso tatticamente ma alla lunga è calato; Tsonga, infine, ci ha provato a ribaltare il quadro psicologico e in parte ci era anche riuscito ma proprio in quel momento Nole ha messo sul tavolo tutta la sua maturità ed è tornato padrone delle ferriere. Pur essendo sfavorito, il serbo può farcela perché, anche grazie al poker di vittorie del 2011, è probabilmente l’unico tennista che non ha alcuna sudditanza nei confronti di Nadal. Meno che mai adesso, che finalmente il suo lungo inseguimento è giunto alla tanto sospirata meta. Si affrontano i due migliori difensori del momento su un campo che assomiglia alla terra battuta; qualcosa potrebbe cambiare se, in caso di pioggia, venisse chiuso il tetto ma sembra che le previsioni abbiano scongiurato questa ipotesi. La sensazione, se conosco bene Nadal, è che lo spagnolo reagirà alla sua maniera alla perdita della prima posizione mondiale e per Djokovic sarà un pomeriggio di grande sofferenza. Però il serbo ha la grande occasione, conquistando il trofeo, di mettere una pietra sopra a questo 2011 con sei mesi di anticipo sulla fine; perché, qualora vincesse, potrebbe anche ritirarsi il giorno dopo e nessuno riuscirebbe a fare meglio di lui. Staremo a vedere.

I precedenti: Nadal-Djokovic 16-11

2006  ROLAND GARROS  +NADAL 6-4/6-4 RITIRO

2007  INDIAN WELLS  +NADAL 6-2/7-5

2007  MIAMI  +DJOKOVIC 6-3/6-4

2007  ROMA  +NADAL 6-2/6-3

2007  ROLAND GARROS  +NADAL 7-5/6-4/6-2

2007  WIMBLEDON  +NADAL 3-6/6-1/4-1 RITIRO

2007  MONTREAL  +DJOKOVIC 7-5/6-3

2007  MASTERS CUP  +NADAL 6-4/6-4

2008  INDIAN WELLS  +DJOKOVIC 6-3/6-2

2008  AMBURGO  +NADAL 7-5/2-6/6-2

2008  ROLAND GARROS  +NADAL 6-4/6-2/7-6

2008  QUEEN’S  +NADAL 7-6/7-5

2008  CINCINNATI  +DJOKOVIC 6-1/7-5

2008  PECHINO OLIMPIADI  +NADAL 6-4/1-6/6-4

2009  DAVIS CUP  +NADAL 6-4/6-4/6-1

2009  MONTECARLO  +NADAL 6-3/2-6/6-1

2009  ROMA  +NADAL 7-6/6-2

2009  MADRID  +NADAL 3-6/7-6/7-6

2009  CINCINNATI  +DJOKOVIC 6-1/6-4

2009  BERCY  +DJOKOVIC 6-2/6-3

2009  ATP FINALS  +DJOKOVIC 7-6/6-3

2010  US OPEN  +NADAL 6-4/5-7/6-4/6-2

2010  ATP FINALS  +NADAL 7-5/6-2

2011  INDIAN WELLS  +DJOKOVIC 4-6/6-3/6-2

2011  MIAMI  +DJOKOVIC 4-6/6-3/7-6

2011  MADRID  +DJOKOVIC 7-5/6-4

2011  ROMA  +DJOKOVIC 6-4/6-4

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