NADAL VUOL VEDERCI CHIARO

Il campione in carica apre le danze sul Centre Court di Wimbledon contro Michael Russell. Debutto soft? Chiedetelo a Guga Kuerten...
domenica, 19 Giugno 2011

Wimbledon (Inghilterra) – Toccherà a Rafael Nadal e Michael Russell l’onore di calpestare per primi, domani con inizio alle ore 13 locali (14 in Italia), l’erba del Centre Court di Wimbledon. Lo spagnolo e lo statunitense saranno certi di giocare, discorso valido anche per Schiavone-Dokic e Murray-Gimeno Traver, in quanto nell’eventualità non improbabile di pioggia il centrale verrà coperto dal tetto mobile.

Russell chi? – Il bicchiere mezzo pieno è che, quando sei stato sorteggiato per giocare il primo turno contro il campione in carica, sai che lo farai nel campo da tennis più celebre del mondo. Il bicchiere mezzo vuoto (anzi, quasi completamente vuoto) è che il campione in carica si chiama Rafael Nadal e per Michael Russell, numero 90 del mondo, sarà più che sufficiente per considerare chiusa in partenza la sua quinta partecipazione al tabellone principale del singolare maschile. Il 33enne di Detroit vivacchia più che egregiamente tra il circuito principale (qualificazioni e qualche puntata nel main draw) e quello dei challenger, dove talvolta riesce pure a spuntarla. Una sua eventuale vittoria sul numero uno del mondo non è nemmeno quotata su Better ma Nadal, solitamente molto attento e scrupoloso, saprà che, nel lontano 2001, per un soffio Russell non fece sfumare sul nascere il tris di Guga Kuerten al Roland Garros. Proveniente dalle qualificazioni e alla sua prima esperienza sulla terra parigina, lo yankee si trovò a condurre due set a zero e 5-3 nel terzo, con tanto di match-point infinito a favore: ventisei colpi, uno dei quali tirato dal brasiliano colpì in pieno la riga di fondo, e palla-incontro salvata da Kuerten, che poi si aggiudicò il torneo. Insomma: nuun capita, ma se capita?

Francesca al verde – Dopo Nadal, toccherà alla nostra Schiavone. Per lei subito una mina vagante, e non solo per la recente finale conquistata a ‘s-Hertogenbosch e persa con Roberta Vinci. Jelena Dokic sull’erba sa giocare e non è un caso che pure i gestori di Lottomatica siano particolarmente cauti (l’azzurra è data a 1,55, l’australiana a 2,25). A differenza dell’anno scorso, quando l’azzurra non aveva ancora smaltito la sbornia post-impresa a Parigi e si presentò piuttosto scarica all’appuntamento con i sacri prati, stavolta Francesca si dice desiderosa di riscatto immediato dopo la delusione (?!?) di due settimane fa. I tre precedenti sono favorevoli a Jelena ma due di questi risalgono al pleistocene. Comunque sia, brutta gatta da pelare per la nostra.

King of the Queen’s – Ci risiamo: arriva Wimbledon e Murray non sa più se è scozzese, britannico o, addirittura, inglese. Con il peso di una nazione e di decenni di attesa sulle non robustissime spalle, Andy si appresta a rinnovare il suo patto non scritto con i connazionali e l’avvio si direbbe soft. Lo spagnolo Gimeno-Traver non ha proprio le armi per mettere in imbarazzo il recente vincitore del Queen’s.

L’altra Italia – Oltre alla Schiavone, saranno ben otto i nostri portacolori in campo nella giornata inaugurale. Filippo Volandri (2° match sul campo 1) ha pescato nientemeno che Tomas Berdych, numero 6 del seeding e, soprattutto, finalista un anno fa. Se crediamo nei miracoli, il toscano può anche farcela, ma sarebbe meglio sperare che il ceco si alzi domattina dalla parte sbagliata del letto. Non è andata molto meglio a Potito Starace (campo 3) e al qualificato Flavio Cipolla (che giocherà sul mitico campo 18), sorteggiati rispettivamente con Stas Wawrinka e Juan Martin Del Potro. Il campano dovrà esibirsi come non ha mai fatto sull’erba per impensierire lo svizzero mentre a Cipolla forse non basterà nemmeno quello. Discorso diverso per Fognini che, se ha recuperato dall’infortunio che lo costrinse al ritiro nei quarti di Parigi, ha le armi per imbrigliare la potenza dell’emergente Raonic. Alla fine, chi può sorridere (almeno in parte) è quel Simone Bolelli riacciuffato per i capelli (lucky-looser) e opposto sul campo 10 all’austriaco Martin Fischer, qualificato e da lui sconfitto qualche settimana fa sulla terra in un challenger a Roma. Tre su cinque sull’erba è altra cosa ma Simone ha buone chance. Tre le italiane in campo e sorteggi agrodolci. Della Vinci temo la maledizione che spesso colpisce chi ha appena vinto un torneo più della qualità dell’avversaria di turno (la russa Dushevina, che sfiderà sul campo 14); la Errani poteva capitare meglio, perché Kaia Kanepi si starà ancora domandando come ha potuto perdere un anno fa quel quarto di finale con la Kvitova, mentre la giovanissima Camila Giorgi il suo torneo l’ha già vinto e, anche se il bilancio 2011 della bulgara Pironkova sembra l’indice di Wall Street nell’ottobre del 1929, si tratta pur sempre di una debuttante assoluta contro la semifinalista della passata edizione.

Gli altri… – Spettacolo pressoché garantito sul campo 2, nel tardo pomeriggio (quarto match) quando si affronteranno Radek Stepanek e Fernando Verdasco: il ceco sa trattare l’erba come pochi altri e il mancino di Spagna rischia moltissimo. Battaglia di servizi nel derby croato del campo 3 tra Cilic e Lubicic; tanta simpatia per Ivan, ma penso che la spunterà Marin. La rivalità serbo-croata animerà invece il match del campo 12, dove Tipsarevic dovrà trovare il modo di disinnescare il braccio armato di Karlovic; una sterlina su Ivo. Interessanti infine gli incontri tra Gasquet e Giraldo (campo 18) e tra l’immarcescibile tedesco Haas e il brillante lussemburghese Muller.

…e le altre – Rapida carrellata sulle sfide più sfiziose del singolare femminile. Venus, cinque volte vincitrice qui (nel 2007 partendo proprio con la stessa testa di serie di quest’anno, la 23), affronterà la dinoccolata uzbeka Amanmuradova nel primo match sul campo 2; qualche ora più tardi sarà la volta di una delle favorite, Vika Azarenka, chiamata al debutto con la slovacca Rybarikova. Il programma del campo 3 si chiuderà invece con la sfida equilibrata tra Jelena Jankovic e Maria Josè Martinez Sanchez. Il resto del programma non propone, sulla carta, sfide imperdibili; curiosità per il derby inglese tra la Keothavong e la Broady e per la prova della giovane Petra Martic, che se la vedrà con la doppista statunitense Vania King.

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