WINSTON SALEM: LA FINALE SARA’ ANDERSON-HERBERT

Pierre-Hugues Herbert è la sorpresa del torneo di Winston-Salem. Da qualificato, batte Johnson e conquista la sua prima finale ATP: entrerà comunque per la prima volta in top-100. Per il titolo affronterà Kevin Anderson, che ha superato un buonissimo Jaziri e cerca il terzo titolo in carriera.

TENNIS – E’ Pierre-Hugues Herbert la grande sorpresa dell’ATP di Winston Salem. Ha iniziato contro Kimmer Coppejans al primo turno di qualificazioni e dopo otto vittorie si ritrova alla prima finale ATP in carriera. Il francese si è trovato sotto di un set e di un break contro l’americano Steve Johnson, che sembrava in totale controllo del match. Perso però il break al sesto gioco del secondo set, non ha saputo alzare il suo livello di tennis contro un avversario dal gioco classico, tutto serve and volley, capace col tempo di soluzioni pregevoli e di 50 vincenti complessivi.

La tattica difensiva di Johnson non paga. L’americano poi affossa un pesantissimo, e facilissimo smash, che consegna a Herbert il primo minibreak al tiebreak del secondo set e da lì è un monologo del francese, che chiude 36 76 62. E pensare che ha rischiato di non giocarlo, questo torneo. Se infatti, insieme a Mahut, avessero sfruttato uno dei tre match point contro Bopanna e Mergea che li avrebbe proiettati nei quarti a Cincinnati, non sarebbe riuscito ad arrivare in tempo per giocare le quali.

“Sono stanchissimo, ancora non ci credo di essere arrivato fin qui” ha detto Herbert, numero 140 del mondo, che grazie alla finale entrerà per la prima volta in carriera fra i primi 100 del mondo e potrebbe salire intorno alla posizione numero 79 dovesse vincere il titolo. E’ l’ottavo qualificato a raggiungere una finale quest’anno, il secondo a riuscirci nei cinque anni di storia del torneo dopo Julien Benneteau, battuto nell’edizione inaugurale, nel 2011, da John Isner. “Questo risultato significa moltissimo per me, è una sensazione incredibile, sono felicissimo. Ma non è ancora finita, è di nuovo il momento di concentrarmi sul mio gioco per dare il massimo”.

Per il titolo, affronterà per la prima volta Kevin Anderson, alla terza finale stagionale dopo le sconfitte a Memphis contro Nishikori e al Queen’s contro Murray. Il sudafricano, testa di serie numero 2 del tabellone, è all’undicesima finale in carriera: ha perso le ultime sette dalla vittoria del 2012 a Delray Beach, il torneo diventato di casa per lui che lì è andato ad abitare dopo il matrimonio con la moglie Kelsey, buona giocatrice di golf originaria dell’Illinois.

Anderson ha battuto 64 63 un buonissimo Malek Jaziri, sconfitto per la terza volta nei tre confronti diretti. Il tunisino, che ha ricevuto all’Australian Open anche i complimenti di Goran Ivanisevic per il suo talento, va subito 0-40 nel primo game di risposta e costringe il sudafricano a salvare d’autorità le tre palle break. Jaziri a sua volta salva una palla break nel suo primo game di servizio, poi tiene con buona facilità i suoi successivi turni di battuta e si prende anche la soddisfazione di vincere i punti migliori del match. Anderson però con la prima è praticamente ingiocabile e al decimo game arriva inevitabile il break che consente al sudafricano di chiudere il primo set per 64, con tanto di doppio fallo sul set point.

Nel secondo, Anderson attacca un po’ di più, prende campo e costringe Jaziri a salvare tre palle break nel game più lungo del match, da 18 punti. Ma lo strappo è solo rimandato. Al quarto game, Jaziri si arrende di nuovo e Anderson amministra fino alla vittoria. “Ci sono un sacco di note positive da questa settimana” ha commentato Anderson, che non era iscritto inizialmente e ha richiesto una wild card. “Sono felice di aver avuto l’occasione di giocare qui, sarebbe fantastico riprovare la gioia di conquistare un titolo, visto che fra due giorni inizierà lo Us Open”. Dovesse battere Jaziri, per il sudafricano arriverebbe anche il terzo posto nelle Us Open Series e un bonus fino a 250 mila dollari sul prize money conquistato a Flushing Meadows.


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